Scoperta a Verona una base di ricettazione: sequestrata merce rubata pronta per l’estero
Redazione
Si è conclusa nel pomeriggio di lunedì 3 febbraio scorso l’operazione che ha visto i Militari della Stazione Carabinieri di Zevio, scoprire come un appartamento ubicato a Verona, apparentemente la sede legale di una società specializzata nel commercio di auto usate, fosse in realtà utilizzato come base per la ricettazione di merce oggetto di furto, da parte di un gruppo di cittadini residenti a Zevio.
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Dopo l’analoga attività svolta a fine dicembre scorso dai Carabinieri nel comune di Zevio, e che ha portato alla denuncia in stato di libertà di tre soggetti per il reato di ricettazione in concorso, i Militari, nel prosieguo delle indagini, coordinate dall’Autorità Giudiziaria scaligera, hanno individuato questo nuovo punto di ricettazione.

Alle prime ore di lunedì scorso, coadiuvati dal personale del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Bonifacio e delle Stazioni di Illasi e Badia Calavena, i Carabinieri di Zevio hanno eseguito in quel luogo un decreto di perquisizione delegato dall’autorità giudiziaria, rinvenendo numerosi oggetti provento di furto, parte dei quali già imballati in cellophane, pronti a essere, da quanto appurato, trasferiti all’estero. Tra questi, attrezzi edili da cantiere quali trapani, avvitatori, piallatrici, smerigliatrici, tassellatori, flessibili, termocamere, pompe a olio e e altri ancora, nonché biciclette e monopattini elettrici, parte dei quali già restituiti ai legittimi proprietari.

Mentre le indagini proseguono per chiarire la provenienza della merce non ancora restituita e custodita presso la Stazione Carabinieri di Zevio, la posizione dei tre cittadini residenti in quel comune, dopo questo ennesimo riscontro, si aggrava ulteriormente.
I Carabinieri comunicano che è possibile visionare le foto del materiale rinvenuto online oppure contattando i Carabinieri di Zevio.
Si rappresenta, infine, che le misure sono state adottate d’iniziativa da parte del Comando procedente e che, per il principio della presunzione d’innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte alle indagini in relazione alle attività in questione sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe.
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