Valdegamberi a Daily: «Più sanità, meno carri armati. E Verona torni protagonista»
di Alessandro Bonfante
Un quarto d’ora con… Stefano Valdegamberi
A pochi mesi dalle elezioni regionali del Veneto, che il Consiglio di Stato ha confermato per l’autunno 2025, “Un quarto d’ora con…” accoglie negli studi di Verona Network Stefano Valdegamberi, da quindici anni consigliere regionale, già assessore, e voce spesso fuori dal coro. Valdegamberi è nel Gruppo Misto, ma ha sempre sostenuto la maggioranza dopo l’elezione, cinque anni fa, nella Lista Zaia.
Ex sindaco di Badia Calavena, promotore nel 2014 del provocatorio referendum per l’indipendenza veneta, Valdegamberi rivendica un Veneto con tasse basse, ma chiede più risorse per sanità e sociale, criticando la «corsa al riarmo». In studio con Alessandro Bonfante e Matteo Scolari fa il punto sulla legislatura avviata alla conclusione, sull’eredità di Luca Zaia e sul ruolo di Verona nel Veneto che verrà.
“Un quarto d’ora con…” va in onda ogni martedì alle 21.15 sul canale 19 HBBTV o in streaming su www.radioadige.tv.
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Guarda l’intervista a Stefano Valdegamberi
Una sintesi dell’intervista
Cinque anni di legislatura in Veneto stanno per chiudersi: qual è il suo bilancio?
«È stato un periodo difficile, ma abbiamo centrato l’obiettivo principale: non aumentare le tasse. Il Veneto è oggi la regione con la pressione fiscale regionale più bassa d’Italia. Abbiamo realizzato opere importanti, eppure riconosco punti di debolezza, soprattutto nel sociosanitario: servono più risorse per anziani e non autosufficienti, perché lo Stato taglia e il conto ricade su Regioni e famiglie».
Ha citato la sanità: perché secondo lei mancano i soldi?
«Spendiamo 3 600 euro a testa, contro i 4 500 della Francia e i 7 000 della Germania. O si cambia la scala delle priorità nazionali – oggi si parla solo di carri armati – o il sistema non reggerà e i più fragili resteranno esclusi».
Luca Zaia conclude quindici anni di governo. Che giudizio dà del suo “metodo Zaia”?
«Zaia ha la natura del leader: sa entusiasmare e trascinare. Gli rimprovero di aver accentrato troppo e di aver accorpato il sociale alla sanità; servirebbe una squadra più ampia. Ma il bilancio resta positivo, soprattutto perché non abbiamo messo le mani nelle tasche dei cittadini».
L’autonomia era “la madre di tutte le battaglie”, ma pare essersi impantanata. È d’accordo?
«Rischia di restare una madre senza figli. Io stesso promossi il referendum del 2017, ma oggi vedo prospettive sfumare e i tempi dilatarsi. Non sono fiducioso: potremmo tornare a casa con un pugno di mosche».
A proposito di consultazioni: all’8-9 giugno non ha votato al referendum sulla cittadinanza. Perché?
«Perché la cittadinanza non è (solo) un fatto temporale. Può arrivare in un anno o in trenta: conta sentire appartenenza, condividere la Costituzione e i suoi valori. Chi antepone legge religiosa a legge dello Stato non sarà mai cittadino italiano».
Verona viene spesso descritta “dimenticata” a Venezia. Realtà o luogo comune?
«Verona è crocevia naturale fra Veneto, Lombardia e Trentino: la centralità è nei fatti, non serve chiederla. Bisogna riconoscerla anche amministrativamente e valorizzarla con infrastrutture e logistica».
È tempo che Verona esprima di nuovo un presidente della Regione?
«Sarebbe ora! Mi sono proposto più volte, ma i presidenti li scelgono i partiti a Roma, non i cittadini. Io sono uno spirito libero, quindi difficilmente candidabile».
Le sue prese di posizione su vaccini, guerra e temi etici l’hanno resa figura divisiva…
«Pregio o difetto, dico quel che penso anteponendo le idee all’interesse di partito. Sono stato accusato di tutto – perfino di avere ville in Crimea – ma chi mi conosce sa che non cerco tornaconti personali».
