Scala arcobaleno a scuola, Del Prete: «Un caso educativo trasformato in “simbolo di resistenza”»

Redazione

| 05/03/2025
Il rifiuto di uno studente di percorrere una scala arcobaleno a Verona ha innescato diverse polemiche. Il commento del dirigente sindacale ANIEF Verona Patrizio Del Prete.

Un episodio avvenuto quasi un mese fa in una scuola di Verona è arrivato fino al tavolo del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. La vicenda riguarda uno studente che ha deciso di non percorrere una scala dipinta con i colori dell’arcobaleno e decorata con parole come “rispetto”, “tolleranza”, “ascolto” e “accoglienza”.

La scala era stata realizzata l’anno scorso su indicazione del Ministero stesso, nell’ambito delle iniziative per la Giornata contro l’omofobia, con l’obiettivo di sensibilizzare studenti e studentesse sui valori di inclusione e lotta alle discriminazioni. L’idea era nata all’interno dell’istituto scolastico ed era stata accolta con entusiasmo dagli studenti, che avevano voluto rendere il messaggio visibile a tutta la comunità scolastica.

scala arcobaleno educandato agli angeli

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Quando, circa un mese fa, lo studente si è trovato a dover percorrere quei gradini per raggiungere un’aula non abitualmente frequentata, ha scelto di non toccarli, avanzando con l’aiuto del corrimano e sollevandosi sulle braccia pur di evitare di calpestare la scala. Questo comportamento gli è valso una nota disciplinare, motivata dal fatto che si è messo in una situazione di pericolo, oltre a un colloquio con la dirigenza scolastica per approfondire le ragioni della sua scelta.

Come riporta la stampa, dall’incontro sarebbe emerso che il giovane ha manifestato una contrarietà personale alla comunità LGBTQ+, un aspetto che ha sorpreso e rammaricato la dirigenza, dato che il progetto della scala arcobaleno mirava a promuovere valori condivisi di inclusione e rispetto.

L’episodio ha generato una forte discussione tra gli studenti e il personale scolastico, con opinioni contrastanti. Alcuni hanno ritenuto la scelta del giovane una forma di protesta libera e personale, altri invece hanno sottolineato come il gesto sia espressione di un atteggiamento discriminatorio. La questione è stata sottoposta al Ministero dell’Istruzione, che ora dovrà valutare la gestione della vicenda e le eventuali implicazioni educative.

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Secondo lo storico e docente, nonché dirigente sindacale ANIEF Verona, Patrizio Del Prete, l’episodio ha rapidamente superato i confini dell’istituto, diventando terreno fertile per strumentalizzazioni politiche e polarizzazioni ideologiche, soprattutto sui social media. «Facebook si è trasformato in un campo di battaglia dove l’episodio è stato fagocitato da una retorica estremista. Commenti inquietanti come “Onore al ragazzo” hanno iniziato a moltiplicarsi, trasformando un caso educativo in un simbolo di resistenza contro un presunto “indottrinamento”». A rincarare la dose, Del Prete segnala gruppi di ultradestra che hanno organizzato sit-in di protesta davanti all’istituto scolastico, agitando lo spettro di una fantomatica “agenda gender” che starebbe infiltrando le scuole italiane.

Eppure, come sottolinea Del Prete, questa narrazione appare «paradossale se confrontata con le direttive ufficiali del Ministero dell’Istruzione». Lo stesso Ministro Valditara, con la Direttiva n. 83 del 24 novembre 2023, aveva esplicitamente invitato le istituzioni scolastiche a «promuovere percorsi progettuali finalizzati alla cultura del rispetto e all’educazione alle relazioni». «Direttiva del ministro Valditara, che non mi sembra una persona da Pride!», ironizza Del Prete.

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L’episodio solleva, dunque, interrogativi più ampi: da un lato, la difficoltà nel mantenere l’educazione al rispetto fuori da strumentalizzazioni politiche; dall’altro, la responsabilità della scuola nel trasformare un momento di tensione in un’opportunità di crescita collettiva. «La vera questione, ben lontana dai clamori social e dalle strumentalizzazioni politiche, rimane quella di formare cittadini consapevoli, in grado di confrontarsi con le differenze in modo rispettoso», conclude Del Prete.

In un clima così polarizzato, la comunità educativa è chiamata a mantenere lucidità e coerenza, ricordando che l’obiettivo primario della scuola non è alimentare conflitti, ma costruire ponti di comprensione in una società sempre più complessa e diversificata. «A patto, però, – chiosa Del Prete – di non rinunciare a quei valori cristallizzati in questa scala che, come una nuova pietra di inciampo, ci ricordano le basi della convivenza. Principi non negoziabili, scolpiti nella Costituzione e ribaditi nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani».

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