Estate Teatrale Veronese 2025: tra Shakespeare, musica e riflessioni sul clima
Redazione
L’Estate Teatrale Veronese è promossa dal Comune di Verona in collaborazione con il Circuito Multidisciplinare Regionale Arteven, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Veneto e ha come sponsor AGSM AIM, Banco BPM e Gruppo Vicenzi. Il festival – in programma dal 27 giugno al 22 settembre al Teatro Romano di Verona, da cui si estende poi a coinvolgere altri siti della città scaligera – spicca per la qualità della sua proposta nel segno del grande drammaturgo inglese e di quell’elemento del “PLANETSHAKESPEARE” – quest’anno l’acqua – scelto come filo conduttore nella selezione di testi, temi, personaggi archetipici e passioni legati all’opera del “Bardo”, e ancora attualissimi.
Il progetto triennale della manifestazione, delineato dal Direttore artistico uscente Carlo Mangolini, si ispira agli stati della materia di cui è composto il pianeta-mondo shakespeariano, acqua, terra e aria, e trova nell’elemento liquido – sinonimo di mutamento e adattabilità alle differenti forme – il riferimento per l’edizione 2025.
La fluidità dell’acqua apre, anche nell’universo del Bardo, a storie mobili, oniriche, di transizione e cambiamento, a tratti poco ancorate alla realtà; a personaggi che si adeguano al contesto e alla situazione, che assumono la forma che offre loro lo sguardo di ogni singolo spettatore; apre a situazioni altalenanti di calma e agitazione e in generale alle “contaminazioni” – come nella proposta musicale e nei confronti internazionali dell’Academy – e alle miscele più ardite e inattese.
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Estate tra le arti
Si partirà a giugno con la sezione del cartellone dedicata alle Contaminazioni musicali di generi e luoghi; luglio sarà il mese del Festival Shakespeariano con quattro importanti debutti che ridanno vita a personaggi immortali dell’opera del grande artista inglese: Rosencrantz e Guildenstern sono morti di Tom Stoppard (3 e 4) Otello (10-11), Riccardo III (17-18) e La Tempesta (24 e 25). La vocazione shakespeariana andrà ad espandersi, grazie al progetto ETV in Town, anche nella suggestiva location del Parco della Provianda al Bastione delle Maddalene con tre prime nazionali; agosto si concentrerà su danza e teatro musicale per dialogare con il pubblico Della Meraviglia; mentre settembre trarrà ispirazione dai temi del classico, che riverberano in Settembre Classico sia nel teatro antico che in quello goldoniano.
Finale dedicato alle riflessioni che l’Estate Teatrale Veronese intende proporsi nel prossimo triennio, a chiusura delle stagioni, sulle emergenze ambientali che minacciano il nostro pianeta-mondo: Marco Paolini, in prima nazionale, ci apre lo sguardo sul Bestiario Idrico.

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I protagonisti
Sono tantissimi i protagonisti di questa 77esima edizione dell’Estate Teatrale Veronese. A calcare il palco del prestigioso Teatro Romano che dal I secolo a. C. è destinato a trascinare il pubblico nel magico mondo degli spettacoli, saranno:
Francesco Pannofino grande interprete cinematografico, televisivo e teatrale e tra i più acclamati doppiatori italiani,
- gli istrionici Francesco Acquaroli e Paolo Sassanelli,
- Giacomo Giorgio, conosciuto dal grande pubblico per la serie cult “Mare fuori”,
- Giorgio Pasotti, artista tra i più apprezzati della sua generazione, qui anche in veste di regista,
- la straordinaria Maria Paiato,
- Graziano Piazza, che nella sua prestigiosa carriera ha lavorato in ruoli da protagonista con i più grandi registi della scena internazionale,
- Claudio Casadio, che si esibisce nei palcoscenici dei principali teatri italiani ma anche europei recitando in italiano, francese e spagnolo,
- la beneventana Loredana Giordano,
- Lella Costa, amatissima per il suo umorismo intelligente, appassionata attivista e voce inconfondibile,
- il funambolico Marco Paolini,
- ma anche “Pimpa” la famosa cagnolina a pois uscita dalla penna di Altan sarà sul palco dell’antico teatro, così come i famosissimi e divertenti Trocks.
La città sarà animata anche dall’istrionico Luca Scarlini in una Soirée dedicata a Renato Simoni il grande critico e intellettuale cui si deve nel 1948 la nascita dell’Estate Teatrale Veronese, dai danzatori di Ersiliadanza di Laura Corradi e dalla coreografa Marcella Galbusera con Arte3 e il suo progetto di comunità.
