False fatture: confiscati beni per 33 milioni, patteggiano due veronesi

Redazione

| 16/05/2025
Un imprenditore e un commercialista hanno scelto il patteggiamento, con pene di oltre 3 anni di reclusione, dopo gli arresti per le frodi fiscali nel settore petrolifero. Già sequestrati beni di lusso fra cui case, auto e orologi.

Il Gup del Tribunale di Verona, Carola Musio, ha emesso oggi sentenza di patteggiamento nei confronti del commercialista E.O. e dell’imprenditore G.D., attivo in passato nel settore petrolifero. Erano stati arrestati lo scorso ottobre per una frode fiscale milionaria, sequestrando beni e conti esteri.

I due sono stati condannati rispettivamente a 3 anni e 8 mesi, e a 3 anni e 4 mesi di reclusione, per un sistema di false fatturazioni per operazioni inesistenti e compensazioni indebite di crediti fiscali, che ha provocato un danno all’Erario per circa 33 milioni di euro.

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Il giudice ha disposto la confisca del profitto del reato, già sottoposto a sequestro: oltre 16 milioni di euro in beni di lusso, tra cui immobili, auto, moto, denaro contante, gioielli e orologi.

L’inchiesta, condotta dal Nucleo PEF della Guardia di Finanza di Verona e coordinata dalla Procura della Repubblica, ha portato anche al fallimento personale dei due imputati e dell’intero gruppo societario facente capo a loro, con conseguente cessazione di ogni tipo di attività commerciale in capo ai due imputati.

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