«“Angelo” e quel sentimento che non cambia mai»: a Villafranca Renga rivive la sua storia

Redazione

| 30/06/2025
Il 12 luglio Francesco Renga porta al Castello di Villafranca il tour “Angelo – Venti”, tra successi, emozioni e un legame speciale con Verona. Sul palco i brani che hanno segnato una carriera unica.

Un tour per celebrare i vent’anni di “Angelo”, la canzone che gli ha permesso di vincere il  Festival di Sanremo 2005. Francesco Renga sta attraversando l’Italia con uno spettacolo,  “Angelo – Venti”, che rappresenta una grande festa, un viaggio musicale che farà tappa il 12 luglio alle 21:15 al Castello di Villafranca per la rassegna ideata da Eventi Verona e promossa  dall’Amministrazione comunale di Villafranca.  

Il cantautore cresciuto a Brescia festeggia con una tournée e con una riedizione del singolo,  “Angelo (Vento edition)”, prodotta da Tommaso Colliva dei Calibro 35. Si tratta del  compleanno speciale di una canzone emblematica di un artista che ha attraversato la musica  del nostro Paese, dalla nascita del rock cantato in italiano con i Timoria al pop d’alta classifica, sempre nel segno di una voce unica. In contemporanea al tour è uscito il disco “Scriverò il tuo  nome – Angelo venti edition” che raccoglie i più grandi successi di Renga, eseguiti dal vivo. 

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Un successo inaspettato

La storia di “Angelo” è molto particolare: la canzone non  avrebbe dovuto vedere la luce, come racconta Renga stesso. «Tutto è cominciato con la richiesta di Paolo Bonolis, presentatore e direttore artistico del  Festival di Sanremo 2005. Io ero appena uscito con un album nuovo, “Camere con vista”, nel  2004, contenente un singolo, “Ci sarai”, che stava andando bene in radio. Facciamo una  premessa: vent’anni fa Sanremo non era così ambito come adesso. Creava sempre  un’attenzione mediatica, ma non era così importante. Così dissi a Bonolis: “Senti, Paolo, io non  so… Sono appena uscito con un album e in questo momento non ho una canzone pronta. E poi in Sanremo ci credo ma non so se ho voglia di mettermi in gioco così”. E invece, ispirato dalla paura che ho provato guardando le immagini dello tsunami nell’Oceano Indiano a fine 2004, ho scritto “Angelo”. Mi sono chiesto: chi avrebbe protetto mia figlia Jolanda appena nata?  “Angelo, prenditi cura di lei / Lei non sa vedere al di là di quello che dà”».  

Il resto è storia. «Al Festival di Sanremo 2005 la canzone vince e poi finisce prima in classifica e  nell’airplay delle radio: «Adesso a Sanremo è giusto andarci ed è bellissimo andarci: io, in realtà, ho sempre creduto nel Festival e ci sono andato anche in quegli anni là, dove poteva apparire per qualcuno una scelta pericolosa». 

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La voce di diverse generazioni

«Quando canto dal vivo, una delle cose più affascinanti è vedere che sotto il palco ci sono tre generazioni – ammette Renga -. Vedo il nonno con il nipote e il figlio. Amo pensare che il mio pubblico sia cresciuto con me, si sia evoluto e sia  maturato con me. Dico sempre che ognuno ha il pubblico che si merita, e il mio è  transgenerazionale».

Lo aiuta poter contare su una voce unica, riconoscibile; una delle migliori voci italiane pop rock di sempre. «Tutto quello che ho fatto, com’è giusto che sia, racconta le mie stagioni, a partire da quella del rock italiano anni ‘80 con i Timoria. Credo che uno dei punti di forza della mia carriera sia non aver mai rinnegato quello che ho fatto. Ogni cambiamento, ogni mutazione, compresa quella che è in atto, è sempre stata figlia di una  crescita e di un’evoluzione, personale e umana. Credo sarebbe sbagliato per me segregarmi in una sola casella, in un contesto limitato, perché tutto cambia e di conseguenza cambiamo noi come uomini e come artisti».  

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La forza di “Angelo” e un video “Made in Verona”

«Questa mia canzone del 2005 ha una forza intrinseca perché racconta un sentimento che non cambia mai, nonostante l’età. Parlo dell’amore filiale e del senso di protezione nei confronti di chi vogliamo bene e la paura e  quindi la ricerca di un aiuto, nel momento del bisogno. E intendo un aiuto che sia divino, come quello di un angelo, ma anche umano cioè una persona che ci dia una mano».

E il video di  “Angelo”, spiega infine Renga, ha una connessione con Verona: «Sì, vivendo a Brescia,  frequento la vostra città da sempre. Quel clip particolare è stato girato dal regista veronese Gaetano Morbioli nella Serra dei Limoni del castello di Torri del Benaco. E l’uomo che si vede alla fine del clip, che incarna l’angelo, è mio padre».

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