Chill Out: la startup scolastica che trasforma ansia e stress in serenità
Redazione
L’Istituto Aleardi di Verona partecipa al 5° Premio Innovazione-1° Premio Daily con il progetto “Chill Out“.
Il Premio Innovazione 2025 è un’iniziativa organizzata da Associazione Verona Network con il patrocinio di Fondazione Cariverona, rivolta alle scuole superiori, agli ITS e scuole di formazione post diploma, con l’obiettivo di premiare i migliori progetti e iniziative nei settori startup, innovazione, tecnologia, sostenibilità, accessibilità, creatività e organizzazione, realizzati da classi o da gruppi di studenti del medesimo istituto.
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Istituto Aleardi presenta: Chill Out
Riuscire a parlare di emozioni, salute mentale, sostenibilità e impresa… a 17 anni. È la sfida vinta dagli studenti del terzo anno del Liceo delle Scienze Applicate dell’Istituto Aleardo Aleardi di Verona, che hanno ideato una startup simulata — ma assolutamente credibile — con tanto di prodotto, business plan, marketing e sito web.
Il progetto si chiama Chill Out, e parte da una constatazione tanto semplice quanto reale: il 75% degli studenti italiani soffre di ansia e stress scolastico. Il team — composto da Pietro Di Mauro, Julian Debrauer, Emma Dusy e Giulia Pifferi, con la guida del professor Goffredo Di Palma — ha immaginato una soluzione innovativa: uno stick roll-on a base di oli essenziali, pensato per portare benessere emotivo attraverso aromaterapia e cromoterapia.

Com’è nato Chill Out e qual è la sua missione?
(Pietro) Volevamo affrontare un problema reale che riguarda noi studenti in prima persona: l’ansia da scuola. Lo stress condiziona il rendimento, ma anche la salute mentale e fisica. Così è nata l’idea di Chill Out, un prodotto per aiutare i ragazzi ad affrontare le emozioni in modo sano, senza negarle. Il nostro motto è proprio: “Feel it, Face it” — sentila, affrontala.
Avete strutturato una vera e propria startup simulata. Come vi siete organizzati?
(Pietro) Siamo in quattro, e ognuno ha un ruolo preciso: io sono amministratore delegato, Julian è manager finanziario e HR, Emma si occupa di marketing e comunicazione, Giulia di vendite e operations. Lavoriamo insieme da due anni e ci siamo adattati ai nostri punti di forza. Anche se il team ideale sarebbe di cinque persone, ci siamo rimboccati le maniche e lavoriamo per uno in più!
Il prodotto è uno stick roll-on. Come funziona?
(Julian) Si tratta di stick profumati che uniscono aromaterapia e cromoterapia. Ogni colore corrisponde a un’emozione da riequilibrare, e ogni aroma stimola una reazione positiva: ad esempio, contro la tristezza proponiamo lavanda e camomilla, contro l’apatia usiamo agrumi per stimolare la gioia. Il tutto in formato tascabile, comodo da usare in ogni momento della giornata.
(Giulia) Abbiamo scelto ingredienti naturali e locali, come olio di jojoba, mandorle e argan, e li abbiamo combinati noi stessi nel laboratorio di chimica della scuola, testando le varie formulazioni.
Avete fatto anche un’analisi di mercato. Che cosa avete scoperto?
(Julian) Il settore degli stick profumati legati al benessere emotivo è ancora emergente, ma esistono già concorrenti come Pure Essential e Dr. Jart+. Noi ci distinguiamo perché non vogliamo annullare le emozioni, ma accompagnare chi le vive. Inoltre, il nostro prezzo di 6 euro è competitivo e sostenibile grazie all’autoproduzione.
Come comunicate e vendete il prodotto?
(Emma) Operiamo tramite i social, in particolare Instagram e TikTok, dove lanciamo challenge con l’hashtag #profumicheparlano. Sul sito pubblichiamo pillole motivazionali quotidiane per supportare i nostri coetanei. Abbiamo pensato anche a un pop-up store: un “angolo di serenità” dove imparare a usare lo stick come un vero e proprio rituale di benessere.
Avete costruito anche un piano economico?
(Julian) Sì, abbiamo sviluppato un financial plan dettagliato, con cash flow positivo già dal primo anno. L’utile iniziale lo reinvestiamo nella crescita. Il fatto di produrre tutto internamente ci consente di contenere i costi e mantenere la qualità.
Qual è il vostro sogno per il futuro di Chill Out?
(Giulia) Vorremmo che diventasse un rituale quotidiano per gli studenti, come un piccolo gesto di cura di sé. Vogliamo che prendersi cura delle emozioni diventi normale, accessibile, condiviso.
(Pietro) Il nostro obiettivo è farci conoscere e far passare il messaggio che la salute emotiva conta tanto quanto i voti. Siamo giovani, ma abbiamo una visione chiara: vogliamo costruire prodotti utili, ma anche consapevolezza.
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