“Emargina il maranza”: sabato a Verona la manifestazione che fa discutere
di Alessandro Bonfante
Il titolo dell’iniziativa, evidentemente provocatorio, è iniziato a circolare già a fine febbraio. “Emargina il maranza” è «la prima organizzazione aggregativa “anti-maranza”», spiega una nota diffusa il 28 febbraio scorso da Lotta Studentesca, movimento giovanile legato a Forza Nuova.
L’appuntamento lanciato anche tramite i social è fissato per sabato 12 aprile alle 16 in piazza Cittadella.
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I promotori si schierano «contro un fenomeno sociale ormai fuori controllo nella nostra città – spiegava Riccardo Zanini, responsabile nazionale di Lotta Studentesca – per il quale i nostri giovani devono subire aggressioni, violenze, rapine e bullismo di ogni genere, soprattutto nel piazzale della stazione Porta Nuova come visto in diversi episodi recenti».
Dai dati diffusi proprio ieri dalla Questura di Verona, bisogna segnalare che in città nell’ultimo anno sono diminuiti i delitti in generale (reati di vario genere, dalle truffe, alle rapine, agli omicidi), mentre sono aumentati gli arresti.
Guardando alle tipologie di “reati da strada” nel Comune di Verona, secondo i dati diffusi dalla Questura, i furti sono lievemente aumentati (+1,1%), di cui soprattutto quelli sulle auto in sosta (+30,4%) e in abitazione (+11,1%). Diminuiti i furti con destrezza (quindi borseggi e simili), al -10,4%. Diminuite anche le rapine (-5,6%) e i reati legati agli stupefacenti (-10,6%).
Diminuite le minacce (-8,3%), stabili le lesioni dolose (-2,6%) e in aumento le percosse (+36%, da 74 a 101).
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Lotta Studentesca, nelle sue comunicazioni, critica la gestione della città da parte dell’amministrazione Tommasi in termini di sicurezza e degrado. Accusa però anche la precedente amministrazione di centrodestra e l’attuale coalizione di governo perché «non è stata in grado di gestire la situazione».
Quindi gli intenti di “Emargina il maranza”: «Con questo progetto vogliamo riportare la gioventù scaligera a rioccupare le vie, le strade e i quartieri di questa città, senza doversi preoccupare di guardarsi sempre le spalle. Con questo progetto vogliamo svegliare le menti di quei ragazzi italiani che seguono e purtroppo imitano questi soggetti, convinti di sembrare più “fighi”, perché credono di stare dalla parte dei più forti».
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Reazioni dalla politica
L’europarlamentare e coordinatore regionale di Forza Italia Flavio Tosi, a proposito delle reazioni di Pd, Sinistra Italiana e Anpi sulla manifestazione di sabato, reagisce così: «Dà dei fascisti a Forza Nuova, ma qua a essere antidemocratica è la sinistra veronese, che vorrebbe vietare la piazza a una forza politica, certamente estremista, ma che è riconosciuta e legittimata pienamente dello Stato italiano ed è quindi libera di potersi esprimere. E che, nella fattispecie, pone un tema che esiste come quello dei maranza e dell’insicurezza che generano».
Tosi aggiunge «che il motivo della manifestazione ha una sua valenza, e che la sinistra in fatto di politiche sulla sicurezza continua a essere colpevolmente deficitaria, non solo non le pratica, ma nemmeno le considera».
Replica all’ex sindaco il segretario provinciale di Sinistra Italiana Luca Perini: «Fa specie sentir dire proprio da Tosi che la sinistra sarebbe antidemocratica considerando che oggi l’attuale governo, ad esempio sul ddl sicurezza, sta esautorando e scavalcando proprio il parlamento dal suo ruolo principale».
E aggiunge Perini: «Chiediamo nuovamente a Questura e Prefettura l’annullamento dell’autorizzazione a procedere del presidio in oggetto perché rappresenta il tipico esempio di camuffamento fascista che istiga all’odio etnico e razziale oltre ad essere un oggettivo problema di ordine pubblico. Chi risponderà alla pubblica cittadinanza se ci saranno come a Milano delle spedizioni squadriste e violente? Diciamo no ai fascisti mascherati; La Prefettura e Questura non diano nessuna autorizzazione».
