“Stop. Relax. Go.” Lo IUSVE studia il neuromarketing e conquista Metarelax

Redazione

| 15/05/2025
Capire davvero i bisogni del consumatore, anche quelli che non sa di avere. È da questa intuizione che nasce Stop Relax Go, il progetto sviluppato da un team di studenti dello IUSVE per Metarelax, integratore alimentare a base di magnesio e vitamine.

Lo IUSVE – Istituto Universitario Salesiano Venezia partecipa al 5° Premio Innovazione-1° Premio Daily con il progetto “Stop.Relax.Go”.

Il Premio Innovazione 2025 è un’iniziativa organizzata da Associazione Verona Network con il patrocinio di Fondazione Cariverona, rivolta alle scuole superiori, agli ITS e scuole di formazione post diploma, con l’obiettivo di premiare i migliori progetti e iniziative nei settori startupinnovazione, tecnologia, sostenibilità, accessibilità, creatività e organizzazione, realizzati da classi o da gruppi di studenti del medesimo istituto.

Per sostenere il progetto dello IUSVE – Istituto Universitario Salesiano Venezia:

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IUSVE – Istituto Universitario Salesiano Venezia presenta: “Stop.Relax.Go”

Capire davvero i bisogni del consumatore, anche quelli che non sa di avere. È da questa intuizione che nasce Stop Relax Go, il progetto sviluppato da un team di studenti dello IUSVE per Metarelax, integratore alimentare a base di magnesio e vitamine. Un lavoro innovativo e completo, tra analisi di mercato, strategie creative e neuromarketing, svolto nell’ambito del laboratorio universitario di marketing strategico e neuromarketing tenuto dal professor Mariano Diotto.

A presentarlo in studio sono stati Cristian Sartori, Veronica Toresan e Sofia Fanelli, con il contributo anche delle colleghe Aurora Scapini, Federica Monari e Maria Vittoria Dursi.

Cristian, da dove siete partiti per costruire la campagna per Metarelax?

Dal brief aziendale: l’obiettivo era realizzare due campagne, una conventional e una unconventional, partendo da strumenti propri del neuromarketing, come l’analisi dei bisogni latenti. Abbiamo creato due buyer persona e sviluppato l’intera strategia attorno a loro, utilizzando archetipi psicologici, analisi dei competitor e strumenti predittivi.

Veronica, raccontaci la parte conventional.

Abbiamo ideato il claim “Stop. Relax. Go.”, che dà anche il nome alla campagna. Tre azioni che rispecchiano perfettamente la funzione del prodotto: fermarsi, recuperare energia, e ripartire. Ogni soggetto della campagna declina il “Go” in modo diverso: Go Cook, Go Sell, Go Train… Ogni situazione è collegata a un archetipo, un bisogno specifico e un testimonial coerente. È una campagna pensata per essere multicanale, coinvolgente e declinabile sui social con caroselli e hashtag personalizzati.

Sofia, la parte unconventional invece vi ha portati molto più lontano.

Esatto. Abbiamo pensato a una partnership con il K-Future Festival di Torino, che ogni anno accoglie più di 115.000 partecipanti da oltre 150 nazioni. Lì abbiamo proposto uno stand Metarelax con degustazioni, video di lancio condiviso, contenuti generati da creator e influencer scelti sulla base dei nostri buyer persona. Il claim cambia in “Stop. Relax. Dance.” per adattarsi al contesto. Durante l’evento, abbiamo previsto anche la distribuzione gratuita del prodotto in bustine monodose, sfruttando il cosiddetto “effetto +1 di Opson”, che facilita l’assaggio e l’acquisto. Il tutto culmina con contenuti post-evento e una farmacia partner selezionata nei dintorni del festival per l’acquisto diretto.

Cristian, cosa vi ha lasciato questa esperienza?

Mi ha fatto capire che il marketing è ascolto, non solo comunicazione. Voglio continuare su questa strada e magari un giorno creare un concessionario digitale per musicisti emergenti, per dare visibilità al talento nascosto. Questa esperienza mi ha insegnato che dietro ogni acquisto c’è una persona, non un numero.

Veronica, e tu?

Mi piacerebbe lavorare in agenzia, portando con me la cultura del neuromarketing, che in Italia è ancora poco diffusa. È un approccio che va oltre la pubblicità, perché studia davvero le emozioni e le motivazioni delle persone. Il nostro compito sarà anche educare le aziende a osare di più.

Sofia, invece?

Io sogno di lavorare nell’organizzazione di eventi, unire creatività e relazioni, parlare con le persone e creare esperienze. Il laboratorio IUSVE ci ha dato spazio per esprimerci, e penso che sia proprio questa la chiave: osare, proprio come abbiamo fatto con questa campagna.

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