Nuovo Hellas, nuovo stadio?
L’acquisizione dell’Hellas Verona FC da parte della società texana Presidio Investors apre un nuovo capitolo nella storia della squadra gialloblù.
L’investimento del fondo americano, con Italo Zanzi come volto di copertina in veste di presidente esecutivo dell’Hellas, è certamente rivolto a uno sviluppo anche in termini di mercato sportivo (al di là del calciomercato).
I risultati sportivi sono infatti necessari – in primis la permanenza in Serie A –, ma l’approccio statunitense allo sport porta con sé anche altri valori. Intrattenimento e business a 360° sono in cima alla lista. E poi il rapporto stretto con la comunità locale. Anche oltre la curva sud, probabilmente.
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Il nuovo presidente, Zanzi, classe ’74, con una solida esperienza alla Roma di James Pallotta circa un decennio fa, ma ha anche lavorato come Vice President per la Major League Baseball, occupandosi di diritti TV internazionali e marketing. Ha avuto ruoli di vertice nella CONCACAF (il corrispettivo della Uefa del Centro e Nord America, per capirsi) e in FOX Sports Asia. Ruoli che gli hanno conferito una visione globale del business sportivo, che conosce anche da atleta, essendo stato portiere della nazionale USA di pallamano.
In questa visione, di certo rientra lo stadio. Il Marcantonio Bentegodi non può andare avanti così, questo è certo. Il Comune di Verona sta puntando forte sulla possibilità di ospitare gli Europei 2032 di calcio: sarebbero l’occasione per una completa ristrutturazione. O meglio, un rifacimento da zero, però sempre lì dove si trova ora.
Le ipotesi di uno spostamento al di fuori dell’attuale quartiere Stadio (in quel senso si è parlato della Spianà) sembrano aver perso quotazione ultimamente. Di mezzo c’è un altro uomo di sport: il sindaco di Verona Damiano Tommasi, che gioca questa partita in prima persona.
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L’impegno per lo stadio Bentegodi è quello di procedere con un progetto di rigenerazione del quartiere che preveda una nuova struttura moderna e multifunzionale, superando il concetto di stadio dedicato esclusivamente al calcio per consentire altresì lo svolgimento di svariate manifestazioni, sia di carattere sportivo (basket, volley, tennis, ecc…), sia di spettacolo (concerti, eventi istituzionali e manifestazioni sociali).
Una visione molto… americana di uno stadio. E infatti sembra che Presidio Investors, fra gli incontri preliminari all’acquisizione, abbia avuto anche quello con il sindaco Tommasi. L’orizzonte temporale per un progetto esecutivo sarebbe il 2026, in modo da essere pronti a intercettare il treno di Euro 2032, che si giocherà in Italia e Turchia. Ma qui la battaglia si fa difficile. La concorrenza per la selezione di Verona fra le cinque città italiane (in tandem con altrettante turche) è molto numerosa.
Niente di ufficiale, ma sembra che rimanga un solo stadio, visto che Milano, Roma, Torino e una città del sud (Napoli? Bari?) sono praticamente sicure. Ci sono in lizza infatti anche Firenze e Bologna (e ufficialmente anche Cagliari e Genova). E Verona.
Insomma, bisogna farsi trovare pronti per quando si deciderà, con tutte le carte in regola e i progetti approvati.
Da qui l’accelerazione delle scorse settimane, con il lancio della data del 2026 per il progetto da parte del sindaco Tommasi. La sfida è durissima. Il nuovo Hellas americano, probabilmente, un alleato.
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L’idea di stadio dell’Amministrazione Tommasi
L’obiettivo del Comune di Verona è di creare «un’infrastruttura unica in Italia, all’avanguardia a livello internazionale, che non si limiti all’orizzonte temporale del 2032, ma che si ponga come un’occasione di riqualificazione della struttura, tenendo in considerazione inoltre l’azzeramento dei costi gestionali per il Comune, con incremento di spazi aggregativi per il quartiere funzionali alla struttura sportiva (palestre, spazi ad uso civico)».
«Inizia una sfida che vogliamo portare avanti nel migliore dei modi – afferma il sindaco Damiano Tommasi –. Con la revoca del precedente project si è chiuso un capitolo e ora se ne apre un altro, con la grande ambizione non solo di far parte delle città ospitanti dell’Europeo di calcio 2032, ma anche di dotare la città di un’infrastruttura moderna, al passo con i tempi, versatile, utilizzabile anche d’inverno, in grado di diventare punto di riferimento per l’Europa del Sud nel circuito di quegli eventi internazionali che oggi non si riesce ad ospitare a Verona e in Italia. Le linee guide saranno inserite nella manifestazione di interesse, che sarà pubblicata a breve, per la ricerca di proposte progettuali avanzate che, oltre alla riqualificazione dello stadio, dovranno anche prevedere soluzioni alle criticità del quartiere e andare nella direzione di una struttura polivalente legata non solo alle attività sportive, che da sole non sono in grado di sostenerne la gestione».
Quanto ai tempi, il sindaco Tommasi ha ricordato quelli imposti dalla UEFA: «entro il 2026 dovremo essere pronti con il progetto esecutivo, avere gli investitori, i futuri gestori e dovrà essere terminata tutta la parte burocratica e amministrativa. Abbiamo una sola possibilità per essere scelti, quella di essere pronti quando sarà il momenti. Lavoriamo per questo obiettivo».
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