Re Carlo III in visita ufficiale a Roma, Fontana: «Storia di amicizia»

Redazione

| 09/04/2025
Un viaggio tra storia, diplomazia e celebrazioni per i reali d’Inghilterra. Alla Camera dei Deputati incontro con il presidente Lorenzo Fontana.

Roma si è tinta di regalità con l’arrivo di Re Carlo III e della Regina Camilla, protagonisti di una visita di Stato che segna il primo viaggio ufficiale del sovrano britannico dopo la sua incoronazione. La capitale italiana ha accolto la coppia reale con cerimonie solenni, incontri istituzionali – fra cui quello alla Camera dei Deputati con il presidente Lorenzo Fontana – e momenti di grande rilevanza storica e culturale.

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Un programma ricco di simboli e diplomazia

La visita, iniziata il 7 aprile con l’arrivo all’aeroporto di Ciampino, ha visto i reali impegnati in un fitto calendario di appuntamenti. Ieri, 8 aprile, Re Carlo III ha incontrato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale, dove si è svolta una cerimonia militare accompagnata dal passaggio delle Frecce Tricolori. Successivamente, il re ha reso omaggio ai caduti italiani con una cerimonia all’Altare della Patria, deponendo una corona sulla tomba del Milite Ignoto.

La giornata è proseguita con una visita al Colosseo, simbolo della storia millenaria di Roma, dove la coppia reale è stata guidata dall’esperto divulgatore Alberto Angela. L’accoglienza calorosa dei romani ha sottolineato il forte legame tra Italia e Regno Unito.

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Un discorso storico al Parlamento italiano

Oggi, 9 aprile, Re Carlo III ha incontrato la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Villa Pamphili per colloqui bilaterali su temi di interesse comune. Successivamente, il sovrano ha tenuto un discorso alle Camere riunite del Parlamento italiano a Montecitorio, un evento senza precedenti per un monarca britannico. Il discorso ha enfatizzato i valori condivisi tra i due Paesi e la necessità di cooperazione su sfide globali come il cambiamento climatico.

Il viaggio dei reali proseguirà il 10 aprile a Ravenna, dove saranno commemorati eventi storici e culturali legati al patrimonio condiviso tra Italia e Regno Unito.

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Il saluto del Presidente della Camera Fontana

Di seguito l’indirizzo di saluto del Presidente della Camera dei deputati, On. Lorenzo Fontana, in occasione della visita di Stato dei Reali del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord.

«Il Regno Unito e l’Italia sono legati da una storia di amicizia e di mutua ammirazione, che affonda le proprie radici nei secoli. Il rapporto tra i nostri Paesi è contraddistinto da una profonda fiducia nei valori della libertà e della democrazia, che trova nelle Istituzioni parlamentari il suo più saldo presidio. È ancora vivo nella memoria degli italiani il viaggio che la Regina Elisabetta II, alla quale va il nostro più affettuoso ricordo, compì qui a Roma nel 2000 in occasione del Giubileo inaugurato da San Giovanni Paolo II.

Oggi, nell’anno del nuovo Giubileo, il Parlamento italiano è lieto di accogliere Sua Maestà Carlo III, primo Re britannico a prendere la parola nella nostra Aula. Mi è inoltre particolarmente gradito salutare, a nome di tutti i colleghi parlamentari, anche Sua Maestà la Regina Consorte, Camilla, proprio nella giornata in cui le Loro Maestà festeggiano il ventesimo anniversario di matrimonio.

La visita odierna segna un’ulteriore tappa nel cammino dei nostri Paesi, che si sviluppa nel segno giubilare della Speranza. Questa stessa Speranza tende infatti un filo invisibile che, da Roma, oltrepassa la Manica, legando le nostre nazioni. All’origine di quei valori vi è la Magna Charta del 1215. Una pietra miliare del costituzionalismo europeo nella difesa delle libertà individuali e nella prevenzione di ogni forma di abuso da parte del potere.

Animati dal desiderio di un rinnovamento civile, Italia e Regno Unito hanno affrontato insieme un percorso comune di crescita e di progresso. Le storie dei nostri Paesi si sono incrociate nei diversi ambiti del sapere umano. Tra i nostri più grandi letterati e filosofi è sempre esistito un dialogo fecondo. Un intreccio di idee e fermenti che ha trovato espressione nelle Università fin dal Medioevo, nelle suggestioni utopiche del pensiero di Tommaso Campanella e di San Tommaso Moro, nella tensione religiosa e spirituale che ha ispirato il Paradiso di Dante Alighieri e quello “Perduto” di John Milton. E ancora, nella drammaturgia di William Shakespeare, che proprio nella mia Verona ha ambientato una delle sue opere più celebri: Romeo e Giulietta. La scienza moderna ha avuto i suoi due padri nobili in Galilei e in Newton, la cui rivoluzione ha segnato uno spartiacque nella nostra concezione del mondo e dell’universo.

Queste relazioni così strette e profonde si sono mantenute fino ai nostri giorni, estendendosi in ogni campo del vivere comune. Italia e Regno Unito si trovano a operare in una dimensione internazionale, ma è necessario che cooperino anche per preservare la loro identità e civiltà. Mi preme ricordare, a questo proposito, l’appello che nel 2009 Sua Maestà Carlo III, allora Principe di Galles, pronunciò nella Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio: “è ai nostri figli e ai nostri nipoti che dobbiamo guardare, se vogliamo compiere le scelte giuste per il futuro dell’umanità”.

In una situazione complessa come quella che stiamo vivendo dall’Ucraìna al Medio Oriente, è dunque necessario avere una visione condivisa del mondo, rivolta alla sicurezza collettiva, alla libertà nei commerci e alla ricerca della pace. Più di mezzo milione di italiani vive, lavora e studia nel Regno Unito. La prosperità delle nostre relazioni commerciali è testimoniata dai numeri dell’interscambio, che nel 2024 ha superato i 35 miliardi di euro.

I nostri Paesi sono uniti nell’Alleanza Atlantica e in quella sede garantiscono la stabilità e la pace in diversi quadranti internazionali. Inoltre, cooperiamo nell’àmbito del G7, valorizzando anche la dimensione parlamentare. Al riguardo, ho avuto il piacere di collaborare con lo Speaker della Camera dei Comuni e di consolidare con lui un’autentica amicizia.

Protagonisti della storia, non possiamo permetterci di rimanere spettatori del nostro futuro. In un mondo caratterizzato da tensioni internazionali, da sfide nuove e impegnative, da problemi che, aggravandosi, hanno preoccupanti conseguenze sul destino di noi tutti, siamo chiamati a una collaborazione sempre più stretta, leale e costruttiva con chi condivide i nostri valori.

Ricordo, con sincera commozione, il Beato Carlo Acutis, che sarà canonizzato il prossimo 27 aprile: un giovane testimone del nostro tempo, che unisce ancora una volta l’Italia e il Regno Unito, essendo nato e avendo ricevuto il battesimo a Londra. Nella sua breve vita, Carlo Acutis ci ha saputo indicare la via da seguire, affermando che “La nostra meta deve essere l’Infinito, non il finito”. Sono parole autentiche e cariche di speranza, che ci infondono coraggio mentre guardiamo al futuro.

Rinnovo il mio saluto alle Loro Maestà e prego il Presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa, di prendere la parola».

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