Omicidio Carol Maltesi: Davide Fontana condannato all’ergastolo in appello bis

Redazione

| 16/05/2025
La Corte d’Appello di Milano conferma la pena massima per l’ex bancario, accusato dell'omicidio della 26enne Carol Maltesi. Riconosciuta l’aggravante della premeditazione.

Dopo una lunga vicenda processuale, è arrivata la parola definitiva sulla condanna a Davide Fontana, l’ex bancario 45enne accusato dell’omicidio brutale di Carol Maltesi. La Corte d’Appello di Milano ha infatti confermato ieri la condanna all’ergastolo, riconoscendo l’aggravante della premeditazione, elemento centrale che aveva portato alla riapertura del processo.

L’omicidio era avvenuto l’11 gennaio 2022 a Rescaldina, nel Milanese. Fontana, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe attirato Carol Maltesi a casa sua con la scusa di girare insieme un video intimo commissionato da un cliente, poi rivelatosi Fontana stesso.

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In quell’occasione Fontana, stando alla ricostruzione della Procura, colpì la donna con 13 martellate alla testa per poi sgozzarla. A rendere ancora più macabro l’intero episodio è stato il comportamento successivo all’omicidio: l’uomo ha fatto a pezzi il corpo della giovane donna, conservandone i resti in un congelatore acquistato online, per oltre due mesi.

Dopo aver cercato invano di distruggere i resti bruciandoli, Fontana ha deciso di disfarsene abbandonandoli all’interno di sacchi neri in una discarica a cielo aperto nel Bresciano. Per tutto il tempo successivo all’omicidio, ha continuato a rispondere ai messaggi degli amici e dei familiari di Carol, fingendo che fosse ancora viva.

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Il processo di primo grado, svoltosi presso la Corte d’Assise di Busto Arsizio, si era concluso con una condanna a 30 anni di carcere, poiché i giudici non avevano riconosciuto l’aggravante della premeditazione. In appello, però, la Corte di Milano ha riformato la sentenza, riconoscendo che l’omicidio era stato pianificato nei dettagli.

La Corte di Cassazione, nel settembre 2023, aveva però disposto un nuovo processo di appello – definito “secondo grado bis” – proprio per verificare in modo puntuale l’esistenza della premeditazione.

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