Giazza ricorda Don Mercante e il soldato Dallasega

Redazione

| 29/06/2025
Giazza ha commemorato questa mattina Don Domenico Mercante e il soldato Leonhard Dallasega, uccisi dai nazisti nel 1945.

Si è tenuta questa mattina a Giazza la commemorazione di Don Domenico Mercante e del soldato tedesco Leonhard Dallasega, trucidati dai nazisti il 27 maggio 1945, pochi giorni dopo la fine ufficiale della Seconda guerra mondiale.

Una storia drammatica e poco conosciuta, riemersa con forza in occasione dell’80° anniversario della fine del conflitto, grazie a un progetto commemorativo promosso dal Curatorium Cimbricum Veronense con il sostegno delle istituzioni locali e regionali.

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Don Mercante, parroco di Giazza, venne fucilato dalle truppe naziste dopo essere stato trattenuto in ostaggio e costretto a camminare da Giazza fino al Bivio di Cerè, nel territorio di Ala (TN). A nulla valsero gli appelli dei suoi parrocchiani e la sua figura di sacerdote.

Al momento dell’esecuzione, fu coinvolto anche Leonhard Dallasega, giovane soldato altoatesino accusato di diserzione e obbligato dai commilitoni a partecipare all’uccisione del parroco. Dallasega si rifiutò, opponendosi all’ordine per non macchiarsi dell’omicidio di un uomo di fede. Per questo fu ucciso anch’egli sul posto.

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Le celebrazioni

La giornata di commemorazione è iniziata alle 9.30 al cimitero di Giazza, dove è sepolto Don Mercante. Alle 10.30 a Passo Pertica, luogo dell’esecuzione, si è tenuta la commemorazione ufficiale con presentazione del progetto e celebrazione della Santa Messa. Nel pomeriggio la comunità si è ritrovata in piazza a Giazza per un momento pubblico di ricordo, accompagnato dalle note del Corpo Bandistico di Sona, dove Don Mercante fu curato prima di salire in Lessinia.

Il docufilm

Elemento centrale del progetto è anche un docufilm in fase di ultimazione, diretto da Giovanni Montagnana, che ricostruisce il percorso compiuto a piedi dai due uomini, da Giazza al luogo dell’esecuzione. Il film, che sarà proiettato a partire dalla fine di agosto, intreccia immagini del territorio, interviste a storici e testimoni, e le voci narranti di Davide Cappelletti e Cristian Truzzoli, ideatori dell’iniziativa e fondatori del progetto Saneabitudini.

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