Verona e Veneto: aria più pulita, ma restano criticità invernali

Il report ARPAV 2024 evidenzia un calo delle concentrazioni di NO₂ e PM2.5, ma l’inquinamento da PM10 continua a preoccupare nei mesi freddi. Prospettive di miglioramento e sfide future per la qualità dell'aria.

Nel 2024, ARPAV ha continuato a monitorare la qualità dell’aria in Veneto, offrendo una panoramica dettagliata sull’inquinamento atmosferico grazie ai dati raccolti dalle centraline fisse. Tra gli inquinanti chiave osservati ci sono il biossido di azoto (NO₂), il particolato atmosferico (PM10 e PM2.5) e l’ozono (O₃). I risultati indicano progressi rispetto agli anni precedenti, ma evidenziano anche alcune criticità, soprattutto in pianura durante l’inverno.

Situazione nella provincia di Verona

Per la provincia di Verona, i dati relativi agli inquinanti atmosferici mostrano un andamento simile a quello regionale, con alcune peculiarità:

  1. Biossido di Azoto (NO₂)
    Nel 2024, le concentrazioni medie annuali di NO₂ sono risultate inferiori al limite normativo di 40 µg/m³ in tutte le centraline. Inoltre, non si sono verificati superamenti del limite orario di 200 µg/m³. Questo rappresenta un miglioramento rispetto agli anni precedenti, evidenziando l’efficacia delle politiche di riduzione delle emissioni.
  2. Particolato PM10
    Sebbene il limite annuale di 40 µg/m³ sia stato rispettato in tutte le stazioni, i superamenti del limite giornaliero di 50 µg/m³ sono stati frequenti. A Verona città, le centraline di Borgo Milano e San Bonifacio hanno registrato 66 superamenti, il numero più alto tra tutte le centraline del Veneto. Anche a Giarol Grande e Legnago si sono riscontrati valori elevati, rispettivamente 53 e 45 superamenti. I mesi critici sono stati gennaio e febbraio, quando condizioni meteo sfavorevoli hanno favorito l’accumulo di particolato.
  3. Particolato PM2.5
    Per il PM2.5, il limite annuale di 25 µg/m³ è stato rispettato in tutte le stazioni di monitoraggio. Le concentrazioni medie registrate sono state leggermente inferiori rispetto al 2023, segnalando una tendenza positiva nella riduzione di questo inquinante fine, particolarmente pericoloso per la salute.
  4. Ozono (O₃)
    L’ozono, inquinante tipico della stagione estiva, ha registrato un numero di superamenti della soglia di informazione (180 µg/m³) inferiore rispetto al 2023. Tuttavia, il valore obiettivo di 120 µg/m³, da non superare per più di 25 giorni all’anno, è stato rispettato solo in 3 delle 25 stazioni regionali.

Confronto regionale

A livello regionale, la qualità dell’aria ha mostrato segni di miglioramento rispetto al quadriennio precedente, pur presentando alcune criticità, soprattutto legate al particolato atmosferico:

  • Ozono (O₃)
    Per quanto riguarda l’ozono, il 2024 ha visto un numero di episodi di superamento della soglia di informazione (180 µg/m³) inferiore rispetto al 2023. I superamenti si sono concentrati soprattutto nel mese di luglio, con episodi più limitati rispetto agli anni precedenti.
  • Superamenti del limite giornaliero del PM10
    Nel 2024, solo il 25% delle 39 centraline regionali ha rispettato il limite di 35 superamenti annuali del valore giornaliero di 50 µg/m³. Le situazioni più critiche si sono verificate a Padova (con punte di 65 superamenti), Vicenza (64 superamenti) e Verona (66 superamenti). Al contrario, le stazioni di montagna, come Boscochiesanuova in provincia di Verona, hanno registrato solo 2 superamenti.
  • Particolato PM2.5
    Le concentrazioni medie annuali di PM2.5 sono risultate inferiori al limite di 25 µg/m³ in tutte le 21 centraline del Veneto. L’analisi ha evidenziato che, in media, il 69% del particolato PM10 è costituito da PM2.5, confermando una forte presenza di particolato fine nell’aria della regione.

Nel complesso, il 2024 ha segnato un ulteriore passo avanti nella qualità dell’aria del Veneto, grazie a politiche mirate e al miglioramento delle tecnologie industriali e di trasporto. Tuttavia, permangono sfide significative, soprattutto nei mesi invernali, quando le condizioni atmosferiche favoriscono il ristagno degli inquinanti. In particolare, il PM10 rimane un problema critico nelle aree di pianura, come Verona, Padova e Vicenza.

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