Droga, Tommasi: «Verona è l’hub per il sud Europa»
di Alessandro Bonfante
Il sindaco di Verona Damiano Tommasi non usa mezzi termini. Intervenuto al confronto pubblico a Veronetta ieri sera sul tema dei cantieri in partenza, ha tratto le conclusioni dell’incontro rispondendo anche ad alcune sollecitazioni dei cittadini sui problemi di sicurezza.
«È vero, a Verona c’è un problema di droga: è l’hub per la distribuzione di stupefacenti nel sud d’Europa» ha detto il sindaco. «Per lo stesso motivo per cui è un importantissimo crocevia di merci, persone, turisti. Ne siamo consapevoli, ma è un tema complesso quello della sicurezza, sul quale l’amministrazione può vigilare e segnalare per quelle che sono le sue competenze partecipando attivamente al Comitato per l’ordine e la Sicurezza, che peraltro abbiamo sollecitato noi. Sta al Ministero degli Interni, alle forze dell’Ordine tutelare la collettività e intervenire».
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«Pensiamo a ciò che è accaduto nel Pronto soccorso dell’Ospedale di Borgo Trento. Che tipo di ruolo possiamo avere come amministrazione e come Polizia Locale? L’amministrazione ha giurisdizione all’interno dell’ospedale? Si può attivare la videosorveglianza? C’è un tema di privacy, non esiste una soluzione facile. Non vogliamo esimerci dalle nostre responsabilità, ma compito nostro è portare delle soluzioni, cercando di condividerle il più possibile, sapendo che mettere d’accordo tutti non è impossibile, ma sicuramente è la nostra sfida» è il punto sostenuto da Tommasi.
Il cantiere di Veronetta
Il sindaco sul tema del cantiere ha sottolineato come «le grandi opere nelle grandi città si fanno con tre elementi, le risorse, le decisioni politiche e la collaborazione dei cittadini cui si chiedono complessi, ma non differibili, cambi di abitudini quotidiane. Ci sono urgenze a cui far fronte, quindi approfittiamo del cantiere della filovia che è stata progettata ben prima della nostra amministrazione».
Il filobus, dice Tommasi, è «un’infrastruttura che serve, certo migliorabile, ma ormai le scelte sono state fatte e vanno messe a terra con responsabilità. Così come il traforo… Il traforo potrebbe essere tranquillamente argomento di campagna elettorale per i prossimi 20 anni, ma non è il nostro caso. Quando si realizzano le opere pubbliche occorre dialogare con chi si confronta con i conseguenti disagi quotidianamente: traffico, parcheggi, carico e scarico. Siamo qui, e in tanti, perché non abbiamo nulla da nascondere».
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«Secondo me qui il vero discrimine è il tempo» ha aggiunto Tommasi. «Il tempo necessario ad abituarsi a nuove situazioni, l’abbiamo verificato con il cantiere di via Città di Nimes: dopo due mesi la città si era abituata al disagio, ora tutti stanno meglio. In questo caso, i tratti di via XX Settembre rimarranno chiusi per non più di qualche mese per stralcio. Nel prossimo anno e mezzo ci vorrà pazienza e sopportazione, ma come ha detto anche il Comandante Altamura, stiamo riversando qui attenzioni e risorse, perché è giusto che sia così: quando si cura un organo del corpo si dà maggior attenzione a quello. Mi auguro che questa sia anche l’occasione per soluzioni al tema della sicurezza, siamo sulla strada giusta con l’approccio partecipativo e multidisciplinare che abbiamo scelto».
«Siamo – ha concluso il Primo cittadino – una squadra compatta, che coinvolge il Comune, Atv, Amt3, V-Reti, certo anche complessa, ma tutti remano verso una soluzione concertata e condivisa. Questo tipo di incontri è fondamentale, tanto che vorrei organizzarne in zona Città di Nimes per ascoltare dalla voce dei suoi abitanti il commento sulle dinamiche post cantiere».
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