Nuova proposta di traforo delle Torricelle: opera urbana per sollevare via Mameli
di Alessandro Bonfante
L’Associazione Giuseppe Barbieri ha presentato una proposta per il Piano di Assetto del Territorio (PAT) di Verona riguardante il Passante Nord o traforo delle Torricelle. Si tratta di un’opera che riprende studi e i progetti passati per realizzare un’infrastruttura di tipo urbano, che abbia come scopo creare un’alternativa al passaggio su via Mameli. Quest’ultima, che da porta Trento/breccia San Giorgio porta verso ovest, con la messa in strada del filobus rischierebbe di diventare un’arteria intasata dal traffico.
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Durante la conferenza stampa di oggi, l’architetto Gian Arnaldo Caleffi ha descritto la storia del progetto, mentre l’architetto Tullo Galletti ha illustrato le opzioni tecniche per quello che definisce “viale urbano intervallivo” che colleghi varie aree cittadine e periferiche dalla Valpantena (Poiano, svincolo tangenziale Est) a Ca’ di Cozzi e più avanti al casello di Verona Nord. È intervenuto anche l’architetto Filippo Bonini, consigliere dell’associazione.
Il tratto a nord di via Mameli e Ca’ di Cozzi, secondo la proposta dell’Associazione, non sarebbe in “trincea” come da progetti precedenti, ma in piano con mitigazione dell’impatto tramite alberature.
Tra le idee proposte c’è – come eventuale variante – uno svincolo per la Valdonega e per via dei Colli, con una conseguente ZTL in Valdonega per evitare che quest’area delicata della città possa essere assalita dal traffico.
La proposta considera anche il parziale finanziamento tramite risorse dell’A22, che però è dedicato a opere che abbiano origine entro 6 chilometri dall’asse autostradale. Per questo è stato considerato il collegamento con il casello di Verona Nord con due alternative diverse e in ogni caso da realizzare in due stralci progettuali, con fonti di finanziamento diverse.
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Nelle scorse settimane gli esponenti politici della Lega avevano sollevato l’impossibilità di dedicare i fondi dell’Autostrada del Brennero al traforo delle Torricelle previsto nel PAT, perché appunto non si collega all’A22. La vicepresidente del Veneto Elisa De Berti in quella sede aveva anche criticato l’approccio alle grandi opere in più stralci, per il rischio di non vederle poi realizzate nel complesso.
Il traforo proposto da Caleffi e dalla sua associazione confligge però in parte con le richieste lanciate durante gli incontri costituenti del Comitato per il Traforo delle Torricelle promosso dal consigliere regionale Enrico Corsi. Molti sindaci del territorio di Valpantena, Lessinia e Valpolicella vedevano in quest’opera uno sbocco anche per il traffico pesante: ciò non si sposa però con la proposta dell’Associazione Giuseppe Barbieri, che prevede solo traffico urbano privato.
Secondo Caleffi, però, liberando le tangenziali intorno a Verona da parte del traffico privato – quello che imboccherebbe il traforo –, si libererebbe spazio anche per i camion.
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L’Associazione Giuseppe Barbieri
L’Associazione Giuseppe Barbieri conta 109 aderenti fra soci e simpatizzanti. Il presidente Gian Arturo Caleffi è stato presidente dell’Ordine degli Architetti di Verona e assessore all’Urbanistica con Flavio Tosi, attuale coordinatore regionale di Forza Italia.
Replicando alla vicesindaca di Verona Barbara Bissoli, che accusava l’Associazione Giuseppe Barbieri di essere braccio politico di Forza Italia e Flavio Tosi, a inizio gennaio Gian Arnaldo Caleffi spiegava così la situazione: «Una posizione politica personale non va confusa con un ruolo di rappresentanza: milito, orgogliosamente, in Forza Italia, e con me circa la metà dei 94 soci dell’Associazione Giuseppe Barbieri, ma come Presidente rappresento anche l’altra metà che non è iscritta ad alcun partito e anche i 15 simpatizzanti iscritti anch’essi all’Associazione al di fuori di ogni identificazione di parte».
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Il documento proposto dall’Associazione Barbieri
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