Spray al peperoncino al Marconi di Verona: otto studenti in ospedale
di Alessandro Bonfante
Ennesima bravata con lo spray al peperoncino a scuola. È successo questa mattina all’Istituto Marconi di Verona, in piazzale Guardini. Otto giovani studenti sono stati portati in ospedale, tre in codice giallo e cinque in codice verde, per gli effetti dello spray urticante. Sono stati portati agli ospedali di Verona Borgo Trento e Borgo Roma e a quello di Negrar.
Secondo le informazioni raccolte dalle testimonianze di alcuni studenti, i compagni di classe di una ragazza hanno provato a usare la bomboletta che questa teneva nello zaino. Gli effetti sono stati quelli di urticare i presenti, con la conseguente evacuazione di tutta la scuola.
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A scuola era già presente un equipaggio di soccorritori con un’ambulanza, per un’iniziativa di sensibilizzazione. Sono stati quindi i primi a intervenire, aiutati poi da altre ambulanze e vigili del fuoco arrivati sul posto. Presenti anche i carabinieri.
Alle 14.20 si sono allontanati dalla scuola l’ultima ambulanza e un mezzo dei vigili del fuoco.
Di Michele: «Serve una risposta decisa»
Il vicepresidente della Provincia di Verona David di Michele dichiara, in seguito all’episodio avvenuto al Marconi: «È un comportamento molto grave che mette a rischio la salute e la sicurezza di tutti. Serve una risposta decisa, ma anche educativa, e prevenire che non accada di nuovo. Occorre intervenire con soluzioni articolate su più livelli. Sospensione immediata per i responsabili, con obbligo di attività educative (es. incontri con forze dell’ordine o psicologi). È importante altresì attivare un percorso di responsabilizzazione, portando alle scuse pubbliche dei responsabili, segnalazione alle autorità competenti, dato che l’uso di spray urticante è regolato dalla legge. Con il dirigente provinciale dott. Amelio Sebastian ci stiamo confrontando sull’importanza dell’aspetto educativo e preventivo con incontri con le forze dell’ordine per parlare di legalità, educatori per lavorare su emozioni, gestione della rabbia, empatia e attivare progetti sul rispetto degli altri e sulla responsabilità collettiva. Sempre più necessari diventa coinvolgere le famiglie in un percorso educativo condiviso e non escludendo di introdurre regole più severe sul controllo delle cartelle degli studenti, se ci sono sospetti senza violare i diritti)».
«È importante sottolineare che la scuola è un luogo sicuro per tutti e che ogni comportamento contro questo principio verrà trattato con la massima serietà» conclude Di Michele.
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