Linea 70: a Verona una mostra per rivivere il fermento culturale degli anni ’70 e ’80
Alla galleria d’arte Linea 70 si entrava alle nove di sera, tutti potevano acquistare un’opera d’arte e portarla a casa a prezzi accessibili grazie al multiplo d’autore. La Galleria era non solo un luogo d’arte ma anche un spazio dove socializzare e fare relazioni, dove gli artisti si relazionavano con il pubblico e viceversa.
Erano gli anni Settanta e Ottanta, caratterizzati a Verona da un forte fermento culturale e dal desiderio di sperimentare, ben documentati dalla Galleria Linea 70 che, insieme ad altri spazi espositivi, hanno favorito il nascere e il diffondersi di quel clima.

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Proprio quel clima rivivrà alla Biblioteca Civica grazie alla mostra “Linea 70-fotografie e testi”, che inaugura sabato 18 gennaio alle ore 10.30 per restare visibile fino all’8 febbraio. Il percorso espositivo, che segue quello inaugurato a dicembre nello spazio H83 e incentrato sugli artisti in mostra, verrà presentato dal Dott.ssa Donata Negrini, dell’associazione Non Capovolgere Arte Contemporanea e si concentra sull’aspetto documentaristico e storiografo. In una sala dedicata, il pubblico avrà l’opportunità di esplorare una selezione di fotografie, documenti e scambi epistolari che raccontano la storia della galleria e del suo ruolo nel panorama artistico dell’epoca. Le immagini, accompagnate da lettere e documenti originali, offriranno uno spunto di riflessione sulla cultura visiva di quegli anni, sulle relazioni tra artisti, curatori e galleristi, e sull’impegno di un ambiente culturale che ha avuto un ruolo fondamentale nella diffusione e valorizzazione della produzione artistica contemporanea.
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«Linea 70 è stata una delle gallerie d’arte che a Verona ha fatto un’operazione di grande coinvolgimento della cittadinanza, promuovendo la partecipazione democratica all’arte – afferma l’assessora alle Biblioteche Elisa La Paglia -. In città non era l’unica, da qui gli anni di grande fermento culturale in cui uscire a fare una passeggiata voleva dire andare a visitare una galleria d’arte e qualsiasi fosse la condizione economica sociale sentirsi accolto e incluso».
«Con questa mostra vorremmo ricordare la ricchezza culturale della Verona di quel periodo e degli artisti e i valori che hanno fatto la storia dell’arte contemporanea di allora, ciò ci aiuta a spiegare anche il lavoro che stiamo facendo con l’assessorato alla Cultura il presidente della commissione Cultura per creare una sinergia tra la politica e le gallerie d’arte per rendere la cultura e l’arte accessibili a tutti», conclude La Paglia.
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«Con la rete ArtiVer ci stiamo impegnando perché pensiamo che unendo tutte le forze pubbliche e private che operano in questo settore sia possibile rilanciare una stagione dedicata all’arte contemporanea, con tutte le implicazioni culturali e sociali- afferma il presidente della Commissione cultura Alberto Battaggia -. Questa iniziativa dimostra la consapevolezza dell’opportunità di andare a scavare periodi storici che sono stati gravi di contraddizioni ma anche terribilmente interessanti».
«Ringrazio gli ideatori e soprattutto chi collabora per realizzare e promuovere queste progettualità, con l’auspicio che abbiano il successo che meritano», ha aggiunto il consigliere provinciale Francesco Casella.
Presenti in conferenza stampa i curatori della mostra Ulyana Avola, Zeno Massignan e Filippo Tommasoli.
Il ciclo di incontri “Un certo clima. Gli anni 70 a Verona”
30 gennaio
La mostra sarà arricchita dal ciclo di incontri “Un certo clima. Gli anni 70 a Verona”, il primo dei quali in programma il 30 gennaio alle ore 17 in Civica, per raccontare la città di quegli anni nei suoi diversi aspetti legati alla cultura e alla società. Il 30 gennaio il focus sarà su “Artisti e galleristi on the road”, e vedrà la partecipazione Patrizia Nuzzo, Curatrice Responsabile delle Collezioni d’Arte Moderna e Contemporanea della Galleria d’Arte Moderna, Camilla Bertoni, storica dell’arte dell’Associazione Mario Salazzari e curatrice del volume “Dario Tenuti e l’immagine trovata” dedicato all’artista che, insieme ad altri, fondò inizialmente la galleria poi rilevata da Pippo Avola; Maria Grazia e Ulyana Avola, rispettivamente moglie e figlia del gallerista che ha definito l’indirizzo della galleria per tre decenni dedicandola alla grafica, gli artisti Davide Antolini e Gigi Bragantini.
4 marzo
Il 4 marzo l’incontro sarà dedicato alla musica e allo spettacolo, mentre l’ultimo dei tre appuntamenti, la cui data è ancora da definirsi, ruoterà attorno al tema delle complesse relazioni tra politica, cultura e società.
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