Regionali Veneto, Salvini conferma Zaia «in partita»

di Alessandro Bonfante

| 30/03/2025
All’evento pre-congresso della Lega a Padova, il segretario Matteo Salvini conferma Zaia figura di punta in Veneto. In attesa del pronunciamento della Consulta sul “terzo mandato”.

La Lega ha scelto la Fiera di Padova per la tappa del Nord del percorso precongressuale in vista del Congresso federale del partito, che sarò il 5 e 6 aprile a Firenze.

Matteo Salvini, segretario federale del partito – pronto per una conferma a Firenze – e vicepremier, ha confermato che il presidente del Veneto, Luca Zaia sarà «in partita» per le prossime elezioni regionali, sebbene non sia ancora chiaro in quale veste. La decisione dipenderà anche dalla sentenza della Corte Costituzionale sul limite dei mandati in Campania, attesa entro fine aprile, che avrebbe ripercussioni anche in Veneto.

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L’evento, intitolato “Tutto un altro mondo. Tutta un’altra efficienza, la sfida dell’Autonomia”, ha visto la partecipazione dei principali leader del partito e si è concentrato sul tema dell’autonomia differenziata e sul rafforzamento delle identità locali.

Il Ministro per gli Affari Regionali, Roberto Calderoli, ha ribadito l’impegno della Lega nel portare a termine il progetto di autonomia entro la fine della legislatura, definendolo una priorità strategica. Sulla stessa linea Zaia, che ha sottolineato come l’autonomia sia «una necessità» per garantire maggiore efficienza amministrativa e vicinanza ai cittadini.

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Le politiche europee

Salvini ha inoltre criticato alcune politiche europee, come il Green Deal, definendole dannose per le famiglie italiane.

Paolo Borchia, segretario provinciale di Verona e capodelegazione della Lega a Bruxelles, a margine dell’evento precongressuale ha specificato: «Se si applica flessibilità di bilancio per armi e munizioni e non per stipendi, pensioni e investimenti, per quanto mi riguarda lo spirito dei padri fondatori è tradito».

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Paolo Borchia
Paolo Borchia

«Non si tratta di antieuropeismo – continua Borchia – arriviamo da anni di gestione arrogante e miope del potere da parte di Commissione europea e del consociativismo tra popolari e socialisti. In questo modo hanno ridotto l’Europa periferia dell’impero, con perdita di potere di acquisto per la gente e di competitività per le imprese. La consapevolezza sta aumentando, anche sui territori: inutile parlare di autonomia se poi si mette di traverso Bruxelles con scelte ottuse e  incomprensibili. La direzione indicata dalla Lega è l’unica a difesa di territori e comunità, per cambiare un’Europa che non funziona e che con le sue politiche penalizza aziende, lavoratori e famiglie».

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