Regione, Zaia: «I veneti chiedono la mia ricandidatura»
Luca Zaia, presidente del Veneto, si trova da mesi ormai al centro del dibattito politico sulla sua possibile ricandidatura. Con l’avvicinarsi delle elezioni regionali – da chiarire se nell’autunno 2025 o nella primavera 2026 –, la questione del limite ai mandati e le trattative all’interno della coalizione di centrodestra diventano temi scottanti.
Durante un punto stampa a Palazzo Ferro Fini. questa mattina, Zaia ha ribadito la voglia di continuare il suo lavoro e l’importanza di una scelta che parta dai cittadini veneti, evitando imposizioni dall’alto. Restano aperti diversi scenari. Di seguito le domande e le risposte del Presidente. In fondo alla pagina anche il video.
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Presidente, sulla candidatura per le prossime elezioni ha chiesto di fare una sintesi nel centrodestra. Quali sono i paletti auspicati e quando le strade potrebbero separarsi?
Prima il Veneto, prima i veneti, prima i cittadini del Veneto. Ritengo fondamentale che questa sia la priorità di chiunque amministri. Se si ragiona in questa direzione, si sa già cosa fare. Detto ciò, sono a disposizione del mio partito e vedremo quale sarà l’esito delle riflessioni in corso. Ritengo doveroso questo confronto, nel rispetto dei veneti, e soluzioni imposte dall’alto non sarebbero accettate.
Giorgia Meloni ha dichiarato che le soluzioni verranno discusse a un tavolo di maggioranza a Roma. Cosa ne pensa?
Indipendentemente dalla sede in cui si discute, i veneti sanno riconoscere immediatamente se una decisione è a loro favorevole o meno. Ben vengano le riflessioni, ma alla fine bisognerà capire come garantire continuità all’amministrazione e soprattutto come rispettare i cittadini del Veneto.
Si parla di una possibile candidatura con la lista Zaia come consigliere regionale. È pronto a correre?
Essere a disposizione del partito può significare molte cose. Mancano ancora dieci mesi, un periodo lungo, e mi sembra prematuro fare previsioni. L’obiettivo è riuscire a presentare una candidatura unitaria nel centrodestra, ma ci devono essere le condizioni per farlo.
Fratelli d’Italia la vorrebbe sindaco di Venezia… Cosa ne pensa?
Mancano dieci mesi e la priorità, per ora, è portare a termine questa amministrazione. Non è ancora chiaro se si voterà nell’ottobre 2025 o insieme alle comunali di Venezia nella primavera del 2026. Nel rispetto dei veneti, finché sarò in carica, continuerò a occuparmi della Regione.
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La partita del terzo mandato sembra ancora aperta. Potrebbe candidarsi nuovamente?
Siamo in un momento storico particolare per il Veneto. I cittadini chiedono la mia ricandidatura in modo trasversale. Attendiamo l’esito della sentenza della Corte Costituzionale sulla Campania per capire come evolverà la situazione. Inoltre, è possibile che il governo possa intervenire con ulteriori indicazioni.
Meloni e Tajani hanno espresso posizioni abbastanza nette sul tema.
Ho letto dichiarazioni molto chiare. Resta il fatto che esiste una questione di coerenza: solo alcune cariche elettive, come quelle dei sindaci e di alcuni governatori, hanno un limite di mandati. Al contrario, parlamentari, presidenti del Consiglio e della Repubblica non hanno alcun vincolo.
In caso di corsa solitaria, pensa che i numeri per una vittoria ci siano?
Non spetta a me dirlo. In ogni caso, non mettiamo il carro davanti ai buoi. La questione non è se Zaia voglia correre da solo, ma piuttosto che c’è ancora tempo per trovare una soluzione condivisa. Invito tutti a riflettere e a risolvere il problema.
Questo significa che la decisione non verrà presa esclusivamente da Roma?
Credo che sia condivisibile, anche da esponenti di altri partiti, che chi deve governare il Veneto debba essere espressione del territorio. Non può essere una scelta calata dall’alto.
Se venisse sbloccato il limite dei mandati, sarebbe pronto a candidarsi?
Se ci fosse lo sblocco, non potrei ignorare la richiesta dei cittadini che mi chiedono di candidarmi nuovamente. Sarebbe naturale dare loro una risposta.
Lei ha parlato di buonsenso, ma sembra che la politica stia facendo prevalere i giochi di potere.
Alla fine, il buonsenso dovrà prevalere. Dobbiamo trovare una soluzione, anche per evitare che questa situazione di incertezza diventi pericolosa. In dieci mesi può succedere di tutto, per cui attendiamo di capire quali proposte e soluzioni verranno messe sul tavolo.
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