Discarica car fluff a Sorgà, il TAR accoglie i ricorsi
Il Tribunale amministrativo regionale del Veneto ha accolto il ricorso del Comune di Sorgà, della Provincia di Mantova e dei Comuni contermini contro la nuova discarica di rottami d’auto (car fluff) da 950mila metri cubi prevista a Sorgà, in località De Morta, nella parte in cui si contesta la mancata verifica (“il difetto di istruttoria”) della distanza minima del fondo della discarica dal livello di massima escursione della falda.
Il Tar ritiene inoltre che tale carenza progettuale «non possa essere recuperata durante la fase di esecuzione dei lavori né durante la fase di gestione dell’impianto».
Secondo Franco Bonfante, Segretario provinciale Pd Verona, «Si tratta auspicabilmente di un stop definitivo all’attuale progetto che era stato mandato avanti in maniera forzosa, consentendo alla ditta richiedente, Rmi (che svolge attività di demolizione di autoveicoli con sedi operative a Castelnuovo del Garda e Lainate) di chiedere e ottenere una sospensione della procedura di valutazione preventiva e di rimodulare il progetto iniziale contenendone le dimensioni senza tuttavia risolvere le criticità già rilevate da cittadini e amministratori locali».
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Aggiunge la consigliera regionale veronese del Pd, Anna Maria Bigon: «Lo abbiamo detto e scritto nero su bianco, anche con discussione in aula: la discarica di Sorgà non poteva essere autorizzata, tanto che da subito ci siamo opposti ed avevamo chiesto ulteriori accertamenti in ordine alla profondità della falda acquifera. Le dovute verifiche ulteriori andavano effettuate per dare certezze, vista la zona in cui ci troviamo, e per proteggere falde acquifere, la salute dei cittadini nonché le colture locali. Ora, a rendere giustizia e a confermare che quella da noi indicata era la strada da seguire arriva la sentenza del Tar».

«Sebbene respinte dai giudici amministrativi – aggiunge Bonfante –, come Pd riteniamo politicamente fondate le eccezioni sollevate dalle amministrazioni locali contro tali passaggi che hanno favorito il privato a scapito della collettività, che invece chiedeva l’archiviazione della richiesta e l’avvio di un nuovo procedimento realmente partecipato».
«Sempre dal punto di vista politico concordiamo anche sul fatto che il progetto rimodulato non sarebbe stato economicamente sostenibile, contenendo in sé la necessità di un successivo ampliamento della discarica per mantenere l’equilibrio finanziario del progetto» specifica il Segretario provinciale del Partito Democratico.
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Bigon aggiunge: «Si tratta di un pronunciamento di importanza fondamentale, che sancisce la priorità della tutela dei cittadini e del territorio su ogni esigenza imprenditoriale ed economica. Resta la gravità del comportamento del governo regionale che non ha dato ascolto al territorio e alle forze politiche che richiamavano ad un senso di responsabilità. E che anzi ha abbandonato i territori, obbligandoli a costosi percorsi giudiziari per difendere l’ambiente, la loro salute e la loro economia. Altro che autonomia».
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