Serata cover di Sanremo 2025, i top e flop della Redazione
Redazione
La serata delle cover, o dei duetti, anche quest’anno era una delle più attese, per originalità e brio rispetto all’ingessatura della gara. Molto si è chiacchierato di Fedez con Masini e la sua “Bella stronza” e di Lucio Corsi con nientemeno che Topo Gigio.
Novità di quest’anno: i cantanti in gara potevano duettare anche fra loro, e allora ecco le strane coppie Achille Lauro con Elodie, Francesca Michielin con Rkomi, ma soprattutto Tony Effe con Noemi.
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Top
- Geppi Cucciari. Può stordirti con le parole, farti ridere, prendere in giro te e tutta la tua stirpe, ma sempre senza sbracare. Una conduttrice vera. Perché ci è piaciuta: perché tutti vorremmo sempre avere la risposta pronta come lei.
- Serena Brancale con Alessandra Amoroso in “If I ain’t got you”. Una cover di Alicia Keys credibile e fatta bene. Niente guizzi, ma tanta sostanza. Perché ci sono piaciute: perché la quota tamarra di Sanremo è da preservare.
- Gaia con Toquinho in “La voglia e la pazzia”. Gaia, ti chiediamo in coro, perché non hai portato in gara qualcosa che assomigliasse a questo, invece della canzone che hai portato in gara? Perché ci sono piaciuti: perché il sound brasilero fatto bene ha sempre il suo fascino.
- Bresh con Cristiano De André in “Crêuza de mä”. Nonostante tutti i problemi tecnici e averla ascoltata una volta di troppo, è tutto sommato una bella cover. A differenza di quella di Olly (vedi sotto). Perché ci sono piaciuti: perché Cristiano De André ci è andato vicino, ma alla fine non ha preso a sberle nessuno.
- Fedez con Marco Masini in “Bella stronza”. Incredibile come Fedez riesca sempre a calamitare l’attenzione su di sé. Tutti attendevano di capire cosa avrebbe fatto, e la sua tensione era palpabile. Perché ci sono piaciuti: perché se metti da parte il prurito per Fedez in quanto Fedez, è una gran bella cover.
Menzione speciale per Lucio Corsi con Topo Gigio in “Nel blu dipinto di blu” perché con tutta l’attesa che avevamo, forse la resa non è stata troppo all’altezza. Ma bravo per l’originalità.
Seconda menzione speciale: l’occhiale di Johnson Righeira.
Flop
- Clara con Il Volo in “The sound of silence”. I ragazzotti del Volo hanno dovuto cantare praticamente sotto voce per i loro standard. Clara, cosa ti è venuto in mente? Perché infilarsi in un confronto impari? Perché non ci sono piaciuti: perché è tutto sbagliato.
- Olly con Goran Bregović e la Wedding & Funeral Band in “Il pescatore”. Perché è diventata una canzone da osteria urlata? Perché a un certo punto ha fatto battere le mani al pubblico? Perché si è messo in piedi sulla sedia e ha calciato l’asta del microfono? Perché non ci sono piaciuti: perché anche Goran Bregović a un certo punto è sembrato perplesso.
- Ancora bambini sul palco. Francesco Gabbani con Tricarico in “Io sono Francesco”. Tutto bellissimo fino all’arrivo dei bambini. Perché non ci sono piaciuti: seduti sui gradini, è subito effetto Mr. Rain. Ma di Mr. Rain ce n’è solo uno (per fortuna). E poi, sono gli stessi bambini scongelati dall’altr’anno?
- Mahmood. Ok, sa ballare. Dicono che sappia cantare, o quantomeno ha già vinto due Sanremi. Ma non sa presentare. Perché non ci è piaciuto: perché allora che balli e canti, ma che non presenti, per carità.
- Rose Villain con Chiello in “Fiori di rosa e fiori di pesco”. La battuta facile, in dialetto veronese, è “Chiello? Ci elo?”. Perché non ci è piaciuto: perché, appunto, Chiello.
Menzione speciale per Dimartino. Ti chiediamo di tornare a fare pezzoni eleganti, ma orecchiabilissimi con Colapesce. Ti aspettiamo!
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