Veneto sempre più anziano, Spi Cgil: «La politica sottovaluta il problema»

Redazione

| 02/03/2025
Analisi del sindacato dei pensionati Spi: cala la popolazione, ma cresce il numero degli ultra80enni. Cestaro: «Fra le principali criticità la non autosufficienza, l’assistenza domiciliare e il rischio isolamento».

Il numero degli anziani è in costante e progressivo aumento rispetto a una popolazione in continua diminuzione. «Eppure, a parte le dichiarazioni di circostanza e misure pressoché irrisorie (come la prestazione universale per i non autosufficienti), le esigenze degli over 80 sembrano non rientrare fra le priorità della politica» è l’amara provocazione del sindacato dei pensionati Spi Cgil del Veneto.

L’analisi dello Spi regionale, che ha elaborato su base comunale i dati Istat, conta 382.906 ultra80enni (61% donne, per lo più vedove), il 7,6% della popolazione. Erano 306.202 dieci anni prima, nel 2014, il 5,7% dei residenti. Nella nostra regione, insomma, vivono 76mila e 700 ottuagenari in più rispetto a un decennio fa, mentre nello stesso arco di tempo la popolazione complessiva ha perso 53mila e 500 abitanti

LEGGI ANCHE: La “Pompei” di Verona allo Stato: nuova vita per l’ex cinema Astra

Ma cosa comporta tutto questo? «Come diciamo sempre – commenta Massimo Cestaro, componente della segretaria dello Spi Cgil del Veneto – l’allungamento dell’aspettativa di vita è un fattore evidentemente positivo. Ma il fenomeno deve essere gestito. In primo luogo, per quanto concerne la sanità territoriale, che vorrebbe essere il fiore all’occhiello della Regione ma ha evidenziato varie criticità e una chiara mancanza di programmazione, soprattutto dopo il Covid. Invecchiare è positivo appunto, ma è importante invecchiare “bene”».

«C’è poi il fondamentale tema dell’assistenza, visto che il 40% degli ultra80enni è in parte o del tutto non autosufficiente. Aggiungiamo il pericolo isolamento, molto insidioso soprattutto nelle aree più ostiche come quelle del Bellunese e del Rodigino ma anche nelle grandi città, che hanno visto scomparire, fra l’altro, un numero cospicuo di negozi di vicinato, veri e propri presidi e punti di riferimento per i più anziani. Riteniamo altresì fondamentali i progetti legati all’invecchiamento attivo che necessitano di risorse importanti e di un confronto costante fra Regione e realtà di rappresentanza come la nostra. È essenziale, infine, governare una transizione tecnologica che per molti versi sta tagliando fuori e mettendo all’angolo proprio le persone più anziane».

LEGGI E GUARDA: Quante ciclabili a Verona? Il quadro dei nuovi cantieri

Lo Spi Cgil ha monitorato la presenza degli over 80 nei singoli comuni, facendo emergere realtà molto diverse fra loro. La provincia di Belluno guida la classifica con 17.753 grandi anziani, quasi il 9% della popolazione, con un incremento del 14% rispetto a dieci anni prima. Al secondo posto Venezia (8,6%) dove però l’aumento degli ultimi dieci anni è molto rilevante: il numero di over 80 è passato infatti da 56.277 a 70.166 unità (+27%). Rovigo è terza, con una quota dell’8,5% anche se rispetto al 2014 il trend è molto contenuto: +3,8%. Le quattro province rimanenti ospitano simili percentuali di ottuagenari, registrando comunque un vero e proprio boom rispetto a dieci anni prima, che tocca il proprio apice con il +31% del Vicentino.

Provincia2014
Popolazione
2014
80+
2014
% 80+
2024
Popolazione
2024
80+
2024
% 80+
Variazione % di 80+ 2024-2014
BELLUNO207.41815.5627,50%197.78817.7538,98%14,08%
PADOVA932.89956.9766,11%931.60772.4387,78%27,14%
ROVIGO242.74818.6127,67%227.44819.3198,49%3,80%
TREVISO884.46352.4925,93%879.38866.8637,60%27,38%
VENEZIA854.68556.2776,58%835.40571.4918,56%27,03%
VERONA917.08156.7546,19%926.97070.1667,57%23,63%
VICENZA866.41849.5295,72%853.61064.8767,60%30,99%
VENETO4.905.712306.2025,72%4.852.216382.9067,60%25,05%
Percentuale di popolazione over 80 nelle province venete (2014 – 2024)

In tale contesto quella Bellunese è ovviamente la provincia con i comuni più “vecchi” della regione. In testa, Cibiana di Cadore, dove gli ultra80enni rappresentano il 15,3% dei residenti, anche se parliamo di una realtà con un numero ridotto di abitanti. Segue nel vicentino Pedemonte (13,4%) ma “tallonato” da altri due comuni dolomitici: Lamon (13%) e Voltago Agordino (12,4%). Fra Vicenza e Padova, invece, si dividono i comuni più giovani. Si va dall’4,42% di Zermeghedo (Vicenza) al 4,35% di Massanzago (Padova) fino ad arrivare al 4% di Gambugliano (Vicenza) che è fanalino di coda della graduatoria, ma anche comune con soli 845 abitanti.

«L’analisi dei dati Istat – prosegue Cestaro – ci spinge a richiamare con forza sia la Regione che il governo affinché non si dimentichino di questa fascia di popolazione così importante. Da una parte siamo davvero preoccupati dallo stallo della legge sulla non autosufficienza: approvata un anno fa, l’11 marzo 2024, è ancora di fatto ferma, se si esclude la prestazione universale introdotta dal governo e riservata a ultra80enni non autosufficienti gravi. Un beneficio che riguarda in Veneto lo 0,6% degli over 80 non più in grado di badare a loro stessi».

Dice Cestaro: «A livello regionale chiediamo il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, l’aumento delle impegnative di residenzialità per le case di riposo, il riconoscimento del lavoro di cura per le tante persone, soprattutto donne, che dedicano gran parte del loro tempo all’assistenza di un proprio caro».

«Necessario poi velocizzare la realizzazione e l’organizzazione delle case e degli ospedali di comunità – conclude il segretario dello Spi del Veneto -, presidi territoriali essenziali per i nostri anziani (e non solo). Riteniamo importante, poi, investire sull’invecchiamento attivo anche per gli ultra80enni, il cui benessere psicofisico deve essere al centro delle politiche sia nazionali che regionali. Per quanto riguarda il gap tecnologico, organizzazioni come la nostra sono in prima fila nell’organizzazione di incontri per l’alfabetizzazione digitale degli anziani. Ma non basta. Bisogna permettere a queste persone di accedere ai servizi anche attraverso i canali consueti e tradizionali, altrimenti si rischia di emarginarle e isolarle all’interno di una comunità sempre più tecnologica».

LEGGI ANCHE: Ospedale Borgo Trento, sportello unico per accettazione, ticket e prenotazioni

Le notizie del giorno, ogni sera, gratis, come vuoi. Clicca qui 👇

Condividi ora!