Paralimpiadi 2026: manca un anno all’inaugurazione a Verona
Redazione
L’attesa per i Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 entra nel vivo con l’evento “One Year to Go”, che segna l’inizio ufficiale del conto alla rovescia. L’Arena di Verona sarà il cuore delle celebrazioni, fra un anno esatto, della Cerimonia di Apertura dei Giochi. Il 6 marzo 2026, infatti, la fiamma paralimpica arriverà nella città scaligera per dare il via alla manifestazione.
Presenti oggi in Arena Andrew Parsons, presidente del Comitato Paralimpico Internazionale, Luca Pancalli, vice presidente della Fondazione e presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Cristiano Corazzari, assessore regionale allo sport, Andrea Varnier, ad Milano Cortina 2026, Diana Bianchedi, chief strategy planning & legacy officer di Milano Cortina 2026 e Fabio Saldini, ad di Simico. A fare gli onori di casa il sindaco Damiano Tommasi.
Atleti rappresentati da Stefano Raimondi (nuoto), Davide Bendotti (sci alpino), Giulia Ghiretti (nuoto) e Martina Caironi (atletica).
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Oggi inizia anche la vendita dei biglietti per i Giochi Paralimpici, con una finestra esclusiva di 24 ore riservata ai titolari di carta Visa. Oltre 200.000 biglietti saranno disponibili a meno di 35 euro, con tariffe agevolate per gli Under 14.
«L’Arena, una volta divenuta accessibile, – ha sottolineato Parsons – dimostrerà come sia possibile rispettare le persone con disabilità, includendole nella società».
«L’eredità della Paralimpiade è in assoluto iconica – ha sottolineato Pancalli, presidente del Comitato Paralimpico Nazionale e vice presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, accompagnato da Diana Bianchedi, chief strategy planning & legacy officer della Fondazione – perché l’accessibilità di un anfiteatro millenario alle persone disabili, alle loro esigenze e alle loro aspettative dimostra come sia possibile vincere anche le paralimpiadi che tali persone affrontano quotidianamente nelle città: marciapiedi, strade, scale e quant’altro».
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Il sindaco Damiano Tommasi, accompagnando tra gli altri anche l’amministratore delegato della Fondazione Milano Cortina 2026, Andrea Varnier, durante il sopralluogo in Arena e a margine dell’incontro ha ricordato che «una delle sfide più importanti del prossimo anno sarà di rendere l’Arena di Verona un monumento storico, accessibile a tutti. Da duemila anni chi ha disabilità motorie non può visitare l’anfiteatro o assistere ad uno spettacolo dall’alto in autonomia. La sfida è questa, di accettare questo connubio di nuove fruizioni: l’uomo deve rispettare i monumenti, ma anche i monumenti debbono rispettare l’uomo, così come già accade per i servizi o per le vie d’accesso. La fruibilità da parte di tutte e tutti consiste nella vera valorizzazione di ogni monumento storico. L’energia attivata dallo sport nelle comunità è sottovalutata. I lavori di adeguamento di strade e anfiteatro in città ne sono la prova. La forza delle Paralimpiadi non è solo l’espressione dello sport in sé o degli aspetti culturali ma, è anche la spinta a cambiare le città, il nostro modo di vivere e il nostro modo di percepire l’inclusività. Le Paralimpiadi, oltre a queste legacy, lasceranno a Verona anche la consapevolezza di essere una città dal respiro internazionale, promotrice di valori universali, portatrice di bellezze architettoniche e storiche, ma anche culturali, come la lirica. Una città che prima al mondo ospita le cerimonie olimpiche e paralimpiche in un anfiteatro romano».
L’assessore regionale allo Sport, Cristiano Corazzari, ha aggiunto che «per la Regione Veneto l’accessibilità sarà una sfida impegnativa sia per gli impianti sportivi interessati dalle Olimpiadi, che per tutti gli altri. Infatti, abbiamo avviato un programma straordinario di investimenti bandendo risorse ai Comuni che vanno nella direzione del superamento delle barriere architettoniche».
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In tema di progettualità in Arena in vista delle cerimonie olimpica e paralimpica, la vicesindaca Barbara Bissoli, ha spiegato come «L’ascensore troverà collocazione nell’arcovolo 65, in corrispondenza dell’ala, con sbarco sulla “terrazza” dell’Arena, confidando che le verifiche archeologiche in corso diano esito positivo. L’auspicio è che sia possibile realizzare un impianto trasparente per consentire una visuale anche delle pareti dell’arcovolo, che sarà collegato alla “terrazza”. Da lì, l’auspicio è di poter arrivare fino al corrispondente livello interno dell’Arena, tramite un servoscala, o sino alla sommità dell’Anfiteatro, tramite un ascensore “telescopico”; in ogni caso, per questa porzione, occorre approntare una serie di verifiche strutturali».
«Negli arcovoli più prossimi all’ascensore, saranno attrezzati spazi per servizi di accoglienza e di primo soccorso per tutte le persone, anche con con disabilità. L’intenzione palesata da Simico è di realizzare anche due rampe di accesso al vallo da Piazza Bra e da via Dietro Anfiteatro, percorsi attrezzati, alcune passerelle nelle gallerie interne, oltre ad alcuni corrimano e parapetti. Inoltre sarà consolidata una porzione dell’arena dell’Anfiteatro, per poter garantire l’accessibilità e un’adeguata visuale dall’interno del monumento. Tutto ciò che non sarà possibile realizzare in tempo utile per le cerimonie potrà essere realizzato anche successivamente e concretizzerà complessivamente la straordinaria legacy dei Giochi Olimpici e Paralimpici per l’Arena di Verona».
«Nei mesi di novembre-dicembre faremo i lavori all’interno dell’Arena, – ha aggiunto Fabio Saldini amministratore delegato di Simico – mentre da subito, in questa primavera partiremo con gli interventi di adeguamento dei tracciati stradali dalla Stazione di Porta Nuova e dai parcheggi a piazza Bra. Si tratta di cantieri che dureranno circa otto mesi».
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