Verona, inaugurato il restauro del Tempio di Giove Lustrale
Redazione
Nel cuore di Verona, tra via Torbido e viale Partigiani, a pochi passi da uno degli incroci più trafficati della città, riemerge la memoria di un’antica grandezza. Grazie a un articolato intervento di restauro e valorizzazione, i resti del Tempio di Giove Lustrale, costruito nella prima metà del I secolo d.C., sono tornati visibili e riconoscibili, liberati dal degrado e finalmente restituiti alla cittadinanza.
La storia del tempio romano affonda le sue radici lungo la via Postumia, vicino a Porta Borsari, dove i suoi resti vennero alla luce nel 1930 durante la demolizione della Chiesa di San Michele alla Porta. Fu in quel contesto che furono identificati come parte di un antico edificio sacro dedicato a Giove, massimo dio del pantheon romano. Successivamente, nel 1934, questi frammenti monumentali furono trasferiti nell’area verde tra via Torbido e viale Partigiani, dove per quasi un secolo sono rimasti in stato di abbandono, anneriti dal tempo, dallo smog e vittime di scritte vandaliche.
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A riportarli al loro antico splendore è stato un importante progetto di riqualificazione promosso dalla Società Dante Alighieri – Comitato di Verona, in sinergia con il Comune di Verona, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e con il contributo decisivo di Fondazione Cariverona e Banca BCC. L’intervento ha permesso non solo il ripristino materiale delle pietre ma anche una nuova narrazione culturale e divulgativa del sito, con l’installazione di pannelli informativi in doppia lingua (italiano e inglese) che raccontano la storia del tempio, il contesto del suo ritrovamento e il recente restauro.
Ieri il taglio del nastro
Durante l’inaugurazione ufficiale del sito, avvenuta ieri, sabato 22 marzo, sotto una pioggia battente, erano presenti figure di spicco della vita culturale e politica cittadina: Maria Maddalena Buoninconti, presidente del comitato di Verona della Dante Alighieri, il soprintendente Andrea Rosignoli, il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi e l’assessore ai Giardini Federico Benini, che ha sottolineato sui social: «Quante volte passando in via Torbido ci siamo chiesti “ma cosa sono quei quattro sassi?” Si tratta in realtà di un tempio romano del I secolo in onore a Giove, originariamente collocato in Corso Portoni Borsari… Da allora non è mai stato valorizzato fino ad oggi… Adesso la sfida è valorizzare il sito con un percorso partecipativo e culturale in una città che di continuo ci sbatte in faccia la bellezza della sua storia».
L’intervento ha previsto il ripristino della disposizione originaria del tempio a terra, delimitata da ghiaino, per rievocare la pianta sacra dell’antica struttura. Grazie a un progetto di nuova illuminazione, il sito potrà ora essere visibile anche di notte, diventando così un nuovo punto di riferimento culturale e storico nel tessuto urbano cittadino.
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