Matteo Gelmetti a Daily: «Con Meloni l’Italia ha un altro peso. Verona deve fare squadra»
di Alessandro Bonfante
Un quarto d’ora con… Matteo Gelmetti
Nel salotto di “Un quarto d’ora con…”, Matteo Gelmetti, senatore di Fratelli d’Italia e già vicepresidente di Veronafiere, traccia il suo bilancio superata la metà del mandato: emozione dell’Aula di Palazzo Madama, sostegno alle PMI e difesa della piazza finanziaria scaligera, ferita dal caso Cattolica e ora in attesa per l’OPS di UniCredit su Banco BPM.
Gelmetti rivendica il ruolo internazionale conquistato da Giorgia Meloni (facendo un paragone con le criptovalute «uno stablecoin ancorato a valori reali») e guarda al dopo-Zaia: i veneti, sostiene, premiano da sempre chi governa con continuità, e oggi l’ago della bilancia pende verso Fratelli d’Italia. Centrale, però, per Gelmetti è la coesione del centrodestra veronese.
“Un quarto d’ora con…” va in onda ogni martedì alle 21.15 sul canale 19 HBBTV o in streaming su www.radioadige.tv.
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Guarda la puntata con Matteo Gelmetti
Una sintesi dell’intervista
Com’è l’impatto con il Senato dopo una lunga militanza amministrativa?
L’emozione è fortissima: ogni volta che entro in Aula sento il peso ogni volta. Avendo frequentato già Roma come militante di partito, non mi sono trovato catapultato da 0 a 1000: conoscevo uffici e logiche, e qualche anticorpo era già sviluppato rispetto a chi è nuovo.
Con una premier così forte non si rischia di soffocare l’iniziativa parlamentare?
Chi la conosceva sapeva che Giorgia Meloni sarebbe diventata una figura di statura internazionale. All’estero è apprezzata forse più che in patria perché sono liberi da sovrastrutture ideologiche: prima donna a Palazzo Chigi, espressione della destra democratica. I media stranieri le dedicano le prime pagine che riservano ai grandi statisti. È come uno “stablecoin”, facendo il paragone con le criptovalute: moderno, ma ancorato a valori reali, quindi stabile.
Il rapporto con leader dal carattere “vulcanico” come il Presidente USA?
C’è un detto: comportati da re e sarai trattato da re. Meloni si presenta come Presidente del Consiglio di una delle nazioni più importanti al mondo e così viene considerata. Aiuta parlare un ottimo inglese: riesce quindi a creare empatia con “l’uomo più potente del mondo”.
In Veneto si chiude l’epoca Zaia. Bilancio e prospettive per Fratelli d’Italia?
Zaia è stato un eccellente governatore; lo confermano i numeri. Ma il doppio mandato impone il cambio. Storicamente i veneti sono governativi: dalla DC a Forza Italia, dalla Lega a oggi. Già alle Politiche e alle Europee il Veneto ha premiato Fratelli d’Italia con le percentuali più alte d’Italia: è un segnale chiaro.
Verona è davvero la più “dimenticata” in Veneto rispetto al triangolo Padova-Treviso-Venezia?
Verona ha avuto un periodo di grande protagonismo, ma negli ultimi anni è venuta meno l’unità del centrodestra, che ha fatto sì che la nostra provincia non esprimesse più una figura di presidente di Regione. Il caso emblematico è il collettore del Garda, opera strategica per tutto il territorio: uniti possiamo portarla a casa, divisi no. Verona ha sempre ottenuto risultati concreti quando la politica locale è stata coesa.
Sul fronte finanziario Cattolica Assicurazioni e Banco BPM sono ferite aperte. Che succede?
Verona era la seconda piazza finanziaria dopo Milano. Cattolica l’abbiamo persa in pieno Covid, con un aumento di capitale in tempi in cui era difficile riunirsi in due, e capiamo cosa significa per una società cooperativa. Sto ricostruendo le ragioni di quella scelta.
