Locazioni turistiche a Verona, Nestori: «Non c’è alcun “far west”»
di Alessandro Bonfante
Negli ultimi anni, le locazioni turistiche hanno assunto un ruolo sempre più centrale nel panorama dell’ospitalità, a Verona come nel resto d’Italia (e oltre). Questo fenomeno, spinto dalla crescita del turismo e dalle opportunità offerte dalle piattaforme digitali, ha suscitato opinioni contrastanti.
Da un lato rappresentano un motore economico che amplia l’offerta ricettiva della città, dall’altro sollevano questioni legate alla sicurezza, alla fiscalità e all’impatto sul mercato degli affitti residenziali.
Per approfondire questi temi, abbiamo intervistato Edoardo Nestori, Presidente di Locatur, associazione di categoria dei locatori turistici. Disponibile anche la versione video a questo link oppure in fondo all’articolo.
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Partiamo da un’immagine che ha fatto discutere: i bollini “Stop Airbnb” apparsi in molte città italiane, compresa Verona. Questi messaggi sembrano prendere di mira l’intero settore delle locazioni turistiche. Come ha reagito quando ha visto questi bollini?
Edoardo Nestori: Come imprenditori del settore, siamo rimasti molto amareggiati. Non crediamo di meritare questo trattamento. Le locazioni turistiche offrono un servizio importante, specialmente in una città come Verona, dove ospitare l’alto numero di turisti sarebbe altrimenti complicato. Questi atti, che abbiamo definito vandalici, danneggiano non solo noi locatori, ma tutta la città.
Nei giorni scorsi, il Comune di Verona, insieme alla Polizia Locale, ha presentato i risultati di una serie di controlli. I dati indicano che le irregolarità sono poche. Qual è la sua opinione?
I dati parlano chiaro: non c’è alcun “far west”. Il settore è fortemente regolamentato e siamo tra le categorie più controllate. Grazie agli accordi tra la Guardia di Finanza e piattaforme come Airbnb e Booking, il controllo fiscale è molto rigoroso. Come associazione, promuoviamo la conformità tra i nostri associati, spiegando e monitorando l’adozione di norme come l’uso del codice identificativo nazionale. Verona è una delle città italiane con il più alto livello di conformità a queste regole, un risultato che ci rende orgogliosi.
Il comandante Altamura ha però segnalato che dalle associazioni non arrivano molte segnalazioni sulle irregolarità. Come risponde?
Il nostro rapporto con l’amministrazione è ottimo, ma non abbiamo avuto ancora un incontro diretto con la Polizia Municipale. Accogliamo l’invito e metteremo in agenda un confronto. Tuttavia, identificare gli abusivi non è semplice: chi non rispetta le regole spesso non è registrato. Come associazione, possiamo solo garantire che i nostri iscritti siano in regola.
Parlando del settore in generale, sembra esserci stata una professionalizzazione negli ultimi anni. È d’accordo?
Assolutamente. Oggi le locazioni turistiche richiedono impegno e competenze. Molti operatori lo fanno come unica attività, gestendo ogni aspetto, dalla manutenzione alle esigenze degli ospiti. Questo processo di professionalizzazione è un bene per il settore e per la città.
Un altro tema riguarda l’impatto delle locazioni turistiche sul mercato degli affitti residenziali. Come risponde a chi accusa il settore di sottrarre case ai residenti?
Il problema degli affitti residenziali non è causato esclusivamente dalle locazioni turistiche. Spesso i proprietari preferiscono non affittare a lungo termine per timore di morosità e difficoltà negli sfratti. Questo è un problema strutturale che andrebbe affrontato modificando le normative. Inoltre, molte locazioni turistiche hanno una funzione sociale, come quelle vicino agli ospedali, che offrono una soluzione economica e pratica per chi deve soggiornare a Verona per motivi di salute o lavoro.
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