Alessandra Sponda a Daily: «Zaia è il Veneto. Ogni elezione fa storia a sé»
di Alessandro Bonfante
Un quarto d’ora con… Alessandra Sponda
A pochi mesi dalle elezioni regionali del Veneto, fissate dal Consiglio di Stato per l’autunno 2025, “Un quarto d’ora con…” ospita negli studi di Verona Network Alessandra Sponda, leghista, eletta in lista Zaia a 29 anni e oggi tra i volti più giovani del Consiglio regionale.
Sponda siede nell’Ufficio di presidenza come consigliere segretario, gestendo i lavori d’aula. Punta sui temi che spaziano dalla sicurezza idrogeologica alla tutela socio-sanitaria degli anziani, passando per le politiche familiari.
In questa conversazione con Alessandro Bonfante e Matteo Scolari racconta il bilancio della legislatura, il lascito politico di Luca Zaia, le sfide per la prossima tornata elettorale e il ruolo delle donne che, tra impegni istituzionali e vita privata, scelgono di non rinunciare alla passione per la cosa pubblica.
“Un quarto d’ora con…” va in onda ogni martedì alle 21.15 sul canale 19 HBBTV o in streaming su www.radioadige.tv.
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Guarda la puntata con Alessandra Sponda
Una sintesi dell’intervista
Partiamo con un bilancio di questa legislatura veneta che si sta per chiudere. Quali risultati sente di aver portato a casa in questa prima esperienza da consigliera regionale?
Sono arrivata a Palazzo Ferro Fini a 29 anni, dopo la gavetta nel Comune di Lavagno. In cinque anni ho avviato progetti che vanno dalla promozione territoriale alla sicurezza idrogeologica. Penso innanzitutto alla legge 25/2021 sui Colli Veneti: non valorizza solo i prodotti enogastronomici, ma anche il patrimonio paesaggistico e architettonico dei nostri comuni collinari. Sul fronte della prevenzione ho lavorato con sindaci e uffici regionali per la manutenzione costante di torrenti e versanti fragili: prevenire significa evitare disastri come l’alluvione di Monteforte d’Alpone del 2010.
In effetti dopo la tempesta Vaia il Veneto ha investito molto sulla sicurezza idrogeologica. Che eredità lascia, in generale, il governatore Luca Zaia?
Luca Zaia è il Veneto: carisma, competenza trasversale e una straordinaria capacità comunicativa. E poi la parte comunicativa… È stato un grande presidente.
Senza il traino di Zaia cambieranno i rapporti di forza in Consiglio?
Ogni elezione fa storia a sé. I 50 seggi saranno redistribuiti in base alle liste, ma anche alle figure dei consiglieri: oggi la gente vota la persona prima del partito. Questo è un aspetto da non sottovalutare.
Nel mezzo della legislatura è diventata mamma. Come concilia politica e famiglia?
Con organizzazione e una rete solida. La sveglia suona alle 5.30: tabella di marcia rigida, ma ci si fa stare tutto. Se alle spalle hai una famiglia che ti sostiene ce la fai, come tante amministratrici dimostrano ogni giorno.
Che cosa significa essere consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza?
È un ruolo tecnico ma centrale: gestisco la regolarità dei lavori d’aula, i tempi d’intervento, le votazioni. Per me, giovane e alla prima legislatura, è stata un’occasione di crescita per cui ringrazio il presidente Zaia che ha creduto in me.
C’è chi dice che Verona venga trascurata da Venezia. È un luogo comune?
Direi di sì. Quando fai squadra con gli enti locali e segui i bandi regionali, i risultati arrivano: abbiamo comuni piccolissimi che si piazzano primi in graduatoria. La presenza sul territorio… anche alle sagre, per stringere i rapporti, fa la differenza.
Quali temi le cittadini le segnalano più spesso?
Famiglia e servizi 0-3 anni, ma anche la “terza” e “quarta” età»: tanti ultra-ottantenni soli che vanno inclusi nella comunità. E poi agricoltura, montagna, Lessinia: zone che meritano la stessa qualità di servizi del resto della provincia.
Un tema forte per Lega e presidente Zaia è l’autonomia differenziata. È partita “azzoppata”?
Non è una corsa semplice, ma non parlerei di progetto “azzoppato”. La Lega lavora da anni su questo fronte e l’obiettivo arriverà: più competenze al Veneto significheranno servizi migliori e responsabilità diretta nella spesa pubblica.
Parità di genere: come aumentare la presenza femminile in politica?
Serve passione e tenacia, ma anche condizioni che rendano conciliabile il mandato con la vita familiare. In questa legislatura le consigliere sono state molte: mi auguro che la prossima lo sia ancora di più.
Quando riesce a staccare dalla politica, che cosa fa?
Sono insegnante e mi occupo di progettazione per il mondo scuola: la formazione accademica e trasversale aiuta anche nell’attività amministrativa. E poi continua il «giro delle sagre» nel fine settimana…
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Un quarto d’ora con…
“Un quarto d’ora con…” è la nuova trasmissione di Verona Network, prodotta dalla redazione di Daily Verona e in onda su Radio Adige TV. Un format snello, diretto e di attualità, pensato per offrire uno spazio di confronto con i rappresentanti veronesi nelle istituzioni: consiglieri regionali, deputati, senatori ed europarlamentari, chiamati a raccontare progetti, priorità e visioni per il futuro del territorio.
A condurre il programma, in onda ogni martedì sera fino al 29 luglio alle 21.15 sul canale 19 HBBTV o in streaming su www.radioadige.tv, è Alessandro Bonfante con il direttore di Daily Verona Matteo Scolari, tra interventi e momenti di analisi, con uno sguardo rivolto anche alle prossime elezioni regionali.
Tutte le interviste di “Un quarto d’ora con…“:
- Stefano Valdegamberi: «Più sanità, meno carri armati. E Verona torni protagonista»
- Alberto Bozza: «In Veneto negli ultimi anni qualcosa si è inceppato»
- Marco Andreoli: «Zaia ha fatto la storia in Veneto, è una risorsa per tutti»
- Aurora Floridia: «Il cambiamento climatico non ha confini. Ma Meloni poco sensibile»
- Flavio Tosi: «Fine della “monarchia” Zaia, ora Verona batta i pugni»
- Enrico Corsi: «La Lega è cambiata, serve una riflessione profonda»
- Anna Maria Bigon: «Liste d’attesa della sanità azzerate in Veneto? Magari…»
- Stefano Casali: «L’autonomia è prevista della Costituzione, non è un’invenzione»
- Tomas Piccinini: «Un presidente veronese farebbe bene al Veneto»
- Alessandra Sponda: «Zaia è il Veneto. Ogni elezione fa storia a sé»
- Paola Boscaini: «Zaia rispondeva, ma poi non concretizzava»
- Elisa De Berti: «In Veneto il salto di qualità sui trasporti è evidente»
- Matteo Gelmetti: «Con Meloni l’Italia ha un altro peso. Verona deve fare squadra»
- Ciro Maschio: «La lezione di Verona ci è bastata: centrodestra unito per il Veneto»
- Paolo Tosato: «Dopo Zaia serve serietà, niente “fenomeni”»
- Marco Padovani: «Sono certo della vittoria del centrodestra in Veneto»
- Daniele Polato: «Io sindaco di Verona? Saprei già cosa fare nei primi 100 giorni»
- Paolo Borchia: «Il Green Deal è una seconda pandemia per le imprese europee»
- Maddalena Morgante: «Meloni un modello soprattutto per noi donne»
- Filippo Rigo: «Zaia ha portato il Veneto alla credibilità internazionale»
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