Palazzo Bocca Trezza, 230 i soggetti partecipanti al lavoro di co-programmazione
Redazione
Palazzo Bocca Trezza, prosegue il percorso partecipativo che individuerà i soggetti destinati all’animazione sociale di questo gioiello dell’architettura rinascimentale veronese. I 36 enti del Terzo Settore che nei mesi scorsi, rispondendo alla chiamata dell’Amministrazione, assieme a otto Direzioni del Comune, ai tre tavoli di lavoro per la co-programmazione sulle ipotesi di gestione del Palazzo di Veronetta, hanno partecipato all’incontro pubblico di restituzione, propedeutico per la successiva fase di co-progettazione.
Un iter che, alla luce della riforma del Terzo Settore sperimenta nuovi modelli di partecipazione e collaborazione tra l’Amministrazione pubblica, gli Enti del Terzo Settore e altre realtà del territorio.
A differenza di quanto avveniva in passato, non sarà infatti l’Amministrazione da sola a decidere le destinazioni di palazzo Bocca Trezza e i relativi servizi e attività, bensì tutto ciò avverrà di concerto con enti, associazioni, cittadini e cittadine che grazie alle loro idee e proposte contribuiranno a definire le progettualità migliori, nell’ottica di spazi condivisi per attività culturali, ricreative e di aggregazione sociale.
«Con orgoglio, restituiamo a chi ha partecipato alla prima fase della co-programmazione i risultati di questa attività. Una fase assolutamente innovativa, – spiega l’assessora alle Politiche sociali e al Terzo settore, Luisa Ceni – è la prima volta a Verona che si attiva questo tipo di compartecipazione e condivisione seguendo un percorso di Amministrazione Condivisa così come previsto dal Codice del Terzo settore. Le risorse assegnate dal Ministero nel Bando per le periferie sono state stanziate con l’intento di favorire la ristrutturazione, riqualificazione e animazione sociale di prestigiosi contenitori come Palazzo Bocca Trezza; ben si presta quindi l’affidamento della futura gestione ai soggetti del terzo settore. È grande la nostra soddisfazione, pari all’intensa adesione. Più di 230 tra Ets, cittadini attivi e associazioni hanno partecipato alle visite “cantiere aperto” portando idee e prospettive sul futuro del Palazzo. In seguito è stato pubblicato l’Avviso pubblico di coprogrammazione; vi hanno partecipato 36 Ets e altre realtà per un totale di 43 persone a 3 tavoli di co-programmazione. Questi sono stati organizzati per individuare le linee di azione sullo sviluppo e l’identità del Palazzo, un’architettura preziosa, fulcro di un quartiere, che deve rimanere di proprietà della città e che deve rimanere anche dedicato alla città e da essa partecipato. Lo step successivo a questo incontro sarà l’approvazione di linee di indirizzo che costituiranno la base per l’avvio della fase di co-progettazione. Ovvero il momento in cui, condivise le idee, l’amministrazione individuerà un gestore o un insieme di gestori di Palazzo Bocca Trezza».
Nell’iniziale fase di ascolto del territorio sono emerse principalmente le visioni del Palazzo che lo vedono luogo di attività culturali, sociali, aggregative e creative. Nel successivo passaggio di co-programmazione tali funzioni sono state discusse, confrontate e condivise. Ad esso hanno hanno aderito 36 realtà del terzo settore, associazioni e per un totale di 230 soggetti.
Paolo Martini, responsabile della direzione Coesione Territoriale e Terzo Settore, ha aggiornato i presenti anche sullo stato dell’arte del cantiere. Terminate le facciate, che proprio in questi giorni, tolte le impalcature, sono state restituite alla loro originale bellezza, il progetto, coordinato dal Comune di Verona e finanziato grazie ai fondi del Bando Periferie del Consiglio dei Ministri del 2016, prevede che il corpo centrale del Palazzo-Lotto A che si affaccia su via San Nazaro sia terminato entro giugno 2025; idem per il Lotto B casina, mentre si andrà a fine autunno per il lotto giardini, per il quale è pronto il progetto esecutivo.
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