Veneto, maxi piano da 270 milioni: priorità alla difesa del suolo
Redazione
«Un programma importante, che vale 270 milioni di euro. In tale ambito gli interventi in materia di difesa del suolo prevedono opere per 206 milioni di euro, il 76% del totale. Un segnale più che evidente dell’estrema attenzione che la Regione ha per la sicurezza del territorio».
A dirlo l’assessore al Dissesto idrogeologico e Protezione Civile della Regione del Veneto, Gianpaolo Bottacin, nell’ambito dell’approvazione da parte del Consiglio regionale odierno del programma triennale dei lavori pubblici 2025-2027.
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«Un percorso che non nasce oggi – prosegue l’assessore – ma nell’ambito di un piano di adattamento ai cambiamenti climatici elaborato dall’amministrazione Zaia e di cui negli ultimi dieci abbiamo già investito 2,2 miliardi di euro. Oggi dunque il Veneto è più sicuro rispetto a quando sono arrivato, anche se resta ancora molto da fare. E va fatto in base a scelte corrette; anche per questo ho voluto fin dalla mia nomina che per la definizione della priorità negli interventi si seguisse il criterio scientifico dell’indice di rischio messo a punto con l’Università di Padova, così da intervenire prima dove i rischi sono maggiori».
In particolare, negli ultimi cinque anni il lavoro è stato davvero cospicuo: «Oltre duemilacinquecento cantieri, che hanno dimostrato tutta la loro importanza anche in occasione dei più recenti eventi atmosferici, che avrebbero potuto avere conseguenze più pesanti senza la presenza delle opere realizzate».
«Ovviamente non ci fermiamo qui – conclude Bottacin –: continuiamo anche nel prossimo triennio con opere di assoluta importanza, alcune del valore di svariati milioni di euro, e moltissime altre con importi minori ma assolutamente significative per aumentare la sicurezza di molte realtà territoriali. Tra le prime, mi sento comunque di citare le moltissime diaframmature in programma sugli argini, tra cui quelle sul Piave e sul Basso Tagliamento; inoltre, la laminazione delle piene del fiume Piave presso le Grave di Ciano, l’ampliamento del bacino di Montebello a servizio del torrente Chiampo, il primo stralcio di quello sul fiume Livenza in località Pra’ dei Gai, l’invaso dell’Anconetta sul fiume Agno-Guà, quello di Affi sul torrente Tasso, il by-pass del torrente Muson dei Sassi».
Dal 31 marzo sono aperte le passerelle sul Guà e l’adiacente rampa di collegamento a Cologna Veneta, garantendo la continuità ciclabile e un adeguato accesso/uscita dalla Treviso-Ostiglia. La rampa provvisoria verrà così dismessa.
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