Ambiti Territoriali Sociali, CISL FP Verona: «Ora servono certezze per i lavoratori»
Redazione
Con l’entrata in vigore della Legge regionale n. 9 del 4 aprile 2024, anche il Veneto ha avviato il percorso di riforma dell’organizzazione dei servizi sociali, istituendo ufficialmente gli Ambiti Territoriali Sociali (ATS). Si tratta di una riforma fondamentale per attuare pienamente i Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS), in linea con la legge quadro nazionale 328/2000, la legge di bilancio 234/2021 e le misure previste dal PNRR.
Gli ATS, costituiti dai Comuni appartenenti al medesimo distretto sanitario, diventano la sede di programmazione, gestione e valutazione dei servizi sociali locali, superando il precedente modello frammentato in cui le funzioni erano gestite singolarmente dai Comuni o delegate alle ULSS. A queste ultime restano solo le competenze sanitarie e sociosanitarie a elevata integrazione. Il governo della programmazione sociale territoriale sarà affidato ai Comitati di Ambito, derivati dalla trasformazione dei Comitati dei Sindaci di Distretto.
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Sul piano del personale, la riforma prevede una gestione associata delle funzioni e un riassetto che include sia dipendenti pubblici provenienti dagli enti coinvolti, sia nuove assunzioni finalizzate all’attuazione dei LEPS. Tuttavia, fino a oggi, molti ATS sono rimasti bloccati dall’incertezza normativa sull’inquadramento del personale, in particolare sul mantenimento dello status pubblico.
Un cambio di passo decisivo è arrivato con le Linee guida nazionali approvate il 18 giugno 2025, che definiscono i modelli organizzativi degli ATS e chiariscono l’inquadramento giuridico. Il decreto stabilisce infatti che «al personale delle aziende speciali consortili si applicano le disposizioni del D.Lgs. 165/2001», confermando lo status di dipendente pubblico, come ribadito dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione.
La CISL FP di Verona, da sempre favorevole alla riforma, ribadisce però alcune priorità fondamentali. «Abbiamo sempre sostenuto con convinzione l’attuazione della Legge regionale n. 9/2024, consapevoli dell’importanza di garantire servizi sociali pubblici, universali e di qualità a favore delle persone più fragili. Al tempo stesso, abbiamo sempre ribadito un principio inderogabile: la tutela giuridica e contrattuale del personale», sottolinea il sindacato.
Per questo motivo, con una lettera formale indirizzata a tutti i Comitati di Ambito e ai sindaci del territorio veronese, la CISL FP Verona ha indicato le forme giuridiche ritenute prioritarie, tra cui la convenzione tra Comuni, il consorzio e soprattutto l’azienda speciale consortile a scopo non economico, ritenuta l’unica capace di garantire personalità giuridica, autonomia gestionale e mantenimento dello status pubblico del personale.
La legge impone ora un calendario preciso: entro aprile 2025 i Comuni dovranno approvare un protocollo d’intesa per definire le modalità organizzative degli ATS, e entro il 2026 dovranno scegliere una forma di gestione con personalità giuridica. Dopo l’approvazione degli atti da parte della Giunta regionale, la responsabilità passa agli enti locali.
«Come CISL FP Verona, continueremo a stimolare e sostenere il processo in ogni territorio, per garantire l’omogenea attuazione della riforma», conclude il sindacato. Una transizione attesa, che ora chiede scelte responsabili e tempi certi, soprattutto in un contesto – come quello veronese – dove l’efficienza e la qualità dei servizi sociali pubblici passano anche dalla corretta valorizzazione dei lavoratori.
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