“Best Before” al Forte Sofia: la street art si fa resistenza visiva
Data
Dal 12 aprile al 29 giugno 2025
Luogo
Forte Sofia (VR)
Fino al 29 giugno 2025, Forte Sofia, a Verona, ospita la mostra fotografica di Martha Cooper che documenta l’azione collettiva ideata da CIBO per ridare vita ai suoi murales vandalizzati.
Dal 12 aprile al 29 giugno 2025, presso il Forte Sofia di Verona, la mostra fotografica “Best Before. Street Art Against a Rancid Future” racconta – attraverso gli scatti della celebre reporter americana Martha Cooper (1943) – l’omonima performance collettiva di street art ideata da CIBO – street artist, narratore urbano e attivista visivo – svoltasi in segreto nel mese di marzo.

In mostra, circa 50 fotografie documentano il “festival illegale” di graffiti che ha avuto luogo nelle scorse settimane e che ha visto la partecipazione di alcuni dei più importanti urban artist a livello italiano e internazionale come Claudiano.jpeg, Clet, Eron, Mantra, Millo, Ozmo, Pablos, Pao, Pixel Pancho, Plank, Zed1.
Gli artisti, rispondendo con entusiasmo e partecipazione a un appello del collega CIBO, hanno lavorato a quattro mani con lui per riportare alla vita alcune sue opere che erano state vandalizzate da gruppi neofascisti mettendo così all’attenzione dell’opinione pubblica il tema dei diritti umani – e della libertà d’espressione in particolare – attraverso il linguaggio della street art.

La mostra fotografica, firmata dalla fotografa americana nota per aver documentato la scena dei graffiti di New York City negli anni ’70 e ’80, è dunque la parte conclusiva di un progetto di resistenza artistica durato diverse settimane, in cui undici street artist hanno risposto alla chiamata “alle arti” di CIBO, trascorrendo diversi giorni di residenza nel Veronese per restituire significato e dignità ad alcuni dei murales dell’artista che costantemente vengono vandalizzati in azioni collettive da gruppi di estrema destra.
Ogni pennellata è diventata così un atto di opposizione all’oscurantismo ed è stata immortalata dallo straordinario obiettivo di Cooper. Pioniera della fotografia di street art e testimone visiva di un intero movimento dell’arte urbana, Cooper ha documentato le azioni che hanno ridato vita a undici murales realizzati a Verona e nell’hinterland, catturando ogni istante della performance e restituendo un affascinante storytelling di questi interventi.

«Gli scatti esposti vogliono rappresentare la memoria visiva di un’azione collettiva e costituiscono un ideale archivio della resistenza ma, anche, un’indagine sulla vera essenza della street art, sulla sua profonda relazione con il luogo e la società, e ancora, un’analisi sul momento e sull’effimero in contrapposizione al bisogno umano di preservare le cose nel tempo», spiega la curatrice Sara Maira.
CIBO, street artist che da anni lotta contro l’odio trasformandolo in colore con il suo stile inconfondibile fatto di illustrazioni gastronomiche, ha sempre pensato alla street art come a un’arma pacifica contro l’intolleranza. Il suo netto punto di vista sul mondo ha scatenato spesso haters di parti avverse che si sono scagliati contro il suo lavoro vandalizzandolo.
«Per questo motivo, vista anche la situazione geopolitica attuale e l’importanza di inviare un segnale forte in questo preciso momento – spiega CIBO –, io e la mia squadra abbiamo contattato artisti noti ed emergenti che rispettiamo per lavorare insieme a quattro mani al restauro di murales danneggiati, con l’obiettivo di sensibilizzare le persone lanciando un appello ai cittadini: dobbiamo agire ora, prima che sia troppo tardi».

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