A Oppeano il Meeting degli Ecomusei del Veneto
Redazione
Presso l’Auditorium Comunale Don Remo Castegini di Oppeano, ha preso il via nella mattina di venerdì 21 marzo il secondo Meeting annuale degli Ecomusei del Veneto, organizzato da Aquae Planae. Numerosa la partecipazione degli amministratori locali e partner del progetto (comuni di San Giovanni Lupatoto, Zevio, Palù, Oppeano, Ronco all’Adige, Isola Rizza, San Pietro di Morubio, Roverchiara, Legnago, Villa Bartolomea, Castagnaro, Cerea e Bovolone) e dei comuni a breve entranti (Salizzole, Gazzo Veronese, Minerbe e Terrazzo) a testimonianza della grande volontà di promozione del territorio attraverso il progetto. Presenti anche rappresentanti di associazioni locali e Pro Loco, rappresentanti di Ecomusei spontanei di diverse aree e alcuni giovani imprenditori di Pianura coinvolti nel Festival Piase (organizzato da Ecomuseo Aquae Planae).
Dopo i saluti istituzionali di Silvia Cestaro, Membro VI Commissione Cultura e Turismo della Regione Veneto, di Orfeo Pozzani – Consigliere Provincia di Verona e Luca Faustini, Sindaco del Comune di Oppeano e Membro CTS Ecomuseo, il confronto con gli ospiti e relatori, moderati da Isabella Bertolaso, direttrice di Ecomuseo Aquae Planae.
«Un’occasione importante di confronto che ribadisce il riconoscimento per gli Ecomusei come strumenti di lancio per lo sviluppo del territorio – ha introdotto Lorena Dal Poz, Direzione Ufficio Beni Attività Culturali e Sport della Regione Veneto – sono quattro dopo l’entrata del 2023 proprio dell’Ecomuseo Aquae Planae in Veneto che, con la legge “quadro” per la Cultura del 2019, ha voluto dare alla cultura una visione organica e ai soggetti Ecomusei il ruolo fondamentale di legante tra le comunità locali in relazione alla comprensione del patrimonio culturale che li circonda».
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Uno strumento integrato e complesso «che riconsegna quei “tessuti” e strati del territorio a chi il territorio lo abita – ha proseguito Michelangelo Pivetta, membro CTS Ecomusei Regione Veneto – che permette di reinventare le “periferie” dei centri dopo il fenomeno della “gentrificazione” e che negli anni ha impoverito dei suoi abitanti i centri storici a favore della campagna più tranquilla». In questo senso è fondamentale la riattivazione dell’Osservatorio Locale del Paesaggio della Pianura Veronese sotto l’egida dell’Osservatorio Regionale del Paesaggio – rappresentato da Ellena Finco, Segreteria tecnico-scientifica, «come strumento di dialogo tra istituzioni, persone e gestione del paesaggio, evolutosi in ultima nel 2022 con la creazione del Portale degli Osservatori per il Paesaggio».
A capofila dell’Osservatorio Locale della Pianura Veronese il Consorzio Bonifica Veronese – primo sostenitore dell’Ecomuseo Aquae Planae e rappresentato dal Presidente Luca Antonini – che gestisce la rete idrica della Destra Adige della Provincia di Verona e che, soprattutto in questo importante momento di sensibilizzazione verso il cambiamento climatico, pone molto focus sulla gestione dell’acqua e della sua riorganizzazione dell’irrigazione. «Un lavoro di equilibrio fragile tra l’esigenza dell’avere l’acqua e la sicurezza del territorio». Il Conzorzio stesso ha deciso di riattivare l’Osservatorio Locale grazie al coinvolgimento nel comitato di gestione di tutti i suoi partner oltre al dipartimento Culture e Civiltà dell’Università di Verona coordinati da Humanitas ACT.
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Strumento che si avvale anche delle relazioni con le istituzioni ed enti locali, che «attraverso i loro canali comunicativi, sono pronti a valorizzare i prodotti e le esperienze del territorio e in questo senso è importante la relazione tra Ecomuseo Aquae Planae e Fondazione Verona Garda Turismo – ha aggiunto il Direttore Luca Caputo – e in generale l’attività della Fondazione che ha nella sua governance l’obiettivo di rendere fruibili le peculiarità del territorio, garantendo ai turisti alti requisiti di qualità».
Nella seconda parte della mattinata, si è aperto il confronto con gli altri progetti ecomuseali del Veneto, con l’introduzione di Francesca Zappon, Operatrice di Ecomuseo Aquae Planae – che ha presentato l’elaborato di tesi “Il turismo come volano di sviluppo delle aree rurali: strategie di rete nel caso dell’Ecomuseo Aquae Planae”. Successivamente la parola è passata ai rappresentati dell’Ecomuseo di Arcole e della Battaglia napoleonica, dell’Ecomuseo della Valle di Biois e dell’Ecomuseo Aquae della Venezia Orientale per una testimonianza preziosa del loro lavoro. In chiusura il racconto di un Ecomuseo fuori Regione nell’esempio di Munlab Ecomuseo dell’argilla di Cambiano (TO).
«Con i nostri ospiti siamo andati a scoprire l’importanza dello strumento Ecomuseo e delle sinergie che si possono creare – ha concluso Isabella Bertolaso, direttrice di Ecomuseo Aquae Planae – un tavolo di lavoro che è stato occasione di confronto e di individuazione delle problematiche da poter riportare poi alla Regione per la crescita del territorio».
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