Edifici abbandonati a Verona, attenzione alta in Basso Acquar

di Alessandro Bonfante

| 03/04/2025
Occupazioni abusive, spaccio, bivacchi. Il comandante della Polizia Locale Luigi Altamura: «Un'area che va attentamente monitorata, i residenti ci continuano a chiamare e a segnalare».

Il Comune di Verona, insieme alla Polizia Locale, ha presentato negli scorsi giorni un sistema di mappatura degli edifici abbandonati sul territorio cittadino. Fra le zone che danno più preoccupazione al comandante della Polizia Locale Luigi Altamura c’è quella di via Basso Acquar.

Ne ha parlato di nuovo a margine di una conferenza stampa: « C’è un tema di occupazioni abusive, di murature che vengono buttate giù e di soggetti che vanno a bivaccare, spesso legati anche allo spaccio di sostanze stupefacenti. Via Basso Acquar è un’area che va attentamente monitorata, anche perché non ci sono molti residenti, ma questi residenti ci continuano a chiamare e a segnalare, per cui bisogna dare ascolto anche a loro».

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Il sistema di mappatura

La Polizia Locale e il Comune di Verona hanno messo a punto un sistema informatico per la mappatura costante e geolocalizzata dei 101 immobili abbandonati individuati sul territorio comunale. Solo un decimo sono di proprietà comunale.

Un lavoro duro, quello del monitoraggio, che porta in alcuni casi a sgomberi di occupazioni abusive e al dialogo con gli assistenti sociali per la presa in carico dei soggetti fragili. Ma il confronto con i proprietari delle strutture, che per il 60 per cento circa sono commerciali e per il 40 per cento residenziali, è talvolta difficile.

Il censimento, che aggiorna quotidianamente una mappa sul geoportale “SIGI” – Sistema Informativo Geografico Integrato, deriva dalle quotidiane attività degli agenti, che svolgono sopralluoghi con fotografie e analisi sulle singole situazioni, scaturite anche da esposti e segnalazioni dei gruppi di Controllo di Vicinato e da semplici cittadini, messo a disposizione dei vari assessorati per le attività di competenza.

L’analisi in atto, viene poi incrociata con i dati del settore Edilizia Privata, per capire se ci sono aspetti dettati da permessi a costruire, istanze presentate, progetti fermi o mai inviati all’amministrazione comunale, nonostante negli anni siano stati inseriti nei vari piani di intervento approvato in consiglio comunale.

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Attualmente sono 101 gli immobili sotto stretta osservazione, a cui la Polizia Locale ha assegnato un codice:

  • rosso (situazione con possibili criticità),
  • giallo (situazione da attenzionare per segnalazioni recenti ma non gravi),
  • verde (situazione normale o priva di segnalazioni).

Tali codici si modificano periodicamente, anche a seguito di nuovi episodi di occupazione abusiva, di incendi, di attività delle forze dell’ordine, di segnalazioni circostanziate come l’invio di foto o video da parte dei cittadini.

Questi i dodici immobili più critici, contrassegnati ad oggi con codice rosso:

  • area ex Tiberghien a San Michele,
  • ex piscine Lido in Borgo Milano,
  • edificio privato adiacente ex Manifattura Tabacchi in Borgo Roma,
  • edificio comunale in via Perloso in Borgo Milano,
  • edificio abbandonato in via Legnago in Borgo Roma,
  • la Bocciofila di Cadidavid,
  • edificio via La Rizza 67,
  • edificio in via Golino 63 in Borgo Roma,
  • edificio in via Dora Baltea 155 alle Golosine,
  • edificio in stradone Santa Lucia 45 alle Golosine,
  • ex Parco raggio di Sole in centro storico,
  • edificio ex Fanton in viale Piave.

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