Cosa chiedono oggi imprenditori e cittadini al loro senatore?
Le imprese vogliono meno burocrazia e più sostegno. Il nostro governo è vicino al tessuto produttivo: ogni anno variamo un decreto ad hoc per le PMI; il prossimo è in Commissione al Senato. Sul credito serve pluralità di interlocutori: per questo serve molta attenzione sul Banco BPM rispetto all’OPS di UniCredit.
Quando “stacca” dalla politica, come occupa il tempo libero?
Prima di tutto la famiglia. Poi lo sport: il padel, più leggero del tennis, e naturalmente l’Hellas Verona, la mia passione assoluta. Per quest’anno ho visto una maglia non bellissima, ma è importante quello che c’è sotto.
Ricordo dello scudetto 1985, nel quarantennale?
Era il mio primo abbonamento e la mia prima trasferta a Milano con il Milan. Entrare nel mondo gialloblù col massimo risultato alza l’asticella per sempre. Spero che la nuova proprietà capisca quanto il Verona significhi per i veronesi: il tifoso è lo stakeholder più importante.
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Un quarto d’ora con…
“Un quarto d’ora con…” è la nuova trasmissione di Verona Network, prodotta dalla redazione di Daily Verona e in onda su Radio Adige TV. Un format snello, diretto e di attualità, pensato per offrire uno spazio di confronto con i rappresentanti veronesi nelle istituzioni: consiglieri regionali, deputati, senatori ed europarlamentari, chiamati a raccontare progetti, priorità e visioni per il futuro del territorio.
A condurre il programma, in onda ogni martedì sera fino al 29 luglio alle 21.15 sul canale 19 HBBTV o in streaming su www.radioadige.tv, è Alessandro Bonfante con il direttore di Daily Verona Matteo Scolari, tra interventi e momenti di analisi, con uno sguardo rivolto anche alle prossime elezioni regionali.
Tutte le interviste di “Un quarto d’ora con…“:
- Stefano Valdegamberi: «Più sanità, meno carri armati. E Verona torni protagonista»
- Alberto Bozza: «In Veneto negli ultimi anni qualcosa si è inceppato»
- Marco Andreoli: «Zaia ha fatto la storia in Veneto, è una risorsa per tutti»
- Aurora Floridia: «Il cambiamento climatico non ha confini. Ma Meloni poco sensibile»
- Flavio Tosi: «Fine della “monarchia” Zaia, ora Verona batta i pugni»
- Enrico Corsi: «La Lega è cambiata, serve una riflessione profonda»
- Anna Maria Bigon: «Liste d’attesa della sanità azzerate in Veneto? Magari…»
- Stefano Casali: «L’autonomia è prevista della Costituzione, non è un’invenzione»
- Tomas Piccinini: «Un presidente veronese farebbe bene al Veneto»
- Alessandra Sponda: «Zaia è il Veneto. Ogni elezione fa storia a sé»
- Paola Boscaini: «Zaia rispondeva, ma poi non concretizzava»
- Elisa De Berti: «In Veneto il salto di qualità sui trasporti è evidente»
- Matteo Gelmetti: «Con Meloni l’Italia ha un altro peso. Verona deve fare squadra»
- Ciro Maschio: «La lezione di Verona ci è bastata: centrodestra unito per il Veneto»
- Paolo Tosato: «Dopo Zaia serve serietà, niente “fenomeni”»
- Marco Padovani: «Sono certo della vittoria del centrodestra in Veneto»
- Daniele Polato: «Io sindaco di Verona? Saprei già cosa fare nei primi 100 giorni»
- Paolo Borchia: «Il Green Deal è una seconda pandemia per le imprese europee»
- Maddalena Morgante: «Meloni un modello soprattutto per noi donne»
- Filippo Rigo: «Zaia ha portato il Veneto alla credibilità internazionale»
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