Dalle valigie dei trafficanti alla libertà: trenta testuggini giganti tornano alle Seychelles
Redazione
Primo accordo di rimpatrio nella storia delle Seychelles per trenta testuggini giganti, rinvenute nelle valigie dei trafficanti illegali all’aeroporto di Barcellona nel 2019. Ci sono voluti sei anni, ma finalmente gli esemplari trafugati in natura a pochi mesi di vita, potranno tornare sulle spiagge di una delle loro isole. La partenza è prevista questa estate e l’accordo è stato definito in questi giorni al Parco Natura Viva di Bussolengo, delegato ufficiale del governo della Repubblica delle Seychelles per le attività di conservazione in Europa.
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L’annuncio è stato dato durante il Kickoff meeting dell’Erasmus+ “GreenTraINT”, alla presenza dei padroni di casa, del CEO del Seychelles Parks and Gardens Authority, della professoressa Paola Mattarelli dell’Università degli Studi di Bologna, della Coburg University of Applied Science e della Seychelles University. Un team che coglierà la sfida di costruire, al largo dell’Oceano Indiano, un modello di sviluppo che conservi la biodiversità ma faccia partire un tessuto economico non più legato solo al turismo.

«Stiamo lavorando con i rispettivi uffici CITES (Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione) a definire un protocollo medico-veterinario di rimpatrio delle testuggini giganti, che attualmente non c’è – spiega Camillo Sandri, Direttore Zoologico del Parco Natura Viva di Bussolengo -. In tutto, gli esemplari trafugati sulle spiagge tropicali dell’Arcipelago sono stati 70. Ma per il momento, le difficili operazioni di trasferimento ci consentono di riportarne a casa solo 30. Sei anni fa, dopo essere stati scoperti nei bagagli dei trafficanti, destinati al mercato nero degli animali da compagnia, sono stati smistati in centri di recupero e parchi zoologici spagnoli. Ora partiranno da due di queste strutture e una volta sbarcati, trascorreranno la loro quarantena al National Botanical Garden di Mahè, prima di poter tornare a vivere la propria vita selvatica».

Ma l’Italia è protagonista alle Seychelles affinché la tutela degli animali vada di pari passo con lo sviluppo economico sostenibile. «L’Arcipelago dipende dalle importazioni dall’estero per circa il 90% del proprio fabbisogno alimentare – chiarisce Caterina Spiezio, Psicobiologa e Responsabile Ricerca del Parco Natura Viva e della sua Fondazione -. E questo progetto Erasmus+ vuole trasferire il know-how italiano ed europeo, per costruire programmi di istruzione superiore in pratiche di gestione sostenibile in agricoltura e allevamento, che sopperiscano poi all’esigenza di sviluppare una produzione alimentare che tuteli anche la biodiversità. In modo che le risorse per queste Isole non debbano necessariamente arrivare da un turismo eccessivo, e quindi insostenibile per gli ecosistemi».
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