Cactus di stoffa: Le Grand Chic reinventa gli scarti tessili con creatività e sostenibilità

Redazione

| 15/05/2025
Un oggetto semplice, ironico, colorato. Ma con dentro un messaggio potente: trasformare gli scarti in valore, insegnando ai più giovani — e non solo — il significato profondo della sostenibilità: è il progetto di Le Grand Chic Verona.

Le Grand Chic di Verona partecipa al 5° Premio Innovazione-1° Premio Daily con il progetto “I cactus di stoffa: il verde che nasce dagli scarti”.

Il Premio Innovazione 2025 è un’iniziativa organizzata da Associazione Verona Network con il patrocinio di Fondazione Cariverona, rivolta alle scuole superiori, agli ITS e scuole di formazione post diploma, con l’obiettivo di premiare i migliori progetti e iniziative nei settori startupinnovazione, tecnologia, sostenibilità, accessibilità, creatività e organizzazione, realizzati da classi o da gruppi di studenti del medesimo istituto.

Per sostenere il progetto de Le Grand Chic di Verona:

Il consiglio, poi, è di condividere i post invitare altri amici e colleghi a guardare e mettere “Mi piace”, per aumentare le possibilità di vittoria della propria scuola!

Metti “Mi piace” al post su Facebook

Premi sul pulsante per raggiungere il post su Facebook e mettere like!

Guarda e metti “Mi piace” al video su YouTube

Guarda il video e metti “Mi piace”!

Guarda e metti “Mi piace” al reel su Instagram

Guarda il reel e metti “Mi piace”

Le Grand Chic di Verona presenta: “I cactus di stoffa: il verde che nasce dagli scarti”

Un oggetto semplice, ironico, colorato. Ma con dentro un messaggio potente: trasformare gli scarti in valore, insegnando ai più giovani — e non solo — il significato profondo della sostenibilità. Si chiama
Cactus di stoffa: il verde che nasce dagli scarti
il progetto presentato dalle studentesse dell’Istituto di Moda Design Le Grand Chic di Verona, guidate dalla docente Michela Tannoia.

Un percorso nato tra banchi, laboratori, sacchi di ritagli inutilizzati e tanta passione per la moda e il design. Con una forma precisa: il cactus, simbolo di resilienza e semplicità. E un sogno condiviso: arredare le scuole, le case, gli studi professionali con oggetti belli, utili e rispettosi dell’ambiente.

Professoressa Tannoia, ci racconta in breve cos’è Le Grand Chic?

La nostra scuola ha oltre quarant’anni di storia. È riconosciuta dalla Regione Veneto, con corsi gratuiti per la formazione iniziale post-terza media e percorsi superiori post-diploma in ambiti come fashion design, sartoria e modellistica CAD. Abbiamo una rete fortissima di aziende partner, tanto che a volte non riusciamo a coprire tutte le richieste. La nostra forza è unire manualità artigiana e innovazione tecnologica, preparando gli studenti al mondo del lavoro.

Giulia, come nasce l’idea di realizzare dei cactus di stoffa?

Tutto è partito dalla riflessione sul tema dell’ecologia. A scuola ci occupiamo di raccolta differenziata, ma volevamo fare qualcosa in più. In laboratorio usiamo tanti tessuti per prove o test, che spesso diventano scarti. Da settembre abbiamo iniziato a conservarli, senza un’idea precisa. Poi, ispirate dai tulipani realizzati a Pasqua, ci è venuta in mente la forma del cactus, perfetta per accogliere tante imbottiture.

Martina, perché proprio il cactus?

Dopo i primi esperimenti floreali, cercavamo una forma più grande e versatile. Il cactus è stato perfetto: ha una linea simpatica, semplice, immediatamente riconoscibile, ma soprattutto raccoglie molto tessuto. E poi è una pianta che non muore, che arreda senza chiedere troppo. Un po’ come volevamo che fosse il nostro oggetto.

Meriem, quali materiali avete utilizzato e come li avete selezionati?

Abbiamo usato scarti tessili di ogni tipo: cotone, denim, felpa, ma anche tessuti preziosi da abiti da sera. L’unica regola era non buttare via nulla. La vera sfida è stata il cartamodello: fare quello di un cactus è più difficile che per una gonna! Ma con pazienza abbiamo trovato le forme giuste, tagliato, cucito e riempito. Il risultato è piaciuto a tutti.

Elisa, quali competenze avete messo in pratica nel progetto?

Tutte! Dalla progettazione della collezione alla scelta dei modelli, dalla costruzione del cartamodello fino alla selezione dei tessuti per l’esterno, sfruttando le conoscenze merceologiche. Abbiamo lavorato in gruppo, condividendo idee e abilità diverse. E soprattutto abbiamo imparato che un oggetto semplice può avere grande valore, se nasce da un’idea forte e viene realizzato con cura.

Giulia, c’è anche un aneddoto personale legato al cactus. Ce lo racconti.

Sì, da bambina mia mamma comprava spesso piccoli cactus dal fiorista, perché non richiedevano molte cure e decoravano la casa. Io ero affascinata ma non potevo toccarli… ora invece li realizzo con le mie mani! Sono morbidi, colorati, e portano con sé un ricordo bello della mia infanzia.

Professoressa Tannoia, c’è anche un’idea d’uso molto concreta per questi cactus.

Sì, pensiamo che siano perfetti come complementi d’arredo per scuole, asili, studi di psicologia, biblioteche. Ambienti in cui è importante educare alla sostenibilità con oggetti tattili e visivi, che parlano a tutti: bambini, adulti, professionisti. La Regione Veneto ci chiede sempre più progetti trasversali: moda, arredo, design. E i cactus rispondono benissimo a queste esigenze.

Per concludere: cosa sognano le ragazze per il loro futuro?

Giulia: Mi piacerebbe restare in questa scuola il più a lungo possibile… mi trovo benissimo. Ma sogno anche di aprire un mio brand o fare qualcosa di creativo, tra sartoria e disegno.

Martina: Anche a me piacerebbe avere una mia linea di moda. Creare mi appassiona.

Meriem: Sogno di diventare imprenditrice. Non so ancora in quale ambito preciso, ma voglio sperimentare e poi costruire qualcosa di mio.

Elisa: La mia passione è la musica, canto da sempre. Ma anche con la moda riesco a esprimere la mia creatività.

Le notizie del giorno, ogni sera, gratis, come vuoi. Clicca qui 👇

Condividi ora!