Legnago, donna aggredita e violentata sull’argine dell’Adige: indagini in corso
Redazione
Una donna di circa cinquant’anni, residente nella Bassa Veronese, è stata vittima di una violenza sessuale nel tardo pomeriggio di venerdì 14 giugno a Legnago, lungo l’argine dell’Adige. Secondo quanto riportato da RaiNews, l’aggressione è avvenuta in un canneto. La donna stava passeggiando con il suo cane, ed è stato proprio il guaito dell’animale a interrompere la violenza e a far fuggire l’aggressore.
La vittima, sotto shock, è stata soccorsa e trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Legnago, per poi essere trasferita all’ospedale di Verona per le cure necessarie. I carabinieri, che stanno conducendo le indagini, stanno raccogliendo elementi utili per risalire al responsabile, che secondo le prime testimonianze potrebbe essere un giovane di origine maghrebina.
Non si esclude che si tratti della stessa persona che avrebbe tentato altre aggressioni nelle settimane precedenti nella stessa zona. RaiNews riporta la segnalazione di una giovane che sarebbe stata afferrata per un braccio mentre correva sull’argine e che sarebbe riuscita a fuggire gettandosi nella vegetazione. Un’altra donna, poco prima, avrebbe vissuto un’esperienza simile.
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Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Legnago, Paolo Longhi, con un messaggio accorato:
«Chi violenta una donna, violenta una comunità intera. Conosco la persona che ha subito questa brutale violenza. È una donna, una cittadina, un’amica. La nostra rete di videosorveglianza — quasi cento dispositivi attivi — potrà essere di grande aiuto. Legnago non può e non deve reagire con frasi inutili ma con fermezza assoluta. La nostra comunità è unita, non si piega… e non dimentica».
Anche il sindaco di Cerea, Marco Franzoni, ha espresso vicinanza: «Quello che è accaduto a Legnago lascia un senso di profondo sdegno, dolore e rabbia. Serve un segnale forte: da tempo evidenziamo la necessità di avere più militari e agenti nelle strade. L’obiettivo di tutti deve essere quello di rendere più sicuro e controllato l’intero territorio della Pianura veronese. Ora serve agire!».
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Dal Partito Democratico di Legnago e da quello provinciale di Verona è arrivata una presa di posizione congiunta. Luigina Zappon e Franco Bonfante hanno espresso «vicinanza e sostegno alla vittima e alla famiglia», condannando con fermezza l’accaduto: «Sollecitiamo tutte le istituzioni competenti, amministrazione comunale in primis, ad adottare ogni misura necessaria al contrasto del degrado e del rischio di violenza perché situazioni del genere non si debbano più ripetere».
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