L’apertura dell’Estate Teatrale Veronese è affidata alla musica e ai famosissimi artisti che saliranno sul palcoscenico del Teatro Romano.
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Ugolini: «Con l’Estate Teatrale Veronese la città diventa un vivace centro di attività culturali»
«Il festival multidisciplinare dell’Estate Teatrale Veronese rappresenta un elemento imprescindibile nell’offerta culturale della città di Verona. Accanto all’Arena, il Teatro Romano è uno dei luoghi di spettacolo dal vivo all’aperto più suggestivi e storicamente significativi della città – dichiara l’Assessora alla Cultura, Turismo, Rapporti con l’Unesco Marta Ugolini -. L’Estate Teatrale Veronese non solo celebra la tradizione teatrale, ma la arricchisce con innovazioni artistiche che spaziano tra prosa, musica e danza. Grazie alla sapiente programmazione artistica di Carlo Mangolini e alla sua capacità di articolare una proposta variegata, il festival coniuga la ricchezza del patrimonio shakespeariano con nuove interpretazioni e contaminazioni culturali, rendendo Verona un punto di riferimento a livello nazionale. Inoltre, il festival promuove la partecipazione di un pubblico trasversale, offrendo spettacoli che spaziano dai classici a performance contemporanee e multidisciplinari. Questo approccio inclusivo e diversificato contribuisce a rendere la città un vivace centro di attività culturali, capace di attrarre spettatori e artisti da tutto il mondo».

Mangolini: «Al mio successore esprimo il più sincero augurio di buon lavoro»
«È con un’emozione particolare che mi trovo a presentare il cartellone del 2025 – precisa il direttore uscente Carlo Mangolini – visto che spetterà al prossimo direttore artistico del festival seguirne la fase operativa e realizzativa. Il mio ruolo quest’anno si è limitato alla costruzione del progetto, forte dei cinque anni di direzione che sono stati per me appassionati, pieni di incontri e fonte di un grande arricchimento personale. La scelta “convintamente obbligata” di confermare ed enfatizzare la centralità di Shakespeare è stata dunque la base di partenza per costruire le fondamenta del prossimo triennio. Ma ho sentito forte anche l’esigenza di trovare un nuovo paradigma, per rileggere l’universo artistico del più grande autore di tutti i tempi rintracciando nei suoi testi il legame con gli stati della materia – liquido, solido e gassoso – puntando i riflettori sulle componenti di cui è fatto il nostro pianeta e sulle annose questioni legate al cambiamento climatico».
Mangolini prosegue: «Ringrazio i registi, internazionali e locali, gli attori, noti e debuttanti, le tante e prestigiose produzionit eatrali, pubbliche e private, che hanno accettato il mio invito, contribuendo a costruire un cartellone ricco e articolato, con ben quattro titoli shakespeariani e uno goldoniano in prima nazionale, senza dimenticare la riflessione di Marco Paolini sui corsi d’acqua, che non a caso ha scelto il teatro in riva all’Adige come luogo di debutto. E poi il musical per famiglie per la prima volta al Romano, la grande danza internazionale, la rinnovata collaborazione con il Teatro Greco di Siracusa e gli stimolanti appuntamenti collocati fuori dalla sede principale del festival. Al mio successore esprimo il più sincero augurio di buon lavoro, certo che saprà proseguire al meglio il percorso tracciato, magari rinnovandolo in base alla sua particolare sensibilità, ma consapevole del grande privilegio di essere a servizio di uno dei teatri più suggestivi e ricchi di storia presenti sulla nostra penisola».

Il cartellone
Musica
Sul lato musicale, attesi a Verona artisti di primo piano, espressione di mondi e sensibilità diversi che in questo “ambiente” liquido si compenetrano perfettamente:
- la statunitense Cat Power,
- Paolo Fresu con Richard Galliano e Jan Lundgren creatori di quello che ormai viene definito il “Sound of Europe”,
- Stefano Bollani con il percussionista indiano Trilok Gurtu,
- dall’Inghilterra Max Richter,
- Jack Savoretti,
- il pluripremiato Simone Cristicchi,
- i Calibro 35 con Tommaso Colliva, Massimo Martellotta, Enrico Gabrielli e Fabio Rondanini,
- Goran Bregovic uno dei più celebri musicisti e compositori balcanici che si esibirà con The Weedding & Funeral Band,
- Gaia, che arriva a Verona dal successo ormai virale di Sanremo,
- Irene Grandi che sul palco del Teatro Romano di Verona celebrerà il suo trentennale.

