Spacciatori e abusivi trovati al Tiberghien: arrestati un 22enne e un 23enne
Redazione
Numerosi cittadini avevano segnalato il continuo viavai di sbandati nell’ex lanificio Tiberghien, in passato fiore all’occhiello dell’industria veronese e da tempo in disuso, motivo per cui i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Verona hanno deciso di procedere, nelle prime ore del mattino di ieri ad un controllo del complesso industriale abbandonato.
Giunti al secondo piano della struttura, i militari si sono trovati di fronte ad una sorta di mini appartamento abusivo, con tanto di porta d’ingresso chiusa a chiave. Tuttavia, sono riusciti a rilevare all’interno la presenza di due cittadini nordafricani, che si erano sistemati su due giacigli di fortuna. I due, resisi conto della presenza dei militari, si sono barricati dall’interno utilizzando una trave come puntello.
Dopo aver sfondato la porta ed aver ingaggiato una breve colluttazione con i due, i carabinieri sono riusciti a bloccarli e sottoporli a perquisizione, rinvenendo quasi sei etti di hashish, 19 grammi di cocaina, un coltello a serramanico ed uno sfollagente, oltre a strumenti utili al taglio e confezionamento dello stupefacente (un taglierino e due bilancini di precisione). Inoltre, sono stati trovati anche 1795 euro in contanti, ritenuti provento della fiorente attività di spaccio di stupefacenti che i due avevano avviato.
Il 23enne e il 22enne, già noti alle forze dell’ordine, sono stati dichiarati in arresto per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, violenza e resistenza a pubblico ufficiale e porto d’armi. Concluse le formalità di rito e informata degli eventi la Procura della Repubblica di Verona, i due sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza della Caserma di via Salvo D’Acquisto. Nella mattinata odierna il Giudice ha convalidato l’arresto e, a seguito di patteggiamento, ha condannato gli arrestati ad anni 1 e mesi 6 di reclusione ciascuno e rispettivamente alla multa di 2000 euro per il 22enne e di 4000 euro per il 23enne. Infine ha disposto la confisca del denaro sequestrato e la distruzione dello stupefacente.
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