Borchia, Tosi, Tajani: sviste e accuse interne al centrodestra
di Alessandro Bonfante
Sui suoi canali social, il segretario veronese della Lega, nonché europarlamentare, Paolo Borchia, ha evidenziato come quel titolo del Foglio – Borchia (Lega): “Tajani in Ue non conta nulla. Trump è nostro” – fosse fuori fuoco.
Flavio Tosi, coordinatore regionale ed europarlamentare di Forza Italia, ha però colto l’occasione per attaccare il collega di centrodestra: «Grottesco e offensivo sentirlo dire che il nostro Vicepremier e Ministro degli Esteri e numero due del Ppe non conta nulla. È come se un calciatore di un piccolo club sminuisse uno dei leader della squadra che da anni vince la Champions».
Alla base ci sono le posizioni del centrodestra italiano a Bruxelles: Forza Italia nel PPE in maggioranza, Lega nei “Patrioti per l’Europa” all’opposizione e Fratelli d’Italia (con il veronese Daniele Polato) nel mezzo. Il gruppo ECR non è ufficialmente in maggioranza, ma vanta il commissario Fitto e il filo diretto Meloni-Von der Leyen.
Insomma: uniti a Roma, divisi a Bruxelles e Strasburgo. E a Venezia in parte, dove è aperta la sfida per la guida della regione nel post-Zaia.
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Tosi attacca Borchia e la Lega
Il titolo su cui si basa l’accusa dell’ex sindaco di Verona è stato disconosciuto da Borchia, lo ricordiamo. Ma Tosi è sferzante e sarcastico: «Fa sorridere – dice – sentire un europarlamentare dei Patrioti, cioè il gruppo politico europeo più marginale e ininfluente di sempre a Bruxelles, dire che il nostro Vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, anche Vicepresidente del primo partito europeo, il Ppe, non conta nulla. Un po’ come se un calciatore di un piccolo club sminuisse uno dei leader della squadra che da anni vince la Champions. È lunare, grottesco, comico e offensivo. Parole che denotano arroganza e mancanza di lucidità».

E ancora: «Prendete Raffaele Fitto, se è commissario europeo è sì certamente grazie a Giorgia Meloni che lo ha proposto, ma poi si è rivelato determinante il lavoro politico e diplomatico di Tajani, che si è imposto e ha superato il veto dei socialisti. Ecco, Borchia affermando che Tajani non conta nulla offende il lavoro di Tajani e della Premier».
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Borchia: «Mai accusato Tajani»
Paolo Borchia, capo delegazione Lega al Parlamento europeo, risponde così a Flavio Tosi: «Mai accusato Tajani di irrilevanza sul piano europeo, il suo curriculum parla da solo. Ma invitare gli alleati a maggiore coraggio non credo sia atto di lesa maestà. A un lettore distratto si possono perdonare scivoloni, a chi è eletto nelle istituzioni un po’ meno. Accecato dal suo ormai noto fervore contro la Lega, Tosi non solo non si è accorto che io non ho mai pronunciato certe parole che non mi appartengono, come ho peraltro ribadito anche oggi, ma ignora anche che i titoli spesso non sono scritti da chi redige gli articoli».

E specifica: «Entrando nel merito, ho sempre gestito i rapporti con gli alleati con la massima correttezza, e se si parla di arroganza, questa si ravvisa nelle parole di chi, con la scusa di difendere Tajani, attacca un alleato di governo con il rancore dell’ex. Tosi sbaglia bersaglio: altro che Champions League, questa Europa con il Ppe al guinzaglio delle sinistre annaspa purtroppo in zona retrocessione».
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Tosi contro Salvini e la Lega
Riportiamo le ulteriori dichiarazioni di Tosi contro le politiche del suo ex partito: «Peraltro, gli auspici di Borchia su un “Europa che deve cambiare marcia” stridono con quelli del suo leader Matteo Salvini, che al convegno dei Patrioti a Madrid ha affermato che serve “meno Europa e più libertà”». Tosi continua: «Borchia vorrebbe un cambio di marcia in Europa, Salvini l’Europa manco la vuole. Si mettessero d’accordo tra loro prima di parlare ai giornali…».
L’europarlamentare azzurro aggiunge: «Quella di Salvini è una frase antistorica e antieconomica dal momento che le nostre aziende con l’Europa e in Europa ci lavorano, e che l’Unione europea sta dando all’Italia decine di miliardi di euro del Pnrr. Le affermazioni del leader leghista cozzano con la realtà di oggi e con il futuro, perché se il sistema Italia vuole competere con Stati Uniti, Cina e i Brics deve integrarsi ancora di più con quello europeo, altrimenti siamo fuori».
Certamente «l’Unione europea deve cambiare e riformarsi profondamente – spiega Tosi – Forza Italia e il Ppe mirano a un’Europa meno burocratica, più veloce e competitiva. Il punto è come la si vuole cambiare l’Europa: la nostra ricetta è il contrario di quella leghista, che l’Europa vuole mandarla in pensione. Il nostro obiettivo invece è un’Europa più politica, una federazione sul modello degli Stati Uniti: quindi vasta autonomia agli Stati federati sull’economia e tutte le scelte che riguardano i territori, ma un’unione politica sulle grandi materie: politica estera, difesa, fisco, commercio, sanità, lotta all’immigrazione illegale».
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