Stadio di Verona: quale futuro per Bentegodi e quartiere?

di Alessandro Bonfante

| 19/02/2025
Il Bentegodi è stato costruito nel 1963 e l’ultima riqualificazione profonda risale ai mondiali di Italia ‘90. Ora si lavora per un rinnovo, guardando anche a Euro 2032. Quale sarà il futuro di stadio e quartiere? Ne parliamo nella nuova puntata di “In tema con Daily”.

Il sindaco di Verona Damiano Tommasi nelle scorse settimane ha premuto sull’acceleratore per il nuovo stadio: un Bentegodi da ricostruire nella stessa posizione, ma con nuove logiche di servizio per il quartiere e la città.

Messo in archivio il progetto cosiddetto “Messicano”, di cui si era parlato negli scorsi anni, ora l’amministrazione comunale punta a riqualificare stadio e quartiere guardando agli europei del 2032, vista come occasione e stimolo per il rinnovo, visto che Verona è una delle città in lizza per ospitare la manifestazione.

Il sindaco punta ad avere un «progetto esecutivo entro il 2026». E la nuova proprietà dell’Hellas Verona potrebbe giocare un ruolo nel piano di rilancio.

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Una struttura da rinnovare

L’ultima vera riqualificazione dello Stadio Bentegodi di Verona risale all’epoca dei mondiali di Italia ’90. Ne è passata di acqua sotto i ponti. Il Bentegodi, inaugurato nel 1963, è il simbolo del calcio scaligero e della passione dei veronesi, ma è ora di mettere mano alla struttura ormai obsoleta e a ciò che ci sta intorno. Inoltre, la posizione dello stadio in un’area residenziale causa disagi al traffico durante gli eventi.

La nuova proprietà dell’Hellas Verona

Durante la prima vera conferenza stampa del nuovo presidente esecutivo dell’Hellas Verona, Italo Zanzi, c’è stato spazio per parlare anche dello stadio Bentegodi.

Zanzi è il volto di copertina dell’operazione della texana Presidio Investors, che ha recentemente acquisito il club da Maurizio Setti. Intrattenimento e business a 360° sono il focus della nuova società, nella loro visione globale del calcio e dello sport.

Sul nuovo stadio Zanzi però non si sbilancia e prende tempo: «È cruciale, ma non è parte del business plan. Uno stadio all’altezza è un valore aggiuntivo, che ovviamente Verona come città, il Verona con club, tutta la città e tutta la tifoseria meritano. Però è un po’ prematuro parlare di specifica della formula per arrivare a questo».

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Le linee di indirizzo del Comune di Verona

Con le linee di indirizzo approvate due mesi fa, vengono individuati gli obiettivi e le caratteristiche minime essenziali richieste per la riqualificazione dello Stadio e per la rigenerazione del quartiere. Viene inoltre delineato l’iter procedurale da seguire per l’individuazione del concessionario.

La nuova struttura dovrà prevedere la realizzazione di uno Stadio di categoria UEFA 4, rispondente alle linee Guida UEFA garantendo il rispetto dei parametri UEFA per la disputa di partite dei Campionati Europei 2032, e avere una capienza che si attesti tra i 30.001 e i 41.000 spettatori.

L’impianto polifunzionale dovrà essere in grado di ospitare, oltre alle partite di calcio, eventi culturali e sportivi in qualsiasi periodo dell’anno, con possibilità di chiusura della parte sommitale e con soluzioni tecniche adeguate per quanto riguarda la salvaguardia del campo da gioco.

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