Ucraina-Russia: come si esce dal conflitto?
«Non bastano slogan. Il conflitto nasce da lontano, dal golpe contro Janukovyč e dalla guerra civile nel Donbass. Gli accordi di Minsk erano la via, ma nessuno ci ha creduto. Finché si chiede a una sola parte di ritirarsi, non finirà».
Che cosa le chiedono i cittadini quando la incontrano?
«Pragmatismo: liste d’attesa più brevi, meno burocrazia, aiuti a imprese e famiglie. Ogni giorno mi chiamano per problemi concreti: dalla marca da bollo per liberare un fossato allo smaltimento del verde. Chiedono semplificazione e servizi, non slogan».
C’è una riforma che non è ancora riuscito a portare a termine ma vuole spingere?
«La semplificazione delle autorizzazioni per la manutenzione agricola e dei boschi: ho un emendamento pronto, ma rimbalza fra conferenze e pareri. Se questo è “riformare l’Italia”, c’è da preoccuparsi».
Fuori dalla politica, come ricarica le batterie?
«Non sto mai fermo: di notte scrivo libri. La prossima settimana sarò alla Sorbona con “La logica del linguaggio”, invitato da alcuni docenti. Cultura, politica, famiglia: sono facce della stessa persona.
[Il consigliere ha poi acconsentito a un saluto in cimbro, che non abbiamo le competenze linguistiche per trascrivere].
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Un quarto d’ora con…
“Un quarto d’ora con…” è la nuova trasmissione di Verona Network, prodotta dalla redazione di Daily Verona e in onda su Radio Adige TV. Un format snello, diretto e di attualità, pensato per offrire uno spazio di confronto con i rappresentanti veronesi nelle istituzioni: consiglieri regionali, deputati, senatori ed europarlamentari, chiamati a raccontare progetti, priorità e visioni per il futuro del territorio.
A condurre il programma, in onda ogni martedì sera fino al 29 luglio alle 21.15 sul canale 19 HBBTV o in streaming su www.radioadige.tv, è Alessandro Bonfante con il direttore di Daily Verona Matteo Scolari, tra interventi e momenti di analisi, con uno sguardo rivolto anche alle prossime elezioni regionali.
Tutte le interviste di “Un quarto d’ora con…“:
- Stefano Valdegamberi: «Più sanità, meno carri armati. E Verona torni protagonista»
- Alberto Bozza: «In Veneto negli ultimi anni qualcosa si è inceppato»
- Marco Andreoli: «Zaia ha fatto la storia in Veneto, è una risorsa per tutti»
- Aurora Floridia: «Il cambiamento climatico non ha confini. Ma Meloni poco sensibile»
- Flavio Tosi: «Fine della “monarchia” Zaia, ora Verona batta i pugni»
- Enrico Corsi: «La Lega è cambiata, serve una riflessione profonda»
- Anna Maria Bigon: «Liste d’attesa della sanità azzerate in Veneto? Magari…»
- Stefano Casali: «L’autonomia è prevista della Costituzione, non è un’invenzione»
- Tomas Piccinini: «Un presidente veronese farebbe bene al Veneto»
- Alessandra Sponda: «Zaia è il Veneto. Ogni elezione fa storia a sé»
- Paola Boscaini: «Zaia rispondeva, ma poi non concretizzava»
- Elisa De Berti: «In Veneto il salto di qualità sui trasporti è evidente»
- Matteo Gelmetti: «Con Meloni l’Italia ha un altro peso. Verona deve fare squadra»
- Ciro Maschio: «La lezione di Verona ci è bastata: centrodestra unito per il Veneto»
- Paolo Tosato: «Dopo Zaia serve serietà, niente “fenomeni”»
- Marco Padovani: «Sono certo della vittoria del centrodestra in Veneto»
- Daniele Polato: «Io sindaco di Verona? Saprei già cosa fare nei primi 100 giorni»
- Paolo Borchia: «Il Green Deal è una seconda pandemia per le imprese europee»
- Maddalena Morgante: «Meloni un modello soprattutto per noi donne»
- Filippo Rigo: «Zaia ha portato il Veneto alla credibilità internazionale»
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