Teatro
L’attualità di Shakespeare, l’universalità dei sentimenti che i suoi testi riescono a sondare nelle mille sfaccettature dell’animo umano, la creazione di personaggi archetipici e mitici come è stato per il teatro greco, ma anche il linguaggio ricchissimo e polivalente dei suoi testi e dei suoi dialoghi, rendono il teatro del drammaturgo inglese tanto universale quanto necessario e soprattutto mai scontato.
Così il Festival Shakespeariano – che da 77 anni rinnova il legame di Verona con l’autore che l’ha resa famosa nel mondo in Romeo e Giulietta, La Bisbetica domata e I due gentiluomini di Verona – continua a offrire occasioni sempre nuove, grazie alla qualità delle produzioni proposte, per riflettere attraverso il Bardo su noi stessi, sul mondo, sui grandi eventi e le pulsioni che definiscono l’umanità.
Quattro sono quest’anno i testi di derivazione shakespeariana che verranno messi in scena al Teatro Romano di Verona, tutte prime assolute, storie “liquide” secondo il filo conduttore di questa stagione, capaci di mutare forma in base agli spettatori che le devono contenere, laddove l’acqua in Shakespeare è spesso associata all’emozione, alla purificazione o al cambiamento; ma può anche simboleggiare il pericolo, il caos e la distruzione.
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3-4 luglio
Il sipario si apre il 3 e 4 luglio su quello che è ormai “un classico nel classico” che usa i toni della commedia e del paradosso: ROSENCRANTZ E GUILDENSTERN SONO MORTI l’esilarante tragicommedia scritta dall’inglese Tom Stoppard a partire da due figure minori dell’Amleto di Shakespeare. Personaggi che incarnano perfettamente l’idea di un mondo liquido, a partire dalla totale insensatezza del loro agire e dal palleggiare dei loro dialoghi, resi ancora più esilaranti dal talento caleidoscopico di Francesco Pannofino, affiancato da Francesco Acquaroli e Paolo Sassanelli, e dalla regia di Alberto Rizzi, che ricorre alla Commedia dell’Arte per esaltare ulteriormente la potenza comica dell’opera di Stoppard, senza rinunciare alla ricchezza filosofica ed emotiva del testo originale.
10-11 luglio
Il secondo titolo, in programma il 10 e l’11 luglio, è OTELLO nella traduzione del testo shakespeariano di Dacia Maraini con protagonisti il giovane e promettente Giacomo Giorgio, già interprete di serie cult come “Mare fuori”, e Giorgio Pasotti (qui anche in veste di regista). La versione del più celebre dramma della gelosia esplora le passioni umane attraverso la lente della violenza di genere: Otello appare l’emblema della tenace aspirazione maschile al possesso della donna, al dominio prevaricante, ed emergono i temi fin troppo attuali della misoginia, del controllo e della discriminazione che permeano i rapporti tra uomo e donna, oggi come allora.
17-18 luglio
Le antiche pietre del Teatro Romano faranno da sfondo, il 17 e il 18 luglio, a uno dei più celebri drammi storici in cui Shakespeare analizza il desiderio di potere e tradimento, evidenziando la complessità dell’animo umano e il mistero del male. RICCARDO III è l’emblema dello sconfinamento del potere nelle libertà e nei diritti dei singoli e delle loro comunità, l’archetipo di una malvagità feroce unita a un’intelligenza assoluta. La particolarità dell’allestimento presentato a Verona con la regia di Andrea Chiodi è la scelta di affidare il ruolo del protagonista a una donna, un’attrice straordinaria come Maria Paiato, recuperando un’antica tradizione che ha visto spesso corpi femminili incarnare questo personaggio che è la quintessenza del male anche nel rapporto di poteree sercitato sulle donne nella storia.
Un ribaltamento di prospettiva attraverso la fluidità di genere.
24-25 luglio
L’ultimo appuntamento del Festival intitolato specificamente al Bardo nell’ambito dell’Estate Teatrale Veronese sarà il 24 e 25 luglio con LA TEMPESTA la cui regia è affidata a una delle più prestigiose firme internazionali, Alfredo Arias, autore di spettacoli effervescenti, animati da un’ironia ora tenera ora folle e da un umorismo grottesco e paradossale. Arias torna a dirigere dopo 40 anni il testo shakespeariano ricco di simbolismi, in cui l’acqua diventa davvero l’elemento della metamorfosi, del movimento incessante e della perdita di riferimenti certi. Shakespeare scaraventa i suoi personaggi sulla misteriosa “Isola di Prospero” qui interpretato da Graziano Piazza: un mix sorprendente di sogno, realtà, magia, illusioni e follia, in un mondo bizzarro in cui nulla è ciò che sembra, ma tutto è reale.
