Collettore del Garda: sindaci veronesi preoccupati
Redazione
È passato poco più di un mese dalla visita del Ministro per l’Ambiente e la Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che lo scorso 3 febbraio ha annunciato sul lago di Garda finanziamenti per 100 milioni di euro dal Governo per il nuovo collettore. Un’opera da concludere, che da tempo è al centro delle necessità e degli appelli dei territori interessati.
Ora si diffonde preoccupazione nel Veronese per un finanziamento che sembra essersi ristretto – e di molto – nei vari passaggi burocratici.
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Azienda Gardesana Servizi e venti sindaci veronesi interessati dai lavori di rifacimento del collettore del Garda chiedono al Ministero per l’Ambiente e la Sicurezza energetica di fare chiarezza sui fondi destinati all’opera, dopo le ultime comunicazioni ministeriali che ridurrebbero drasticamente lo stanziamento a disposizione.
Per questo è stato convocato un incontro nella sede della Provincia di Verona, lunedì 24 marzo. Oltre ai sindaci – con capofila Daniele Bertasi, primo cittadino di Bardolino – e al presidente di AGS Angelo Cresco, saranno presenti il presidente della Provincia Flavio Pasini e i parlamentari ed europarlamentari veronesi.

«Proteggere e valorizzare il patrimonio ambientale del lago di Garda deve essere la priorità: i progetti esecutivi per la sponda veronese sono pronti e si può già partire coi cantieri, mentre la sponda bresciana ha fatto sapere che non sarà pronta prima del 2027. Ecco perché chiediamo al Ministero per l’Ambiente delle rassicurazioni, soprattutto sull’entità dei finanziamenti», dice il sindaco Bertasi.
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Bigon sollecita la Regione
Prende posizione puntando il dito contro la Regione Veneto anche la consigliera regionale veronese del Pd, Anna Maria Bigon: «L’insufficienza di finanziamenti provenienti dal ministero dell’Ambiente, giustamente denunciata dal presidente della Azienda Gardesana Servizi, rende ancora più macroscopica l’assenza della Regione nel faticoso percorso per la realizzazione del nuovo collettore del Garda».

«In ballo c’è una questione di tutela ambientale e di economia turistica. E malgrado un anno fa sia stato approvato all’unanimità un ordine del giorno che conteneva precisi impegni, dalla Regione non arrivano segnali. Ovvero non arriva un soldo. Tutto questo ben sapendo che si tratta di un intervento fondamentale per il futuro del Garda» dichiara la consigliera del PD.
«Ulteriori ritardi non possono far altro che aumentare i potenziali ed attuali rischi per l’ambiente, la salute del lago, per il territorio, per l’economia e per il turismo. Già troppo tempo si è perso e non è certo il momento di frenare, ma anzi è quello di lavorare affinché l’opera venga realizzata nel minor tempo possibile» conclude Bigon.
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