Adige sotto pressione con pesticidi e batteri. Lo studio di Legambiente

Redazione

| 16/06/2025
“Operazione fiumi” arriva nel Veronese: Legambiente denuncia la presenza di pesticidi e batteri nell’Adige e chiede più tutela, anche rilanciando il progetto del parco fluviale.

La campagna itinerante “Operazione Fiumi – Esplorare per custodire”, promossa da Legambiente Veneto, giunge alle battute finali facendo tappa nel veronese, lungo le sponde dell’Adige. Il fiume, pur mantenendo una discreta qualità chimica lungo il suo corso, è afflitto da diverse criticità: presenza diffusa di pesticidi, carico antropico elevato, e criticità nella depurazione delle acque.

I risultati dei monitoraggi 2024, condotti da Legambiente con il supporto tecnico di Arpav e il contributo di COOP Alleanza 3.0 e BCC Veneta, sono stati presentati oggi nel veronese. I sette punti campionati si distribuiscono tra le province di Verona (Bussolengo, Zevio, Legnago), Padova (Masi, Anguillara Veneta) e Rovigo (capoluogo e Rosolina). Le analisi, pensate per integrare i monitoraggi ufficiali di Arpav, mostrano un quadro preoccupante.

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A Zevio, Legnago e Masi i livelli di escherichia coli superano ampiamente i limiti consigliati, rendendo sconsigliato l’uso diretto delle acque in agricoltura. Particolarmente gravi i dati di Legnago (7915 unità batteriche MPN/100mL) e Masi (6488), entrambi oltre il limite di 5000.

Dal punto di vista chimico, l’Adige mostra livelli generalmente buoni, ma i pesticidi sono largamente presenti. Tra quelli rilevati: AMPA, Boscalid, Dimetomorf, Metalaxil e Pesticidi totali. Le tracce di glifosate sono sotto il limite di legge ma comunque presenti in tutti i punti analizzati.

Un’attenzione particolare va riservata agli affluenti. L’Alpone e il Rio Rodegotto trasportano PFOS, sostanze appartenenti alla famiglia dei PFAS, derivanti da scarichi industriali e da falde contaminate, in particolare legate alla nota vicenda Miteni.

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«Con “Operazione Fiumi” non ci limitiamo al monitoraggio della qualità delle acque, ma vogliamo anche avvicinare il pubblico alla conoscenza e fruizione sostenibile dei fiumi», dichiara Giulia Bacchiega, portavoce della campagna.

Sulla questione antropizzazione, il presidente di Legambiente Medio Adige, Maurizio Malvestio, torna a parlare del Parco di Pontoncello, tra San Martino Buon Albergo, San Giovanni Lupatoto e Zevio, istituito nel 2009. «In un simile contesto è più che mai auspicabile la valorizzazione e l’ampliamento del parco», spiega, rilanciando l’idea di un parco fluviale lungo tutta l’asta dell’Adige.

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