Tre nomi per il futuro dell’Università di Verona: i candidati rettori
di Alessandro Bonfante
L’Università di Verona deve scegliere il suo prossimo rettore. Come da tradizione non scritta si rispetta l’alternanza fra un rappresentante del polo medico-scientifico, quale è l’uscente Pier Francesco Nocini, e uno del polo umanistico-economico, come i tre candidati che hanno presentato oggi i loro programmi alla comunità accademica.
I tre candidati sono Roberta Facchinetti, area Lingue, Chiara Leardini, area economica e Riccardo Panattoni, di Filosofia. Il confronto in aula magna è stato coordinato dal decano Andrea Sbarbati.
Il mandato ha una durata di sei anni, non rinnovabile. La prima votazione si terrà il 13 maggio. Nel caso in cui nessuno dei candidati raggiungesse la maggioranza assoluta sono previste altre tre votazioni. Probabile il verdetto per il 20 maggio, quando sarà sufficiente la maggioranza assoluta dei votanti.
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Le proposte
Roberta Facchinetti punta su due termini: inclusione e internazionalizzazione, e delinea così la sua idea di ateneo: «Un’università internazionale. Un’università dove la ricerca e la didattica sono fortemente interconnesse, con ulteriori ricadute chiaramente sulla terza missione, dove terza missione vuol dire territorio a tutto campo: non solo Verona, partendo però da Verona. E dalle istituzioni politiche, sociali, religiose veronesi, ma non solo, è anche regione, è anche quindi Ministero della Salute, è anche ministero dell’università e della ricerca, è anche ministero dell’istruzione. Ed è soprattutto qualcosa che va oltre il contesto regionale, nazionale, deve essere un’università illuminata anche in termini internazionali».

Le parole chiave per Riccardo Panattoni invece sono comunità e futuro: «Comunità perché dobbiamo pensare come ateneo alla realtà interna, al benessere, allo sviluppo, al modo di stare in rapporto e e crescere. Futuro perché l’università è completamente proiettata verso il futuro, un futuro di trasformazione, ma che va anche accompagnato poi culturalmente e un futuro che non può non vedere l’interazione fondamentale, tra l’Ateneo e la città di Verona. Per me sono due realtà, che devono essere in profonda sinergia: la città si svilupperà soltanto e diventerà città metropolitana se sarà accompagnata dallo sviluppo dell’università che è la grande attrattrice dei giovani e delle giovani, cioè quindi del futuro stesso».
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L’attuale delegata del rettore al bilancio Chiara Leardini, sottolinea come il suo programma sia stato elaborato da un gruppo ampio di persone. «Un programma che punta sul valore della ricerca prima di tutto, sul consolidamento di un’offerta formativa che si è espansa negli ultimi anni in modo significativo nel nostro ateneo, punta a rafforzare il legame con il territorio attraverso una proposta di una serie di iniziative specifiche. Soprattutto punta ad investire su semplificazione, come parte del benessere organizzativo e sull’investimento sulle persone. Oggi l’Università di Verona vive anch’essa un problema di investimento sul capitale umano. Capitale umano che oggi è fragile perché è legato al problema del precariato e noi intendiamo investire in modo particolare sulla continuità della filiera della ricerca in ambito universitario».

I profili e i programmi delle candidate e del candidato sono disponibili su https://www.univr.it/it/elezioni-rettore.
Le votazioni
La prima votazione si terrà il 13 maggio. Nel caso in cui nessuna/nessuno dei candidati raggiungesse la maggioranza assoluta degli aventi diritto sono previste altre tre votazioni: venerdì 16 maggio (maggioranza qualificata dei 2/3 dei votanti), martedì 20 maggio (maggioranza assoluta dei votanti), lunedì 30 maggio (ballottaggio tra i due candidati più votati nella terza votazione).
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Possono votare tutte le docenti e i docenti di ruolo e i ricercatori e le ricercatrici a tempo determinato, gli studenti e le studentesse, i dottorandi e le dottorande, gli specializzandi e le specializzande che facciano parte del Consiglio studentesco, del Senato accademico, del Consiglio di amministrazione, dei Consigli di dipartimento, del Consiglio di facoltà di Medicina e chirurgia, il personale tecnico amministrativo, anche a tempo determinato (con voto ponderato nella misura pari al venti per cento del personale medesimo che eserciterà il diritto di voto).
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