Regionali Veneto, Boscaini: «Tosi nome giusto». Borchia frena
di Alessandro Bonfante
C’è fibrillazione nel centrodestra in Veneto, in vista delle elezioni regionali previste per l’autunno. Mancano ancora la conferma definitiva e la data, ma il passo in avanti del centrosinistra con l’annuncio di Giovanni Manildo come candidato mette pressione al centrodestra per ridurre il ritardo.
Dopo i mesi passati a rincorrere un nuovo mandato per Luca Zaia, ora che sembra definitivamente sfumato il centrodestra deve trovare una quadra. Nello scenario, inoltre, bisogna considerare le candidature nei capoluoghi, come Venezia a breve e Verona nel 2027. Il centrodestra deve trovare nuovi equilibri interni, con Fratelli d’Italia in grande crescita, la Lega in caduta libera e Forza Italia in lenta risalita dopo anni di difficoltà.
Forza Italia ieri ha presentato l’adesione al partito di Luca Coletto, nuovo nome che si aggiunge alla lista di acquisizioni orchestrate dal coordinatore regionale Flavio Tosi.
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Proprio Tosi è la figura indicata dalla deputata forzista Paola Boscaini, negli scorsi giorni durante un incontro di Azzurro Donna, come «nome giusto» per le prossime elezioni regionali in Veneto.
Frena però Paolo Borchia, segretario provinciale della Lega di Verona: «Niente pacchetti prestabiliti, il Veneto e Verona hanno bisogno dei candidati migliori, ma sono competizioni con logiche diverse. A Roma se ne può discutere, ma le elezioni si vincono sui territori».
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Sulle prossime elezioni regionali in Veneto, ha dichiarato la deputata Boscaini: «Giusto non dare un terzo mandato ai governatori, che poi per Zaia sarebbe stato il quarto. Dopo tanti anni è fisiologico un ricambio, l’auspicio adesso è che nel centrodestra non si decida per mere logiche partitiche, ma che si guardi alla persona e alla qualità del candidato governatore. Per questo noi pensiamo che Flavio Tosi sia il nome giusto: sarebbe un valore aggiunto in primis per il Veneto, che nei prossimi cinque anni dovrà affrontare sfide complesse su temi cruciali come sanità, trasporti, infrastrutture ed energia; ma anche per Forza Italia sul piano nazionale, dato lo spessore politico e amministrativo di Tosi».
Secondo il leghista Borchia: «Per quanto riguarda le prossime elezioni comunali di Verona non diamo per scontato che la partita sia già vinta per il centrodestra. La nostra città ha diversi problemi, ora serve iniziare a ragionare sulle soluzioni; il centrodestra ha il compito di rimotivare i propri elettori e per farlo servono le idee e le persone: il candidato sindaco dovrà essere un volto nuovo, un profilo condiviso su cui convergano in maniera chiara e decisa tutte le forze del centrodestra veronese. In mancanza di queste condizioni, le sinistre avranno nuovamente campo aperto. E Verona non se lo può permettere».
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