RSA a Verona: i sindacati chiedono un tavolo permanente
La condizione delle Rsa è di forte fibrillazione: all’inadeguatezza e farraginosità del nuovo sistema di finanziamento per budget, si aggiunge il blocco delle risorse per l’anno 2025 da parte dell’Ulss e il mancato aggiornamento del numero di impegnative. Tre fattori che, insieme all’aumento delle rette, configurano una situazione di stallo di una gravità inaudita.
«In questo quadro veniamo a sapere soltanto dalla stampa che il Comune di Verona ha convocato i gestori delle case di riposo trascurando ancora una volta le parti sociali che da settimane denunciano la insostenibilità dei nuovi aumenti delle rette delle case di riposo sulla condizione delle persone non autosufficienti e sulle loro famiglie, e che da anni chiedono di potersi confrontare su una prospettiva sostenibile di cura e presa in carico della vasta platea di anziani non autosufficienti», afferma Adriano Filice, Segretario Spi Cgil Verona.
«Sarebbe stato utile che a questo incontro fossero presenti anche le organizzazioni sindacali che rappresentano le persone non autosufficienti, le pensionate e i pensionati. Come Spi Cgil Verona ribadiamo con forza la necessità ormai improrogabile di costituire un tavolo di confronto su questo gravissimo problema sociale», aggiunge.
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«Fin dall’inizio, come sindacato, abbiamo fortemente e pesantemente criticato il finanziamento dei centri servizi per budget, perché il sistema lascia margini di discrezionalità nella ripartizione; è fortemente insufficiente a coprire la richiesta; non è un metodo adeguato a riconoscere le patologie dei ricoverati, ed espone le persone con gravissime patologie al rischio di essere rifiutate delle case di riposo. In questo senso, le responsabilità della Regione Veneto sono enormi», ricorda Filice.
«Inoltre veniamo a sapere che le risorse per l’anno 2025 sono bloccate da parte dell’ULSS 9 e che non aumentano le impegnative. Quindi, oltre ai rincari delle rette siamo in presenza di un blocco delle risorse e di impegnative insufficienti», sottolinea.
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Le priorità secondo il sindacato
«Riteniamo questa situazione di una gravità inaudita», conclude il Segretario ricordando al Comune e ai Gestori delle case di riposo quali sono le priorità da affrontare secondo le organizzazioni sindacali:
- Adeguare il numero di posti letto per anziani non autosufficienti;
- Adeguare il numero di impegnative di residenzialità alla totalità di posti letto disponibili;
- Modulare l’importo delle impegnative in base al grado di non autosufficienza;
- Aumentare i posti e impegnative per anziani con patologie dementigene e Alzheimer;
- Garantire una quota equa a carico dell’ospite, con rette parametrate alla condizione economica;
- Potenziare i centri diurni per non autosufficienti come risposta alternativa e/o complementare alla residenzialità;
- Ridefinire gli standard di personale, aumentando i minuti di assistenza;
- Includere i sindacati dei lavoratori e dei pensionati nel tavolo inter-istituzionale per l’area anziani non autosufficienti. A livello comunale la richiesta è quella della costituzione di un Tavolo Permanente dove ci sia la presenza delle organizzazioni sindacali per affrontare in termini organici le problematiche delle persone non autosufficienti e dei loro famigliari.
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