Partiti e associazioni rispondono alla manifestazione
«La manifestazione di sabato e la battaglia “anti-maranza”, come le spedizioni punitive contro le “baby gang” di qualche anno fa e i vari comitati “Verona ai veronesi” su tutta la provincia, non sono altro che il tentativo, da parte dell’estremismo di destra nostrano, di fare leva sulle paure della popolazione per sostituirsi allo Stato, testimoniando una volta di più la loro allergia alle regole e ai principi della democrazia e dello Stato di diritto» scrivono in un comunicato una serie di partiti e associazioni veronesi.
Sono: Sezione ANPI Verona centro, Comitato provinciale ANPI Verona, Udu, Rete Studenti Medi Verona, Circolo Yanez Verona, CGIL Verona, Federconsumatori, Sunia, Osservatorio di Comunità per i Diritti Sociali di Verona, Comunità di Base Verona, Azione Comunitaria, Donne in Nero Verona, Il Mondo di Irene Associazione, Coordinamento Provinciale LIBERA, Comitato Veronese per le Iniziative di Pace, Gruppo Radici dei Diritti, Verona Possibile, Sinistra Italiana Verona, Rifondazione Comunista di Verona, Giovani Democratici Verona, Partito Democratico Verona.
«Ancora una volta occorre ribadire l’ovvio: la risposta a un fenomeno sociale di marginalizzazione e disagio giovanile non può passare solamente per la repressione e, soprattutto, non può passare attraverso la violenza. Una violenza il cui unico scopo è di sfogare le pulsioni razziste e xenofobe proprie dell’estrema destra e di inasprire lo scontro sociale a scopo propagandistico» scrivono nella nota diffusa oggi. «Il vero pericolo per la comunità, però, rimane l’estremismo nero che avvelena il clima sociale e insanguina l’Italia, come già successo nella storia del nostro paese».
Quindi l’appello: «Qui non c’è più spazio per la violenza fascista e per questo rilanciamo una straordinaria partecipazione alle iniziative per l’80° Anniversario della Liberazione».
Cosa significa “maranza”
Secondo l’Accademia della Crusca, il termine “maranza” definisce un «Ragazzo o, meno freq., ragazza, che appartiene a gruppi di giovani che condividono e ostentano atteggiamenti da strada, particolari gusti musicali, capi d’abbigliamento e accessori appariscenti e un linguaggio spesso volgare».
Le attestazioni del termine risalgono fino a fine anni Ottanta, anche se all’epoca aveva una valenza più simile a quella di “tamarro”, tanto che una delle etimologie possibili è che si tratti di una storpiatura di “tamarranza”. Oggi invece il termine è più vicino a indicare giovani italiani di seconda generazione, specialmente con origini nordafricane.
«Se prima il referente di maranza era il tamarro, legato al mondo della musica dance e dei locali notturni, oggi il “tipo-maranza” è qualcosa di leggermente diverso. È a partire dal 2019 che il sostantivo sembra aver iniziato a cambiare denotazione nell’uso delle nuove generazioni, grazie alla mediazione dei social network» spiega ancora l’Accademia della Crusca.
«Nell’estate 2022, alcuni raduni di giovani avvenuti tra Peschiera del Garda e Riccione hanno portato il “fenomeno maranza” all’attenzione dei media nazionali, e il termine si è diffuso nella stampa e nei telegiornali. L’opinione pubblica si è divisa tra chi ritiene i maranza un fenomeno sociale pericoloso e criminale, e chi invece ne evidenzia le contraddizioni e mette in risalto gli aspetti più ridicoli e caricaturali».
«Inoltre, una buona parte di coloro che si (auto)definiscono maranza è composta da giovani italiani di seconda generazione di origine nordafricana e ragazzi nordafricani immigrati in Italia. Ciò ha favorito la proliferazione di pregiudizi e di contenuti mediatici di carattere razzista» continua la Crusca. «L’uso di maranza riferito a persone di origine nordafricana potrebbe rispecchiare la semantica originale del termine, niente affatto priva di connotazioni razziste. Infatti, un’ipotesi etimologica, fornita da Emanuele Banfi (1992) e Lorenzo Coveri (1993), suggerisce un’origine dai dialetti meridionali, dove maranza significa ‘melanzana’ con allusione al colore (ma, ad esempio, in Sicilia vale ‘arancia’), e con una possibile sovrapposizione di forme come marakesch o marocco, che nel lessico giovanile, almeno degli anni Ottanta e Novanta, assumono il significato dispregiativo di ‘meridionale».
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