Stop ai diesel Euro 5 da ottobre: perché e da dove arriva il divieto

Redazione

| 05/06/2025
Un decreto nazionale per migliorare l’aria nel Bacino Padano. Le Regioni devono adeguare i loro piani entro il 2025.

Entro fine 2025 scatteranno limitazioni strutturali alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 in molte aree del Nord Italia, e in particolare in Veneto dal 20 ottobre. Ma da dove arriva questa misura e cosa prevede?

La fonte normativa è il Decreto Legge 121/2023, convertito poi nella Legge 155/2023, che risponde direttamente alle condanne della Corte di Giustizia dell’Unione Europea per l’eccessivo inquinamento da NOx e PM10 nell’area del Bacino Padano, una delle più critiche a livello europeo.

Il decreto impone a Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna di aggiornare i propri piani regionali per la qualità dell’aria entro sei mesi dall’entrata in vigore del provvedimento, e di introdurre divieti alla circolazione dei diesel Euro 5 a partire dal 1° ottobre 2025.

Il blocco però, secondo dati tecnici, avrebbe un impatto minimo sulle emissioni: in Veneto contribuirebbe a ridurre meno dello 0,5% delle emissioni di NOx e una quota trascurabile di PM10. Per questo, la Regione ha avviato un confronto con il Governo, in particolare con i Ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture, per valutare modifiche alla normativa nazionale.

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Cosa prevede il decreto

  • Articolo 1, comma 1: obbligo per le Regioni di aggiornare i piani aria.
  • Articolo 1, comma 2: possibilità di introdurre limitazioni ai diesel Euro 5 solo dal 1° ottobre 2024, ma l’effettiva entrata in vigore sarà nell’autunno 2025, per consentire l’adeguamento normativo e informativo.

Le limitazioni riguarderanno sia le auto private che i veicoli commerciali diesel Euro 5, con fasce orarie e giorni variabili da regione a regione. Ad esempio:

  • in Veneto il blocco è previsto dal 20 ottobre 2025, nei giorni feriali dalle 8 alle 18, nel periodo 1° ottobre – 30 aprile;
  • in Lombardia, dal 1° ottobre 2025, lo stop sarà permanente nei Comuni più grandi, dal lunedì al venerdì, dalle 7:30 alle 19:30;
  • Piemonte ed Emilia-Romagna adotteranno misure simili, ma con alcune variazioni nei dettagli.

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Deroghe e carburanti alternativi

La Legge 155/2023, che ha convertito il decreto, ha introdotto alcune deroghe. Le Regioni potranno escludere dal divieto veicoli alimentati con carburanti alternativi, come metano o GPL, anche se di categoria inferiore.

Fra le deroghe di cui si discute ci sono:

  • sistema MoVe-In (Monitoraggio Veicoli Inquinanti): consente la circolazione dei veicoli soggetti a blocco entro un limite chilometrico annuale, controllato da un dispositivo installato a bordo. Il tetto massimo di chilometri varia in base alla categoria e alla classe ambientale del veicolo.
  • Deroghe per categorie speciali:
    • veicoli di emergenza (ambulanze, mezzi di soccorso),
    • veicoli destinati a persone con disabilità,
    • mezzi speciali per trasporto merci essenziali o servizi pubblici,
    • veicoli utilizzati da lavoratori turnisti o con comprovate esigenze lavorative,
    • deroghe per persone con ISEE basso (ad esempio, in Emilia-Romagna per chi ha ISEE inferiore a 14.000 euro).
  • Esclusione di alcune categorie di veicoli alimentati con carburanti alternativi (ad esempio, veicoli bifuel/metano/GPL Euro 3).
  • Car pooling: alcune regioni valutano deroghe per auto utilizzate in car pooling.

In Veneto

Dal 20 ottobre 2025 anche in Veneto entra in vigore il blocco alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5, in attuazione del nuovo Piano Regionale per la Tutela e il Risanamento dell’Atmosfera (PRTRA). Il divieto sarà attivo ogni anno dal 1 ottobre al 30 aprile, dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria 8-18, estendendosi anche ai giorni di allerta arancio o rossa.

«Siamo ben consapevoli delle difficoltà che il blocco comporta – dichiara l’assessore del Veneto Gianpaolo Bottacin – per questo abbiamo introdotto strumenti derogatori innovativi e stiamo lavorando per altre misure meno penalizzanti».

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