Istanbul: colpi di kalashnikov ed esplosioni all’aeroporto Atatürk
È la Turchia il Paese che oggi alle 21.10 (ora italiana) è stato preso di mira da almeno due attentatori.
di Marco Menini
I metodi di attacco ricordano tristemente quelli di Bruxelles e Parigi. I Kamikaze erano armati di kalashnikov e hanno aperto il fuoco sulla folla. Infine si sono fatti esplodere durante il corpo a corpo con la polizia. Lo riporta la tv privata turca Ntv. Il ministro della Giustizia turco, Bekir Bozdag, ha riferito che 28 sarebbero le vittime e 60 i feriti.
L’attacco sarebbe avvenuto, secondo la tv turca, ad un punto di controllo di polizia all’ingresso dell’aeroporto, quindi prima dei normali controlli di sicurezza aeroportuali. Tre infine sarebbero le esplosioni registrate.
Lo stato turco ha immediatamente sospeso il traffico di immagini relative all’attacco terroristico.
Una lunga scia di sangue che in Turchia sembra non fermarsi più. Una serie di attentati hanno infatti messo in ginocchio lo stato già all’inizio del 2016, quando un kamikaze a Sultanahmet, nel centro storico di Istanbul, uccide 12 turisti e ne ferisce 16. Un colpo questo che è attribuito e rivendicato dallo Stato Islamico.
Si prosegue poi con il 17 febbraio (29 vittime in seguito all’esplosione di un’autobomba ad Ankara), attacco rivendicato da autorità Pkk e curdi siriani, il 13 marzo con i 37 morti sempre ad Ankara e sempre rivendicato dagli estremisti curdi. A seguire poi i mesi di marzo, aprile e giugno, tutti aventi in comune un evento tragico. L’ultimo tra questi, quello del 7 giugno, quando un bus della polizia viene fatto deflagrare dall’esplosione di un ordigno.
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