Settembre
Ancora teatro sul finire dell’estate con Settembre Classico, che riproporrà la formula vincente della passata edizione con un testo antico e una commedia goldoniana. Fondazione INDA porterà dal Teatro Greco di Siracusa la LISISTRATA di Aristofane diretta da Serena Sinigaglia e con una travolgente Lella Costa perfetta nel ruolo della rivoluzionaria protagonista risoluta nel far cessare la guerra voluta dagli uomini, promuovendo anche uno sciopero collettivo del sesso; mentre Claudio Casadio e Loredana Giordano saranno tra i protagonisti de GLI INNAMORATI di Carlo Goldoni: prima nazionale con la regia di Roberto Valerio che rilegge con una scenografia contemporanea e costumi moderni la famosa commedia, mostrando l’attualità del tema delle pene amorose.
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Danza
Danza e teatro s’incontrano nel cartellone fluido dell’Estate Teatrale Veronese in una serie di spettacoli di indubbio interesse.
1-2 agosto
Nel solco Della Meraviglia va in scena sempre al Teatro Romano, l’1 e 2 agosto, PIMPA. IL MUSICAL A POIS: nel cinquantesimo anniversario di uno dei personaggi più iconici del panorama culturale italiano, una combinazione unica di teatro musicale e letteratura classica firmata dal creatore della famosa cagnolina Francesco Tullio Altan e dal mago dei cartoon cinematografici (sua anche “La gabbianella e il gatto”) Enzo d’Alò.

12-17 agosto
Quindi sarà la compagnia di danza maschile più irriverente e dissacrante al mondo LES BALLETS TROCKADERO DE MONTE CARLO a travolgere il pubblico del Romano dal 12 al 17 agosto coniugando tecnica impeccabile e incontenibile comicità, rompendo argini e ordini precostituiti.
15-16 luglio
Il Parco della Provianda al Bastione delle Maddalene – parte della cinta magistrale di Verona, ultimo baluardo del sistema difensivo austriaco – sarà la suggestiva location di tre originali appuntamenti per ETVin Town che vedono protagonisti due qualificate realtà di danza del territorio e il poliedrico saggista, performer e drammaturgo Luca Scarlini. Si comincia proprio con Scarlini che in prima nazionale con SOIREE RENATO SIMONI il 15 e 16 luglio – produzione dal Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale – ricorda, nei 150 anni dalla nascita, una delle figure più interessanti del repertorio del teatro italiano novecentesco, da troppo dimenticata.
19-22 luglio
Marcella Galbusera con Arte3 e il suo progetto di comunità SHAKESPEARE DREAM dal 19 al 22 luglio coinvolgerà in laboratori e in una performance finale gli over 50 che vorranno cimentarsi per sognare, nutrire fantasie e rivestire ruoli che non si osano nella vita reale.
25-27 luglio
La coreografia di Laura Corradi per Ersiliadanza, SHAKESPEARE BLOOD, dal 25 al 27 luglio guarderà all’autore di Giulietta e Romeo e ai tanti tragici personaggi delle opere del Bardo per mostrare come amore e bellezza, nonostante violenze, guerre e distruzioni, possano nascere ed elevarsi grazie all’arte.
Tra le novità del 2025 anche Planet Shakespeare Academy, un progetto legato all’internazionalizzazione, proposto dall’Estate Teatrale Veronese in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, dedicato ai giovani: formazione, confronto e scambio sulle visioni e pratiche sceniche e sulla percezione dei testi di Shakespeare con l’arrivo a Verona di quattro Accademie europee da Francia, Regno Unito, Serbia e Macedonia che si esibiranno e relazioneranno con studenti e neo attori veronesi al Teatro Camploy.
21-22 settembre
La riflessione sul cambiamento climatico, come elemento distintivo del prossimo triennio, è affidata quest’anno a Marco Paolini chiamato a coinvolgere gli spettatori e tutti noi nel suo personale BESTIARIO IDRICO che il 21 e 22 settembre chiude la 77esima Estate Teatrale Veronese parlando di fiumi e bestie d’ogni genere, narrando storie di vita biologica e sociale legate ai fiumi; dei conflitti e dei contratti che intorno ai fiumi hanno dato forma a quel paesaggio che oggi riconosciamo come il nostro. Paolini aiuta a rileggere la realtà, ci invita ad aprire gli occhi e pone tutti noi di fronte a scelte e responsabilità, perché creare cittadini curiosi e attenti è presupposto sociale oltre che culturale e in questo il Teatro può svolgere un ruolo fondamentale.

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