“La Sfacciata”: la ciclostorica veronese che unisce passione e territorio

Redazione

| 25/03/2025
Una riflessione di Daniela Cavallo sulla creatività travolgente del gruppo del Comitato Carega, ora al lavoro su “La Sfacciata”, evento che celebra il ciclismo d’epoca e la valorizzazione del territorio.

Di Daniela Cavallo

È appena finito il Carnevale, che per Verona è storia che ogni anno sfila con ironia tra i palazzi della città nel cuore delle sue origini pagane, che parte di quello stesso “gruppo di amici”, attivi a organizzare un mese di iniziative per il Centro storico con il Comitato Carega il suo Re Teodorico e la sua regina, è già su piazza con un altro evento, senza vergogna: La Sfacciata!

Un’energia da vendere, una capacità organizzativa ed una professionalità da fare invidia ai mestieranti ed esperti di turismo e valorizzazione territoriale.

Quei famosi «quattro amici al bar» (in un bar di Bardolino un paio d’anni fa ebbero l’idea della ciclostorica) sono piacevolmente pericolosi: ne inventano una dietro l’altra, con un entusiasmo contagioso, iniziative di coinvolgimento con gli obiettivi sempre gli stessi: valorizzare il territorio, creare una comunità e un sano divertimento in una costante co-creazione di valore, dove ognuno mette a disposizione le proprie competenze.

Nel caso de “La Sfacciata”, una ciclostorica che certo fa il verso a quell’Eroica di Gaiola in Chianti alla quale alcuni di loro hanno partecipato in tempi non sospetti, c’è anche come obiettivo promuovere appunto il ciclismo d’epoca, prendendo quell’Eroica a modello, per far conoscere e apprezzare la storia del ciclismo e le sue biciclette, testimonianze di un’epoca in cui passione, fatica e spirito di sacrificio erano valori fondamentali, ma anche il nostro territorio, dal Lago di Garda all’entroterra collinare.

«Immagina di pedalare su una bicicletta d’epoca, indossando abiti vintage, circondato da altri appassionati come te. La Sfacciata ti offre tutto questo e molto di più: due percorsi suggestivi, tra borghi medievali, vigneti e uliveti, ristori con prodotti tipici locali e un’atmosfera unica che ti farà sentire parte di un’epoca passata», recita il sito.

Sia per chi è sportivo, sia per chi non lo è, il 18 maggio e dintorni, una serie di partner nell’accoglienza offrono l’opportunità di soggiornare, gustare e godere il territorio. 

Insomma dei veri professionisti nell’organizzazione, con quella “sfacciataggine” che è passione, ma anche un po’ di “mattitudine”, perché i veronesi, si sa son tutti matti. E per fortuna.

Da quest’anno anche «sfacciati».

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