Rissa a Borgo Trento, l’Azienda ospedaliera: «Non erano in attesa da ore»

Redazione

| 07/04/2025
L’Azienda ospedaliera di Verona precisa il contesto del grave episodio nella notte fra giovedì e venerdì scorso: «Due storie di fragilità che sono state trattate con i tempi previsti dai protocolli».

La rissa fra due pazienti al pronto soccorso dell’ospedale di Borgo Trento nella notte fra giovedì 3 e venerdì 4 aprile sembra da ricondurre più al disagio sociale e psichico, più che a una storia di pura violenza o di emergenza sanitaria.

Secondo la nota diffusa dall’Azienda ospedaliera universitaria di Verona, le due persone coinvolte erano una nota per i problemi psichiatrici, l’altra per essere senza fissa dimora e cercare spesso riparo in ospedale.

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«Contrariamente a quanto riportato dalle notizie di stampa, la lite fra pazienti avvenuta nel Pronto soccorso di Borgo Trento nella notte fra giovedì 3 e venerdì 4 aprile non è nata fra persone in attesa “da ore e ore”» precisa l’Azienda in una nota diffusa oggi.

«Si tratta di due uomini, già ampiamente noti ai sanitari del PS (pronto soccorso, ndr) con accessi plurimi. Uno è un paziente con problemi psichiatrici che ha fatto il triage all’1.18 ed è stato preso in carico all’1.20, seguendo lo specifico protocollo per questi casi. Sono state chiamate le Forze dell’Ordine, è stata fatta la visita psichiatrica e disposta la terapia per il controllo dell’agitazione psicomotoria che era in corso».

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«Il secondo uomo, senza dimora, viene quasi ogni notte in Pronto soccorso chiedendo riparo dal freddo. Era un codice bianco in attesa della visita, ma con un commento ad alta voce ha scatenato la reazione del primo paziente che era già stato dimesso e stava andando via in ambulanza. Sono due storie di fragilità e di disagio sociale più che di vera emergenza sanitaria, che trovano nel PS il primo presidio a cui rivolgersi. Non sono state quindi reazioni di pazienti in normale attesa dei sanitari».

«Per quanto riguarda, infine, l’attività della vigilanza privata notturna presente in ospedale, si precisa che, non essendo agenti delle Forze dell’Ordine, le guardie non possono intervenire a dividere le persone, ma solo nel caso di danni alle strutture».

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