Avviati i tavoli di confronto sul nuovo PAT: al centro abitare, lavoro e innovazione
Redazione
Sono iniziati in questi giorni, alla presenza dell’assessora e vicesindaca Barbara Bissoli, con grande partecipazione, i primi due “tavoli di confronto” sul Documento Preliminare del nuovo Piano di Assetto del Territorio – PAT, promossi dall’Assessorato e dalla Direzione alla Pianificazione Urbanistica e guidati da alcuni esperti del gruppo di lavoro interdisciplinare incaricato della redazione del PAT.
I tavoli di confronto rientrano nella seconda parte della fase di concertazione e partecipazione, prevista dall’art. 5 della L.R.V. n. 11/2004, sul Documento Preliminare del nuovo PAT, approvato dalla Giunta comunale con DGC n. 1359 del 30 dicembre 2024.
Nel Documento Preliminare del PAT sono confluiti gli esiti dell’ampio procedimento partecipativo voluto dall’Amministrazione comunale e svoltosi nel corso del 2024 con l’ausilio delle Circoscrizioni.
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Il tavolo di confronto tenutosi la mattina ha posto in discussione il tema: L’abitare come questione di sviluppo urbano: quali nuove esigenze e quali nuove prospettive dell’abitare per la città di Verona?
AGEC, ATER, ANCE, UDU, SUNIA e alcune associazioni di categoria e ordini professionali, nonché referenti della Direzione Servizi Sociali, guidati dall’assessora Luisa Ceni, hanno contribuito molto proficuamente al dibattito, facendo emergere bisogni specifici legati al momento congiunturale tra transizioni demografiche (longevità, mobilità delle persone, etc.), economiche (accessibilità alla casa diversificata per fasce di reddito e nuove vulnerabilità socio-economiche) e mercato (sistema degli affitti, patrimonio inutilizzato, fondi di investimento, differenze tra aree urbane e aree periferiche, etc.).
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Dal confronto è emerso in modo specifico quanto già oggetto delle analisi demografiche ed economiche condotte dagli esperti del team multidisciplinare prima dell’approvazione del Documento Preliminare e cioè che occorre dare risposta a una particolare fascia di cittadinanza e di popolazione che potrebbe venire a vivere a Verona, formata prevalentemente da persone che hanno un lavoro e che dunque non possono essere definite “povere”, ma che, per una serie di motivi, non possono permettersi una casa nell’attuale mercato libero della città.
Si tratta di una fascia di persone che non è mai stata destinataria di politiche urbanistiche e, più in generale, di politiche pubbliche, dei cui bisogni l’Amministrazione comunale deve farsi carico se vuole essere attrattiva e che rende necessario pianificare, pur all’interno dell’attuale impronta urbanizzata della città e dunque rigenerando l’edificazione esistente, nuove forme dell’abitare (housing sociale – in particolare, abitazioni destinate a giovani, oltre che ad anziani autosufficienti – e co-housing) che intercettano nuovi bisogni, complessi e sempre più diversificati, in un sistema territoriale di prossimità quale fattore di rilievo nelle scelte abitative e quindi nelle politiche complessive dell’abitare.
Nel pomeriggio, con la Provincia di Verona, Confindustria, Confcommercio, ANCE, alcuni Sindacati dei lavoratori, il Consorzio ZAI, gli Ordini professionali tecnici, l’ULSS 9, si è trattato del tema: attrattività, lavoro e abitare, luoghi di innovazione e rigenerazione: come pensare una città che si sviluppa attraverso nuovi abitanti, capacità di trattenere e luoghi di innovazione.
Al tavolo di confronto è emerso come le previsioni demografiche prospettano scenari di probabile contrazione, ma i settori economici e dei servizi evidenziano il bisogno di nuovi occupati, per assicurare la sostenibilità delle infrastrutture economiche (attività produttive specialistiche e innovative, commercio, turismo) e pubbliche (servizi sanitari, istruzione, trasporti pubblici, etc.). È emerso altresì che la questione dello sviluppo e del lavoro deve trovare coerenza con una città preparata ad accogliere nuovi abitanti, ragionando su strategie resilienti e flessibili per operare su abitazioni, funzioni, infrastrutture di mobilità, servizi.
La rigenerazione di spazi come la ZAI storica o lo sviluppo della Marangona implicano poi un ragionamento su come connettere strategie di innovazione, dati e previsioni, prospettive di scenari.
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Piena soddisfazione dell’esito dei due tavoli da parte della vicesindaca e assessora alla Pianificazione urbanistica Barbara Bissoli e del gruppo di progettazione del nuovo PAT, guidato dal Prof. Paolo Galuzzi e supportato per gli aspetti socio-economici dal dott. Lorenzo Bellicini del Cresme e per gli espatti partecipativi da Nico Cattapan di Social Seed.
Nei prossimi giorni, partiranno quindi gli inviti ai due prossimi tavoli di confronto: il 6 maggio su ambiente, agricoltura, parchi e il 7 maggio sui servizi e le centralità nei quartieri.
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